C’è un modo di raccontare l’amore che rinuncia agli eccessi e sceglie la misura, concentrandosi su ciò che resta quando tutto il resto si riduce all’essenziale. È da qui che parte “È sempre così”, il nuovo singolo di Federico Di Battista, disponibile da venerdì 3 aprile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica.
Artista romano classe 1995, Di Battista costruisce negli anni un percorso che attraversa formazione e esperienze internazionali: dagli esordi nel coro di voci bianche diretto da Paolo Lucci fino al trasferimento in Irlanda, dove amplia la propria cultura musicale e partecipa come corista a “The Voice Of Ireland”. Oggi vive a Barcellona, città in cui ha consolidato il proprio progetto artistico e avviato la lavorazione del primo album da solista, atteso nel 2026.
Con “È sempre così” sceglie una scrittura asciutta e diretta, che si muove su un piano narrativo concreto, trasformando la quotidianità di una coppia in racconto. Più che descrivere grandi sentimenti, il brano li lascia emergere attraverso piccoli gesti, abitudini condivise e dinamiche reali, restituendo un’immagine autentica delle relazioni contemporanee.
Un approccio che riflette una precisa idea di autenticità, costruita sull’esperienza personale e sulla volontà di mantenere un legame diretto con l’ascoltatore. Ne parliamo con Federico Di Battista in questa intervista per Fattitaliani, in cui approfondisce il significato del brano, il suo processo creativo e la direzione dei suoi prossimi lavori.
“È
sempre così” si muove su un piano narrativo molto concreto: è una scelta
precisa?
È stata semplicemente la voglia di raccontare la quotidianità di una coppia sotto forma di gesti.
Quanto
è importante oggi raccontare relazioni credibili nella musica pop?
È importante raccontare relazioni credibili ed esperienze sincere, per far in modo che anche un ascoltatore si riveda in quello che viene scritto.
Che
tipo di scrittura utilizzi per mantenere autenticità?
Tengo sempre a scrivere cose vissute in prima persona. Secondo me questo è fondamentale per mantenere autenticità ed originalità.
Il
brano sembra fotografare più che raccontare: ti ritrovi in questa definizione?
Come racconto nella canzone, una relazione secondo me può essere definita tale quando non ha bisogno di troppe parole, e di conseguenza, di essere raccontata. Dobbiamo rispecchiarci nei piccoli gesti ed in momenti per noi speciali, per questo ho deciso di ¨fotografare¨ piuttosto che ¨raccontare¨.
Cosa
rende una relazione “vera” oggi?
Oltre all’amore reciproco, conta molto saper esserci. È una cosa che andando avanti con i tempi si vede meno e quando vediamo una coppia che nonostante tutto sta insieme da molto tempo, la consideriamo vera.
Nel
brano parli di piccoli gesti: quali sono quelli che fanno davvero la
differenza?
Uno dei tanti a fare differenza più degli altri secondo me è l’ascolto. Saper ascoltare è un gesto enorme che possiamo fare verso l’altra persona e di conseguenza è un bellissimo regalo.
Le
discussioni possono rafforzare una coppia?
Assolutamente. Se non distruggono, possono solamente rafforzare il rapporto.
Quanto
è importante accettare le abitudini dell’altro?
Molto. Succede spesso poi che ritrovandoci ad accettare delle abitudini, addirittura queste entrano anche un po´ a far parte della nostra vista, quindi possono addirittura cambiarci in meglio.
Come
immagini l’evoluzione del tuo linguaggio nei prossimi lavori?
Spero
sempre di continuare a scrivere quello che vivo, quindi l’evoluzione spero ci
sia nella mia vita e nelle mie esperienze. La scrittura verrà con questo.


