Premio Costa Smeralda a Niccolò Ammaniti, Adriana Cavarero, Javier Cercas, Emilio Isgrò e Giuseppe Lai

 


Ieri, al Conference Center di Porto Cervo, si è svolta la cerimonia pubblica di premiazione del Premio Costa Smeralda, promosso dal Consorzio Costa Smeralda, presieduto da Renzo Persico, con il patrocinio del Comune di Arzachena.

Nel corso dell’evento, alla presenza di Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, Roberto Ragnedda, Sindaco di Arzachena, e Stefano Salis, Direttore artistico del Premio, sono stati rivelati i vincitori assoluti delle sezioni Narrativa e Saggistica, selezionati da una giuria d’eccezione composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio. 

Lo scrittore Niccolò Ammaniti con "Il custode" (Einaudi) si è aggiudicato il Premio Narrativa del Premio Costa Smeralda 2026.

Motivazione della giuria: "Il custode" racconta la storia di Nilo, ragazzino che cresce in un paesino della Sicilia insieme alla madre e alla zia. Le due si occupano di marmi. Pianali per le cucine, o i bagni. Lastre di polvere di marmo. Cose così. Nilo è l’ultimo della famiglia Vesciaveo che, da secoli, ha un compito. Custodire la Medusa. Non una di quelle che infestano e rallegrano il mare nostro, come dicevano i romani, ma proprio Medusa, una delle Gorgoni. Quella che se incroci lo sguardo diventi pietra. Pietra, o marmo. Non diremo oltre. "Il custode" si aggiunge lucente e luminoso in quella linea di fantastico che, più o meno carsica, percorre tutta la letteratura italiana. Anna Maria Ortese, Tommaso Landolfi, Lisi, Bontempelli, Tarchetti e Fogazzaro, Pavese di Leucò, Calvino, Dante, Ariosto, Bufalino, Fruttero e Lucentini – gli unici, insieme ad Ammaniti – che fanno anche molto ridere. Ammaniti, come sempre nei suoi scritti, tiene insieme mito e contemporaneità – è il primo romanzo italiano dove Only Fans non serve ad analisi sociologiche, è un fatto, un attributo di natura, e di realtà, come i prodotti del supermercato – e trascina chi legge in un mondo più vasto e largo del visibile – il visibile, con gli schermi che teniamo perennemente in mano, è l’unica cosa che statisticamente esiste – raccontando, come fa la letteratura che ci sono cose e sentimenti che non possono essere né nominati né negati. Ma semplicemente esistono. Così, il Premio Costa Smeralda 2026 per la narrativa italiana va a Niccolò Ammaniti, uno scrittore fantastico, in tutte le accezioni che l’aggettivo italiano ci consente.

Il Premio Saggistica è andato invece ad Adriana Cavarero per il suo "Il canto delle sirene" (Castelvecchi). 

Motivazione della giuria: Per chi cantano le sirene? La domanda pare retorica, tanto è papale la risposta: le sirene cantano per Ulisse che, viaggiator curioso e uomo deciso ad andare dritto alla meta costi quel che costi resiste eroicamente alla tentazione della loro mortifera voce. 

Secondo Kafka, però, la faccenda non è andata proprio così: le sirene tacciono e Ulisse illude se stesso (e noi) millantando un tanto supremo quanto inutile sforzo di resistenza.

Come la pensa in proposito Adriana Cavarero, filosofa, donna coltissima e femminista della prima ora, fine lettrice e padrona di un impagabile senso dell’umorismo? La risposta sta qui, fra queste pagine colme di sapienza e acume, di ironia ed erudizione – un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca di quelle melodie tanto fantastiche quanto reali che le donne cantano da sempre, tessendo le trame del mondo.

Il saggio di Adriana Cavarero offre una lettura del mito tanto originale quanto suggestiva e stimolante:  in queste pagine sia l’eroe Ulisse sia le misteriose tentatrici ci appaiono in una prospettiva tutta nuova. Ci dicono che in fondo questa storia appartiene anche a noi, donne e uomini del presente.

In linea con la tradizione del Premio Costa Smeralda, durante la cerimonia pubblica di premiazione, condotta dalla giornalista Roberta Floris, oltre ai libri scelti dalla giuria, sono stati assegnati tre ulteriori riconoscimenti. 

Dopo le vittorie del Nobel Orhan Pamuk, di Emmanuel Carrère, Alicia Giménez-Bartlett e Björn Larsson, lo scrittore spagnolo Javier Cercas ha vinto il Premio Internazionale con la seguente motivazione della giuria: Javier Cercas, acclamato, e per giusta causa, scrittore spagnolo, si distingue per la sua capacità di tessere storie che esplorano profondamente l’identità e la memoria collettiva; apparentemente della Spagna. Ma, attraverso le sue opere, Cercas sfida i confini tra realtà e finzione, rivela le complessità dell’animo umano, scava nei dilemmi etici, propone punti di vista non comuni.

La verità della letteratura è, nel complesso dell’opera di Cercas, un fenomeno che non compete o rivaleggia con la verità fattuale: è qualcosa di più. Allo stesso tempo più forte ma anche in qualche modo indimostrabile. Certamente è un modo per capire l’animo umano e lo spirito della storia e delle storie.

Cercas ha vinto molti premi internazionali, è tradotto in tutto il mondo, è accademico di Spagna. Siamo onorati che abbia accettato anche il nostro Premio Internazionale, che gli tributiamo con convinzione che la sua postura di scrittore, capace di intervenire nel presente e di prendere posizione nei fatti della politica come quelli dell’intimo dell’uomo, si rivela una missione che rende il suo ruolo ancora più necessario nella società di oggi, dove le parole e le storie scritte sembrano sbiadire di fronte alle immagini effimere degli schermi degli smartphone.

Cancellare è un atto apparentemente distruttivo. Emilio Isgrò, maestro indiscusso dell’arte contemporanea internazionale, al contrario, gli ha restituito un senso nuovo: cancellare è creare. È ripartire dall’essenza delle cose, senza la macchia dei nomi, dei confini, delle storie e delle brutture che si sovrappongono. Ripartire dalla verità e non dalla costruzione e dalla costrizione delle parole: per questo il suo lavoro, soprattutto quello applicato alle carte geografiche, ci parla di un Mediterraneo (il luogo dal quale proviene e a cui è visceralmente legato) che costruisce ponti, parla di attraversamenti, cancella confini e apre dialoghi. Il Mediterraneo del Maestro Isgrò è un oceano di civiltà, di storie che si intrecciano, di lingue che si parlano, che non cancella nessuno e valorizza tutti. Valorizza l’uomo, nella sua profondità. È per questi motivi, per la sua insistenza decennale su questi temi, che il Premio Cultura del Mediterrano va, con gratitudine, a Emilio Isgrò e al suo Mediterrano madre di storie, gravido di civiltà. Portatore di futuro.

Al  comando della Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo, ha portato in giro l’orgoglio italiano, in una navigazione intorno al mondo che ha toccato tutti i mari, tutti i continenti, tutti i cuori. Insieme al tricolore, con l’ammiraglio Giuseppe Lai ha sventolato anche (in maniera ideale) dal punto più alto dell’albero maestro il vessillo dei quattromori e non possiamo che esserne orgogliosi. Dicono che i sardi non sono grandi navigatori, ma Lai ha dimostrato, con il suo esempio, non solo il contrario: dalla sua Sardegna ha portato la saggezza dello stare insieme, le capacità di leadership, le qualità di tempra, calma, lo spirito di squadra. Siamo felici, orgogliosi e anche un po’ commossi nel dare quest’anno il Premio Speciale a questo capitano coraggioso che porta nel mondo il nome della Sardegna e la forza tranquilla dell’isolanità.

"Non chi comincia ma quel che persevera" è il motto della Vespucci. Ecco, noi abbiamo cominciato qualche anno fa con il Premio e speriamo  di perseverare. Nel nome della qualità, dell’eccellenza. Della Sardegna.

A simbolo dell’attribuzione del Premio Costa Smeralda, oltre a un premio in denaro, i vincitori hanno ricevuto un’opera esclusiva dello sculture Giuseppe Sanna. Anche per l’edizione 2026 lo scultore ha realizzato un premio unico per ciascuna categoria, un simbolo della connessione tra il Premio e il territorio della Sardegna, utilizzando pietre locali che rappresentano la solidità, la resistenza e la bellezza senza tempo della cultura e della natura dell’isola.

L'evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Arzachena. Partner e sponsor principale della manifestazione è Smeralda Holding, società italiana indirettamente controllata da Qatar Investment Authority, che nel 2012 ha acquistato proprietà immobiliari e terreni in Costa Smeralda. 

L’organizzazione operativa, l’allestimento scenografico e la produzione dell’evento di premiazione è affidata a Filmmaster, che ha inoltre realizzato il logo, l’immagine grafica coordinata e il concept del premio materiale.


Fattitaliani

#buttons=(Accetta) #days=(20)

"Questo sito utilizza cookie di Google per erogare i propri servizi e per analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google, unitamente alle metriche sulle prestazioni e sulla sicurezza, per garantire la qualità del servizio, generare statistiche di utilizzo e rilevare e contrastare eventuali abusi." Per saperne di più
Accept !
To Top