Giorgio Costantini (dei Plustwo): «Con 'Survivor (1989 Future Mix)' non vogliamo rifare il passato, ma farlo respirare di nuovo!». L'intervista

 


Antonino Muscaglione per Fattitaliani

(video) Dopo l’incredibile ritorno internazionale di “Melody” diventato un fenomeno globale grazie a TikTok con oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni e milioni di streaming sulle piattaforme digitali, i Plustwo & Belen Thomas tornano con “Survivor (1989 Future Mix)”. Il brano rappresenta una nuova lettura contemporanea di uno dei pezzi simbolo del repertorio di Belen Thomas, originariamente interpretato insieme a Mike Francis nell’estate del 1989. Il progetto conserva l’anima sonora dell’epoca, tra synth-pop, italo-disco e atmosfere dance anni Ottanta  ma con un mixaggio e una post-produzione capaci di restituire al pezzo una profondità moderna senza tradirne l’identità originale. Dietro questo ritorno c’è una storia sorprendente: quella dei Plustwo, formazione nata tra Venezia e Roma nei primi anni Ottanta e composta da Giorgio Costantini, Antonella Bianchi (Belen Thomas), Marina Bianchi (Sue Sadlow) e Renzo Zulian. Una band che all’epoca visse il paradosso di ottenere visibilità televisiva nazionale senza però riuscire a distribuire adeguatamente i propri dischi, oggi diventati veri oggetti di culto per collezionisti e DJ di tutto il mondo. A raccontare la nascita di “Survivor (1989 Future Mix)” e il sorprendente ritorno della band è Giorgio Costantini.

Dopo il successo di “Melody”, come è nata l’idea di riprendere “Survivor”?

«Il desiderio era quello di fare la stessa operazione fatta con “Melody”, anche se la parola operazione è troppo tecnica. Volevamo trovare il giusto equilibrio tra una registrazione dell’epoca e il modo in cui quel brano potrebbe essere ascoltato oggi, con un mixaggio e una post-produzione contemporanei. “Melody” era stato il primo progetto importante della nostra vita artistica, quando Belen Thomas ancora non esisteva come nome d’arte e Antonella e Marina utilizzavano altri pseudonimi. Era il nostro primo contratto discografico e mai avremmo immaginato che quel brano, anni dopo, sarebbe esploso a livello mondiale.»

Vi aspettavate un ritorno simile, soprattutto tra i più giovani?

«Assolutamente no. Dopo il 2015 abbiamo iniziato a notare che i vinili originali raggiungevano cifre incredibili nel mercato dei collezionisti, anche 300 o 400 dollari. Poi nel 2020 è accaduto qualcosa di totalmente inaspettato: siamo stati scoperti da una nuova generazione attraverso TikTok. Ragazzi sotto i vent’anni hanno iniziato a usare “Melody” nei loro video, cantandola e filmandosi. Nei momenti di massimo picco c’erano oltre 160mila video creati dagli utenti. Per noi è stata una sorpresa enorme.»

“Survivor” è anche un omaggio a Mike Francis. Quanto è stato importante per voi?

«Moltissimo. Abbiamo voluto pubblicare il brano proprio nel giorno della sua nascita, anche se poi la promozione è partita più avanti. Mike Francis era una persona speciale, non soltanto artisticamente: chiunque lo abbia conosciuto conserva un ricordo bellissimo di lui. In questa nuova versione abbiamo ripreso l’arrangiamento del 1989, quello della seconda edizione cantata da Belen Thomas insieme a Mike Francis. La sua parte vocale è stata reinterpretata da Marina Bianchi, cioè Sue Sadlow, mentre l’arrangiamento originale era ancora il mio.»


Dopo lo scioglimento del gruppo, le vostre strade artistiche sono cambiate molto.

«Sì, anche se siamo sempre rimasti legati. Lo scioglimento dei Plustwo fu dovuto soprattutto ai problemi distributivi della piccola etichetta che ci seguiva. Paradossalmente vendevamo pochissimi dischi proprio mentre apparivamo in programmi televisivi importantissimi. Antonella è poi diventata Belen Thomas, entrando più volte nella top ten italiana con brani come “Aire”, “Y mi banda toca el rock” e “Panamà”. Marina ha collaborato con artisti enormi come Claudio Baglioni, Litfiba e Scialpi. Renzo Zulian, che era il nostro polistrumentista, è diventato un tenore lirico internazionale. Io ho lavorato come arrangiatore e musicista live con artisti come Renato Zero, Michele Zarrillo e Fiorella Mannoia, oltre a sviluppare un percorso personale nella musica neoclassica minimalista per pianoforte.»

Che rapporto avete oggi con questo ritorno al passato?

«Oggi abbiamo la fortuna di vivere tutto con molta più serenità. Non siamo più nell’età in cui bisogna inseguire il successo a tutti i costi. Possiamo lavorare con tranquillità e dedicarci alla musica nel modo più sincero possibile. Dopo il ritorno di interesse da parte dei DJ e le ristampe andate esaurite, ci siamo resi conto che il master originale di “Melody” non esisteva più. Così abbiamo deciso di registrarlo nuovamente usando gli stessi strumenti vintage dell’epoca, lavorando in analogico e mantenendo perfino certe imperfezioni che davano anima alla registrazione. Ora stiamo già lavorando ad altri brani da riportare nel presente. L’idea non è rifare il passato, ma restituirgli una nuova vita mantenendone intatta l’identità.»

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Fattitaliani

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