Dal
13 febbraio 2026 è disponibile in tutti gli store digitali ‘’Anima
Celeste, ‘’Insetto’’, ‘’Paura e Pace’’ la waterfall release di Ivan
Segreto, un viaggio che inaugura una nuova fase artistica e personale e una
rinnovata ispirazione, che accompagnerà l’ascoltatore fino all’uscita del suo
prossimo progetto discografico.
Ivan Segreto spiega: ‘’In questa fase ho dato spazio alla meditazione come strumento di ricerca ed esplorazione che ci aiuta a scoprire molto di noi. Dentro di noi c’è tutto, il dentro e il fuori, il sopra ed il sotto. Protetti e guidati pronti a scoprire la prossima fragilità’’. Ogni brano, scritto e composto dal cantautore, rappresenta una tappa di avvicinamento al nuovo universo artistico di Ivan Segreto, permettendo alla musica di essere assimilata nel tempo, senza fretta, in modo più profondo e intimo.
Ivan, inizierei partendo dalla tua biografia artistica ove non si può
non che il tuo percorso musicale è un ponte tra il jazz, la canzone d'autore,
l'elettronica e quelle che sono le tue radici siciliane. Quali di queste anime
è quella che sta parlando più forte?
Il disco che verrà fuori piano piano ha diverse anime. Intanto, rispetto agli altri lavori precedenti, qui c'è stato l'intervento di Accursio Cortese, che è un mio caro amico, musicista, scrittore, che ha curato il suono del quartetto d'archi, che io non avevo mai utilizzato prima. Quindi si alternano sonorità classiche, improvvisazioni aperte, rimandi elettronici. Ho cercato di far coesistere tutti i miei interessi, le mie anime musicali, all'interno di una struttura che è la struttura della canzone.
Hai detto che il disco verrà fuori piano piano. Tre anni fa infatti è
uscito il singolo “Paura e Pace” e oggi esce “Anima Celeste”. In questi tempi
ove tutto corre, che significato assume la parola
rallentare?
Quello che stiamo vivendo in questo periodo, il correre e il mettere in prospettiva le cose esclusivamente sui numeri e sulla performance, intesa come efficienza, sta dimostrando tutte le sue lacune, le sue incongruenze. Quindi già da un po' di tempo ho focalizzato l’attenzione su di me, sulla necessità di rispondere innanzitutto alle mie urgenze umane, alle mie difficoltà umane, ai miei problemi, perché ognuno di noi ha i suoi problemi, deve risolvere le sue cose. Tutto il disco vira sul rallentare, ma soprattutto sul porre l'attenzione, perché non basta solo rallentare, bisogna rallentare e osservare, soprattutto osservarsi. Quindi tutto il disco e tutto il mio lavoro, ormai da diverso tempo, rispondono a questa urgenza. Ed è l'unica urgenza che di fatto ho, perché tendenzialmente non rispetto i tempi discografici, non rispetto altre regole. E quindi rallentare per me non è solo uno slogan, quale potrebbe essere lo “Slow Food” o cose di questo tipo, ma è più un modo di ascoltare e sentire le cose attorno a sé, nella propria vita, nel proprio quotidiano.
Rallentare per guardarsi dentro è quello che poi canti in “Anima
Celeste” dove c'è questa idea che dentro di noi c'è il tutto, il dentro, il
fuori, il sopra, il sotto. Quando componi in che modo il tuo mondo interiore dialoga con ciò che
arriva dall'esterno?
Io sono tra gli artisti che rimane comunque fedele all'idea che tutto ciò che noi scriviamo e facciamo, ma anche nella vita ordinaria in realtà è così, è una forma di canalizzazione, ha comunque un'urgenza che arriva da fuori e che prende una forma, se vogliamo, attraverso la musica e il canto. Nel caso delle altre persone, ognuno a modo suo trova ispirazione dal mondo, diciamo così, sottile per portarlo poi nel mondo più materico. “Anima Celeste” parla del fatto che noi abbiamo in realtà un'intelligenza ancora più sottile, più profonda, più fine, più attenta, che comunque emerge ogni volta che facciamo spazio dentro le nostre scelte quotidiane, dentro le nostre osservazioni quotidiane. E' un po' come se fosse una sorta di intuito che prende il sopravvento. E oltre a questo c'è anche da dire che io credo molto che ci sono appunto delle memorie che noi conserviamo, memorie che appartengono al nostro passato più o meno recente, e che sono tutte contenute nella nostra anima, nel nostro nucleo animico. E quindi, quando entri in contatto con quella forma di intelligenza che è una parte di te, che conosci poco ma che comunque è tua, ti rendi conto che non c'è più distinzione tra ciò che è fuori e ciò che è dentro, ciò che è sopra e ciò che è sotto. E' un po' come se si incontrassero e tu vivi uno stato di profondo benessere, di consapevolezza di ciò che sei. Credo che quando siamo nel dolore o comunque viviamo un'esperienza molto forte, contattiamo quella parte intima di noi e sappiamo qual è la risposta giusta, la cosa giusta da fare. “Anima Celeste” parla di questo.
Un altro estratto dell'album è “Insetto”, titolo che porta con sé
fragilità e allo stesso tempo movimento. In che modo questo titolo rispecchia
quello che è il brano racconta?
“Insetto” è comunque un brano che parla di un'irrequietezza, cioè anche di una smorfia, se vogliamo, perché una parte del testo recita “eri certo del tuo fare, così certo, ma come cadi, cadi uguale”, anche se sei consapevole del fatto che stai cadendo, comunque stai cadendo e ti fai male lo stesso. E' un modo per dire che stiamo lì, ci occupiamo a svolgere i nostri compiti, a fare bene i compiti, abbiamo tutti il nostro canale di comportamento e anche se ti stai accorgendo che parte delle cose che stai facendo non funzionano, comunque le fai uguale, le fai sbagliando lo stesso.
In questo nuovo viaggio che sarà l'album di prossima uscita ci saranno
con te degli amici, artisti di quella che è la scena musicale italiana: Tosca,
Mario Venuti e tanti altri. Cosa vorresti che lasciasse l'ascolto nel cuore di chi si approccerà
all’album?
Questo lavoro ha veramente tante facce, pur essendo orientato in modo abbastanza evidente. “Paura e Pace” è un brano di tenerezza che parla anche del rapporto genitore-figlio, “Anima Celeste” è più un'introspezione, una presa di contatto con la parte più profonda di noi. Io mi auguro che il disco riesca a toccare quanti più cuori possibili perché ho dato tanto a questo lavoro e per me rappresenta un ritorno. Il fatto che l'inizio di questo disco sia così distante da “Paura e Pace”, che comunque ha aperto il lavoro, è perché subito uscito “Paura e Pace” abbiamo avuto dei problemi, delle cose da sistemare, quindi trovare delle strade per permettere a questo lavoro di venire fuori è stato un bel parto. Quindi io sono grato a tutti i miei collaboratori, le persone che si stanno occupando del progetto, la Digital Noise, Francesco Venuto con Barley Arts. Ho toccato per prima i loro cuori che mi hanno dato tanta fiducia. Spero che questa cosa porti tanti risultati.
Considerate queste premesse, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo
album?
Ci saranno delle tracce appunto molto eteree e ci saranno delle tracce
invece molto concrete, perché il sopra e il sotto è appunto la materia e lo
spirito, per cui ci sono delle tracce molto materiche, molto legate alla vita,
al sentimento, alla passione, però ci sono invece degli slanci che si
proiettano in altre sfere, in altre visioni del mondo.
Intervista a cura di Music Challenge.


