Dopo il successo del debutto romano al Teatro Sala Umberto e la tappa al Teatro Savoia di Campobasso, la commedia brillante “Due Dozzine di Rose Scarlatte” torna nella Capitale e arriva al Teatro Tor Bella Monaca con tre nuove repliche: venerdì 27 marzo e sabato 28 marzo alle ore 21, domenica 29 marzo alle ore 17.30.
Lo spettacolo nasce dal desiderio di riportare in scena uno dei titoli più amati della commedia italiana. Un classico elegante e ironico che, a distanza di decenni, continua a parlare al cuore del pubblico. La nuova produzione Loreb Production di Giacomo Silvestri valorizza l’eredità del grande autore Aldo De Benedetti, restituendo sul palco la leggerezza e l’intelligenza della grande tradizione dei cosiddetti “telefoni bianchi”, con una messinscena fresca e contemporanea.
Dalla fase di riadattamento del testo, firmata da Annabella Cerliani e Alessandro Guerra, alla costruzione dell’impianto registico curato dallo stesso Guerra, ogni scelta artistica è stata guidata da un obiettivo preciso: preservare la comicità raffinata dell’opera rendendola allo stesso tempo sorprendentemente attuale. Il lavoro sulle atmosfere degli anni Sessanta, sulle dinamiche della coppia e sui meccanismi degli equivoci ha incontrato fin da subito l’entusiasmo del cast, composto da Biagio Iacovelli, Annamaria Fittipaldi, Giuseppe Abramo e Angela Tuccia.
Il debutto al Teatro Sala Umberto ha segnato l’inizio del percorso di questa produzione, accolta con partecipazione calorosa da una platea che ha riconosciuto il valore di una comicità raffinata e sempre viva. La seconda tappa al Teatro Savoia, nell’ambito della rassegna Jazz’Inn, ha confermato la capacità dello spettacolo di coinvolgere pubblici diversi grazie a un intreccio che parla a tutti: sospetti, illusioni, sogni d’amore e fragilità umane che continuano a emozionare.
Ora “Due Dozzine di Rose Scarlatte” prosegue il suo viaggio con una nuova tappa romana al Teatro Tor Bella Monaca, pronta a conquistare ancora una volta il pubblico con il fascino intramontabile della grande commedia italiana.
SINOSSI
Roma. Anni Sessanta.
Una giovane coppia sta affrontando quella distruzione della propria casa che si chiama ristrutturazione. Con tutte le conseguenze del caso, pratiche e non. Alberto, giovane ingegnere, dedica la sua vita al lavoro. Marina, la moglie, è invece una sognatrice e grande lettrice di romanzi. Tommaso, un giovane avvocato, è l’amico fidato. Tutto fila liscio nonostante le macerie. L’unica che non si preoccupa del caos, con il suo buon senso contadino, è Addolorata, la cameriera, che ha in mente solo Massimo Ranieri e Miss Italia. Un giorno però una telefonata inaspettata provoca uno scossone nelle loro vite. Due dozzine di rose scarlatte e un biglietto misterioso scatenano equivoci, incomprensioni e tante illusioni. Come accade nella vita. Tutti cerchiamo l’amore. Tutti sogniamo il grande amore. Ma esiste davvero? Oppure è solo frutto della nostra fantasia? Meglio riderci su.
Due dozzine di rose scarlatte, anche oggi, provocherebbero lo stesso effetto. Ma chi se le può permettere? Se non volete chiedere un mutuo, non vi resta che vedere la commedia. Attenti alle spine.
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