Venerdì 16 Gennaio 2026 alle ore 21, nell’Auditorium Montale (presso Teatro Carlo Felice) di Genova, organizzato da Famiglie per l’Accoglienza e dal Centro culturale Charles Péguy, è stato programmato un incontro di riflessioni, a partire dal libro “Il miracolo dell’ospitalità” di Luigi Giussani.
Questo evento è
un’importante occasione per riscoprire un valore e un’esperienza fondamentali,
sempre più rilevanti nel nostro tempo, soprattutto in un contesto sociale in
cui sembrano indebolirsi i legami umani e avvertiamo una sorta di distanza con
le cose e le persone che paiono diventare quasi estranee.
Il testo raccoglie una
serie di conversazioni e interventi tenuti da don Giussani con i membri
dell'Associazione "Famiglie per l'Accoglienza" che promuove
l'affido e l'adozione e sostiene le famiglie che si aprono a queste esperienze
ed è uno di quei libri che spesso vale la pena rileggere perché ha sempre
qualcosa di nuovo su cui riflettere.
Sembrerebbe la cosa più
scontata quella di aprire la porta della propria casa per fare entrare qualcuno
o per lo meno dovrebbe essere normale.
Ma invece risulta una
provocazione che ci invita a riflettere sul perché, nella nostra società, gesti
di accoglienza siano percepiti come qualcosa di straordinario piuttosto che
un’espressione normale del nostro essere umani.
La capacità di aprire le
porte della propria casa e del proprio cuore è un atto che, sebbene possa
sembrare semplice, richiede una profonda disponibilità e una comprensione della
sacralità della vita umana.
È prevista l’introduzione
di Luca Sommacal, Presidente dell’associazione Famiglie per
l’Accoglienza, che promuove il mutuo aiuto, fondato sullo scambio di esperienze
e una stabile compagnia tra famiglie.
Con lui, Giuliana
Tondina, genovese e oggi Procuratore della Repubblica al tribunale dei
minorenni di Brescia, sulla sua prospettiva giuridica e sociale sul tema
dell’ospitalità e dell’inclusione.
Di seguito il prezioso
contributo di Raffaele Caruso, avvocato penalista, con riflessioni ed
esperienze legate all’accoglienza e alla protezione dei più vulnerabili.
A completare il panel Rosy
Serio, promotrice di Famiglie per l’Accoglienza in Liguria dalla fine degli
anni ottanta, sulla sua testimonianza personale, rendendo l’incontro ancora più
toccante e reale.
A moderare il dibattito e
a stimolare il dialogo e la riflessione Siro Roncallo, in rappresentanza
dell’organizzazione genovese.
“Il miracolo
dell’ospitalità” di Luigi Giussani, edito per la prima
volta nel 2003, è stato ripubblicato con la casa editrice Piemme nel 2012, in
occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie con Benedetto XVI, in una
edizione aggiornata e con una introduzione di Julián Carrón.
In queste pagine don
Giussani, guardando a queste famiglie, definisce l'ospitalità un miracolo,
qualcosa che nella sua immediatezza può apparire normale ma rimanda a Dio, e il
miracolo più grande è quello di un uomo e una donna che accolgono un estraneo come
un proprio figlio.
Julián Carrón, nella sua
introduzione, aiuta a capire il perché del termine miracolo riferendosi al
contesto sociale, in cui oggi la famiglia è chiamata a vivere, nel quale "l'apertura
originale del cuore e la percezione della realtà come positiva" è
decaduta.
Nel disorientamento odierno
ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, per cui in un
contesto culturale come quello attuale, l'ospitalità non è più scontata e
quando accade suscita lo stupore come accade di fronte ad un miracolo.
Dallo stupore di
scoprirsi amati nasce la capacità di imitare l'amore gratuito di Dio perché
accogliere implica la gratuità, l'amore senza tornaconto.
Bisogna affermare ciò che
di vero e di giusto, di buono e di bello, c'è nell'altro" e questo,
Giussani ci ricorda, vale per tutti i nostri rapporti, con il marito o la
moglie, con i figli, gli amici o chiunque entri nell'orizzonte della nostra
vita e questo richiede una gratuità pura.
Per don Giussani
condizione indispensabile per un'autentica accoglienza è la libertà, senza la
libertà c'è una pretesa sull'altro che così viene strumentalizzato.
Per essere liberi in una
relazione, qualunque essa sia, bisogna riconoscere la persona come il luogo del
rapporto con l'Infinito, bisogna intravedere nell'altro il suo destino
infinito.
Rivolgendosi alle
Famiglie per l'accoglienza" Giussani sottolinea più volte come
l'esperienza che vivono è possibile perché la loro è un'amicizia più che
un'organizzazione, un'amicizia che è vicendevolmente amore al destino
dell'altro, e questo genera un modo di essere uomo più completo.
E senza fare esperienza
di rapporti in cui si ha a cuore la felicità dell'altro non si può dire di
accogliere pienamente.
Se non si parte dal
considerare così la vita, secondo don Giussani, si mette in primo piano altro,
la riuscita dei nostri progetti, l'affermazione dei nostri ideali, tutte cose
di grande importanza ma che, intese unicamente come espressione di un nostro
sforzo, rischiano di rivelarsi fragili.
L'alternativa cristiana è
invece concepire tutta la nostra fatica, dentro la consapevolezza dei nostri
limiti, come una cooperazione all'opera di Dio che presume ultimamente "il
lavoro vero della vita, cioè il cambiamento di sé", solo questo in realtà
può davvero cambiare il mondo.
Vito Piepoli

