di Antonino Muscaglione
'Johnny' (video) è il nuovo singolo di Er Pablo, artista che sta emergendo dalla scena hip hop romana. E lui romano lo è fino in fondo, lo si sente nella sua dizione, così come nell'atmosfera lenta e avvolgente del brano. Con questo nuovo brano Er Pablo conferma la sua attenzione nei confronti delle ricche sonorità suonate dal vivo, dei testi che sono specchio della sua realtà quotidiana. 'Johnny' è un brano che esplora il tema dell’incessante scorrere del tempo. Per dare forma a questo concetto, Er Pablo evoca la figura del pirata Johnny che, proprio come il tempo, passa per non tornare mai più. Il brano è caratterizzato da un sound morbido e cadenzato che entra in contrasto con un rapping veloce e incisivo. La struttura sonora è arricchita da una voce femminile, fondamentale nel sottolineare la melodia e nel conferire al pezzo una carica emotiva ancora più profonda. 'Johnny' è disponibile sulle piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica, il nuovo singolo di Er Pablo per Red&Blue Music Relations è distribuito da ADA Music Italy. Sono a Roma per il ponte delle festività pasquali, ne approfitto per incontrare Er Pablo nella sua città, per farmi raccontare come è nato questo suo ultimo lavoro discografico.
Ciao Er Pablo, come stai?
«Ciao Antonino, tutto bene, finalmente pare sia arrivata l'estate, giornate di sole.»
Qual è la molla che ti ha fatto scattare la scrittura di Johnny ascoltando Debussy?
«Ma sai, faccio musica da molto tempo, negli ultimi due anni ho deciso di cambiare percorso di studi: voglio diventare direttore d'orchestra. Studio e ascolto molta musica classica, sono rimasto spiazzato ascoltando 'Le Mer' di Debussy, quest brano non mi faceva vedere il mare ma me lo faceva sentire, per questo ho deciso di replicare questa sensazione, il mio modo di scrivere è visivo ma volevo cercare questa sensazione attraverso il suono.»
In che modo è nato il testo di 'Johnny'? Chi è Johnny?
«Il nome Johnny è una citazione, è un pirata che è sempre costretto a lasciare dietro qualcosa, questo è un brano che esplora il tema dell’incessante scorrere del tempo. Per dare forma a questo concetto, ho evocato la figura del pirata Johnny che, proprio come il tempo, passa per non tornare mai più.»
Che senso ha correre dietro a una lancetta?
«Ti dirò, per me non ha proprio senso.»
Cosa sono i balocchi protagonisti dei libri?
«Grazie, mi piace tu mi faccia questa domanda, I balocchi protagonisti dei libri sono tutte le persone come me, quelli che non riescono a trovare un posto nel mondo, tutte quelle persone che come me barcollano tra un giorno e l'altro ma poi scoprono che questo barcollare è la loro vita e come tale va apprezzata.»
Ci sono suoni distorti che catturano, com'è nato l'arrangiamento?
«Pensa che l'arrangiamento era uno spartito totalmente orchestrale, c'erano delle parti recitate più che cantate. Quando poi ho pensato dovesse diventare una canzone è cambiato tutto, qui la palla è passata a Daniele, Violea, il mio produttore, lui ha fatto cose per me straordinarie, ha aggiunto suoni distorti, suoni che da cori o flauti si trasformano in chitarre. È stato un lavoro complesso che trovo bellissimo, tutto nasce dalla testa di Daniele, un brano che nato, pensa, per orchestra ha incontrato l'elettronica e il rap.»
C'è gente che non apprezza questo tipo di musica, mi piace che invece il rap ti abbia portato alla musica classica.
«Sai, io mi sento di dire che il rap è un genere perfetto per un semplice motivo: basta un metronomo. Da lì è facile scrivere un testo rap su base orchestrale, io non saprei scrivere un pezzo pop partendo da un arrangiamento pop, certo, il ritornello è pop perché mi piace cantare.»
Che rapporto hai col tempo che passa?
«Malissimo, purtroppo lo scorrere del tempo è una cosa
che pesa tanto ma è anche una cosa che mi piace, al mio essere tranquillo
davanti allo scorrere del tempo
ho voluto dare un accento cupo, nulla e immobile, c'è sempre qualcosa che si sta muovendo.»
Com'è nato il video?
«Il video è nato dall'idea di far visualizzare questa mia emozione di tranquillità e contemporaneamente di tensione. Quello che vedi è frutto di un esperimento, abbiamo sovrapposto immagini, in un video in bianco e nero il colore è il protagonista, si passa dal bianco e nero al rosso, per poi passare al giallo ocra. L'idea del colore non era volontaria, è venuta lavorandoci. La struttura visiva ruota attorno a due inquadrature principali che interagiscono costantemente tra loro. Attraverso una ricercata fusione di questi elementi prende vita un’immagine unitaria dove il colore diventa il filo conduttore guidando lo sguardo dello spettatore. Il risultato è un’estetica che riesce a essere simultaneamente statica e dinamica, che è l'idea del tempo che volevo trasmettere.»
Nel tuo percorso artistico hai cominciato con la recitazione per poi passare alla musica.
«Pensa che ho iniziato a fare teatro alle medie, è devo dire che stato fondamentale, dentro i teatri ho imparato a scrivere, bisogna stare attenti a quale parola scegliere, a quale emozione può dare una parola. Grazie al teatro ho conosciuto il musical, quando sono venuto in contatto con l'orchestra e la musica, ho capito che era quello che volevo fare. Mi piace scrivere, la cosa più importante per me è l’interpretazione delle mie parole; sono sempre curioso di sapere cosa le persone vedono nei miei testi.»
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