![]() |
| Da sn Luca Pipitone, Vittoriana Abate, Valerio De Gioia, Carmelo Cali’, Elena Tiron, Imma Rizzo, Ilenia Petracalvina |
“Bisogna fermare questa strage". E’ questo l’urlo di Elena Tiron, sorella di Gabriela Trandafir e zia di Renata, uccise nel 2022 a Cavazzona.
Le due vittime avevano denunciato l’aggressore undici volte. Questa è solo una delle storie raccontate all’evento “Non solo 8 marzo. Storie di donne e giustizia negata”, organizzato oggi da Giornaliste Italiane al CeoforLife in piazza Montecitorio, a Roma. Tre casi simbolo di malagiustizia sono stati ricordati all’incontro. Al centro le vicende di Noemi Durini, uccisa nel 2017 nel Lecchese dal compagno; Marianna Manduca, uccisa nel 2007 in Sicilia dall’ex marito; e Gabriela Trandafir e la figlia Renata, uccise nel 2022 a Castelfranco Emilia dal marito della donna."Basta permessi premi a chi
uccide le donne" denuncia la mamma di Noemi, che aggiunge: “Presenteremo
una proposta di legge per eliminare i permessi premi a coloro che si macchiano
di femminicidi”.
"L'importante è entrare
nelle scuole e cambiare la cultura dei ragazzi, altrimenti non andiamo da
nessuna parte" è invece il pensiero di Carmelo Calì, cugino di Marianna
Manduca.
“Ogni femminicidio spacca il
cuore, le leggi ci sono e sono state rafforzate ulteriormente, me bisogna
puntare l’attenzione sulla valutazione del rischio, perché da questo dipende
tutto il resto” dichiara il ministro per le pari opportunità e la famiglia,
Eugenia Roccella presente all’incontro.
“Abbiamo messo a disposizione gli
strumenti legislativi, ora tocca ai magistrati” conclude il ministro.
“I giudici non sempre valutano
correttamente la violenza di genere", ha detto Vittoriana Abate,
giornalista Rai,che ha anche ricordato
il caso di Noemi Durini, sottolineando che “intervenire tempestivamente può
essere vitale”. I casi di violenza sulle donne “sono all’ordine del giorno” e
la Polizia di Stato punta anche sulla formazione degli operatori per gestire i
reati da codice rosso”. Lo ha detto Luca Pipitone, dirigente della divisione
anticrimine della Questura di Roma, a margine dell’evento. “Tra gli strumenti
di intervento delle forze dell'ordine nei casi di violenza sulle donne funziona
molto bene l'ammonimento del questore nei confronti dell'aggressore e, infatti,
nel 2024, "l'80% dei soggetti 'ammoniti' non e' andato in
recidiva".“Il legislatore ha potenziato il codice rosso e introdotto
strumenti come il reato di femminicidio e il braccialetto elettronico” ha
spiegato il magistrato Valerio De Gioia, presente all’incontro”.
