ArtMedia Cinema e Scuola, Mark Ruffalo parla agli studenti del film “Tutto quello che resta di te”



Si è concluso con una partecipazione straordinaria e un forte impatto culturale e sociale l’evento del progetto ArtMedia Cinema e Scuola – Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studentidi cui Loredana Commonara è ideatrice e responsabile scientifico, che ha visto protagonista l’attore e attivista internazionale Mark Ruffalo.

Sono stati oltre 1.500 i ragazzi e le ragazze presenti al Cinema Adriano, con quattro sale sold out, provenienti da scuole di Roma, della provincia del Lazio e dell’Abruzzo, alcuni dei quali da contesti periferici e territori caratterizzati da fragilità socio-culturali. A questi si sono aggiunti oltre 5.000 studenti collegati in diretta streaming dalle scuole italiane, trasformando l’iniziativa in una delle più partecipate esperienze di educazione all’immagine a livello nazionale. Un risultato che conferma la centralità e l’urgenza del progetto ArtMedia Cinema e Scuola, prodotto e organizzato dall’Associazione Artistic Soul, nell’ambito di CIPS - Cinema e Immagini per la Scuola - Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, capace di portare il cinema nei percorsi educativi come strumento di conoscenza, inclusione e crescita personale.

 

Al centro della mattinata, la proiezione del film “Tutto quello che resta di te” di Cherien Dabis, che ha offerto agli studenti un racconto potente e necessario sulla storia di una famiglia palestinese, attraversando tre generazioni e affrontando temi universali come identità, memoria, perdita e resistenza. Una scelta fortemente voluta dal progetto, con l’obiettivo di portare all’attenzione dei giovani la complessità della situazione in Palestina e dei conflitti in corso, stimolando uno sguardo critico, consapevole e informato sul presente. Di straordinaria intensità l’incontro con l’attore e attivista Mark Ruffalo, produttore esecutivo del film, che in dialogo con il critico cinematografico Mario Sesti ha dato vita a un confronto diretto e partecipato con gli studenti. Un dialogo che ha intrecciato cinema e attivismo, esperienza artistica e responsabilità civile, affrontando temi cruciali come i diritti umani, la giustizia sociale e il ruolo delle nuove generazioni nel costruire il futuro.

 

Mark Ruffalo parla agli studenti del film “Tutto quello che resta di te”: “Ci vuole tanto per girare un film trovare i luoghi adatti, la troupe adatta, ci vogliono mesi di lavoro e organizzazione. Quando hanno iniziato a girare questo film a Gaza e le principali difficoltà sono state la violenza e l’instabilità sul campo, con furti di attrezzature e location non più accessibili o addirittura scomparse. La troupe era lì il 7 ottobre, sono dovuti scappare perché erano in pericolo andando a girare in Egitto. Per quanto io conoscessi la situazione di Gaza, non sapevo come fosse essere lì quotidianamente. Ogni storia deve avere della tensione del conflitto e non c’è un conflitto più grande che perdere i propri diritti come essere umano. Tutti qui abbiamo enormi diritti, guardando questo film inizi a capire un mondo dove non si è liberi di muoversi come si vuole o di stare le persone che si vuole. La famiglia ti tiene umano, è il rifugio che difende la tua umanità perché ci permette di amare le persone”.

 

Alla domanda: se fosse riuscito a organizzare un evento simile anche in America, Ruffalo risponde così: “Non abbiamo avuto modo di organizzarci in questo modo perché negli USA c'è una specie di censura in merito a questa questione, alcuni genitori non vogliono che i figli vedano questo film. Vivete in un paese in cui la verità non fa così tanta paura, non almeno come è negli USA. La vostra presenza qui è un trionfo e so che la regista e il popolo palestinese lo apprezza. Come vi sentireste se vedeste vostro padre umiliato di fronte a voi come si vede nel film? Reagireste come ha reagito il figlio? Riuscite a vedere un mondo in cui non c’è una via per porre fine a quella umiliazione? Pensate di essere in un mondo in cui non c’è una strada politica per porre fine a questa situazione? Se faceste un film ma non poteste proiettarlo nel Paese in cui vivete come stareste? Se questa fosse la vostra storia e non poteste raccontarla ci sarebbe una rivolta, se questa fosse la vostra storia e vi dicessero no è una bugia come reagireste? Quindi tutti capiamo la rabbia che c’è dietro a questo film”.

 

Mark Ruffalo sprona i ragazzi alla partecipazione con queste parole: “Questo è il vostro mondo ora. Probabilmente non c'è mai stata una generazione così coinvolta e impegnata e che sa così tanto del mondo. Può essere tutto quello che volete, possiamo vivere in un bel mondo in pace perché questo è alla nostra portata, ma ci vuole immaginazione e ci vuole partecipazione. Quindi partecipate, partecipate per un mondo che volete vedere”.

 

A chiusura dell’incontro Loredana Commonara, ideatrice e curatrice del progetto Artmedia Cinema e Scuola racconta: “È stata una giornata davvero speciale. Sono profondamente grata a Mark Ruffalo per aver accettato il mio invito a incontrare una platea numerosissima di studenti, condividendo le sue esperienze e dialogando con loro in modo aperto e coinvolgente. È una persona di rara sensibilità, capace di dare profondità e autenticità a ogni ruolo. Fuori dal set, è una voce appassionata e instancabile a favore dei diritti umani, civili e della tutela dellambiente. Sono inoltre molto felice che gli studenti abbiano potuto assistere alla proiezione di Tutto quello che resta di te, diretto da Cherien Dabis, unopera che affronta un tema di cui si parla ancora troppo poco. Abbiamo lavorato instancabilmente per rendere possibile questo incontro, convinti dellimportanza di creare occasioni di confronto autentico e ispirazione per le nuove generazioni”. Questo evento rappresenta una conferma della forza del cinema come linguaggio universale capace di unire: formazione, emozione e impegno civile. ArtMedia Cinema e Scuola continua così a essere un punto di riferimento nazionale per l’educazione audiovisiva, offrendo agli studenti strumenti concreti per leggere, comprendere e raccontare il mondo contemporaneo.

Fattitaliani

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