“Le indicazioni per un trapianto di fegato sono in continua evoluzione ed espansione, tant'è vero che l'anno 2025 è stato l'anno boom per i trapianti di fegato in Italia, quasi 1.800 trapianti, in aumento rispetto agli anni precedenti, ma le liste d'attesa non si sono ridotte, il che vuol dire che sempre più pazienti vengono avviati a questo percorso perché il trapianto di fegato viene riconosciuto come terapia salvavita e che migliora la vita in sempre più pazienti e per cui il trapianto è una macchina d’olio che si sta espandendo”. Così Renato Romagnoli, Direttore di Chirurgia Generale 2U del Centro Trapianto di Fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, a Che tempo che fa su canale NOVE. Su quante vite può salvare una donazione: “Una sola donazione può salvare o migliorare la vita anche più di dieci persone. Questo perché oggi è la Giornata della donazione degli organi e dei tessuti...con l'evento di Crans-Montana si è capito come la cute sia fondamentale per salvare i grandi ustionati. Come i tessuti, le cornee, gli occhi sono importanti per far vedere le persone che non vedono più. Non parliamo poi del cuore, del fegato, che può essere diviso in due parti per fare due trapianti, un adulto e un bambino, due polmoni, due reni, un pancreas, a volte un intestino. Fatto questo conto, abbiamo anche più di dieci persone che possono salvare con una singola donazione”. Sulle percentuali di donatori: “Siamo sicuramente sulla strada giusta, c'è sempre più informazione, ma non siamo ancora arrivati al punto. La legge dei grandi numeri ci dice che quando più dell'80% della popolazione si dichiara a favore, ecco che il concetto di donazione è passato a livello culturale. Non siamo ancora arrivati lì, siamo ancora oggi a un 25% di opposizione”. I limiti della donazione: “Per quanto riguarda il fegato, non c'è un limite di età, perché il fegato ha una capacità di rigenerazione e di risposta che fa sì che fino a 100 anni si possa donare. In Italia detiene il record mondiale del trapianto di fegato a 100 anni 10 mesi, è stato fatto a Pisa un paio di anni fa... Altri organi sono più delicati, però ci sono anche donatori di reni di 80 anni, di donatori di cuore fino a 70 anni, anche a volte donatori di polmone 60-70 anni, per cui non è una questione di età, è di come si è vissuta la vita, e in che condizione sono gli organi. Ci sono delle controindicazioni e rischi inaccettabili. Per esempio, di un soggetto morto per un tumore maligno non si possono chiaramente donare gli organi perché c'è una trasmissione di patologie tumorali. Riguardo le infezioni, invece, la sieropositività per l'HIV, che una volta era vista come la controindicazione alla donazione, oggi, grazie alle terapie antiretrovirali, i riceventi in lista d'attesa che prendono le terapie antiretrovirali possono beneficiare di organi donati HIV positivi, perché le terapie controllano anche quell'infezione”. Su come donare gli organi: “Come donare gli organi? Un biglietto autografo da tenere nel portafoglio dicendo sono favorevole alla donazione degli organi e tessuti dopo la morte, firmata e con la data. Si può andare all'ASL per dichiarare volontà a favore della donazione. Si può scrivere a un'associazione di settore ….. Tutte queste modalità richiedono un atto di volontà. Invece, il 3 agosto di quest'anno scadranno tutte le carte d'identità cartacee. Ci sarà l'obbligo per tutti di avere la carta d'identità elettronica e quindi molte persone saranno chiamate ad andare in anagrafe per rinnovare la carta d'identità. In quel momento verrà fatta a queste persone la domanda se si è favorevoli o meno alla donazione di organi dopo la morte. Quindi fino a quel momento dobbiamo parlare più possibile perché tutte le persone devono arrivare pronte a rispondere a questa domanda”. |