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| (c)Marco Borggreve |
Giovedì 22 e venerdì 23 gennaio a Torino, con Diego Ceretta sul podio
Figura tra le più promettenti nel panorama musicale odierno, ha consolidato la sua carriera collaborando con maestri come Daniele Gatti e Fabio Luisi. Direttore principale dell’Orchestra della Toscana, ha diretto le più prestigiose orchestre sinfoniche italiane, come quella del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Regio di Torino, la Filarmonica Toscanini e l’Orchestra Sinfonica di Milano. È Diego Ceretta, che giovedì 22 gennaio alle 20.30 debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in un concerto di stagione in programma all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, e replicato sempre a Torino venerdì 23 gennaio alle 20.
Classe 1996, Ceretta ha mostrato fin da giovanissimo le sue capacità di interprete e una certa versatilità, dirigendo anche l’opera in contesti come il Festival Verdi o il Rossini Opera Festival. Nel suo primo concerto con la compagine Rai, è affiancato dal celebre pianista e compositore Fazil Say, figura tra le più poliedriche e magnetiche del panorama musicale, che fonde una tecnica classica impeccabile con una straordinaria capacità improvvisativa. La sua carriera è costellata di successi discografici e premi prestigiosi, tra cui quattro Echo Klassik. La sua discografia spazia dall’integrale delle Sonate di Mozart a progetti originali come “Say plays Say”. Come compositore, è regolarmente ospite dei festival più importanti (Salisburgo, Lucerna, Schleswig-Holstein) e ha scritto opere per le orchestre più rinomate del mondo.
Il concerto si apre con i Valses nobles et sentimentales di Maurice Ravel, composti nel 1911 nella versione per pianoforte e poi orchestrati per il balletto Adélaide ou le language des fleurs (Adelaide o il linguaggio dei fiori), andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1912 con lo stesso Ravel sul podio. Nella loro versione orchestrale, che venne utilizzata successivamente anche come suite da concerto, gli otto valzer – ispirati al modello schubertiano – ebbero maggiore fortuna rispetto a quelli pensati originariamente per pianoforte.
A seguire Mother Earth, Concerto per pianoforte e orchestra op. 111 dello stesso Fazil Say, impegnato nella doppia veste di compositore e solita. Proposto in prima assoluta il 23 maggio del 2025 alla Osaka Symphony Hall, in occasione dell’Esposizione Universale della città giapponese, il brano si articola in sette movimenti e lancia un drammatico appello alla mobilitazione contro la crisi climatica globale. Il tema portante viene introdotto nel Preludio (I) dal pianoforte solo, per poi permeare l’intera partitura. I movimenti centrali (II, III, V e VI) offrono una narrazione sonora della natura e dei suoi squilibri attuali: dai terremoti alle frane, dai suoni della foresta alla devastazione degli incendi, fino al contrasto tra la forza vitale dell’acqua, la siccità e le inondazioni.
Nella seconda parte della serata sono invece in programma i celeberrimi Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, proposti nell’orchestrazione realizzata nel 1922 da Maurice Ravel. L’occasione di una visita alla mostra postuma di disegni dell’amico architetto Viktor Hartmann, fornì a Musorgskij, nel 1874, lo spunto per una suite di pezzi pianistici di potente fantasia che, fra una Promenade e l’altra nelle sale dell’esposizione, descrive dieci quadri dietro cui si celano altrettanti stati d’animo. Ravel, sul quale la musica russa e in particolare quella di Musorgskij esercitò una grande attrattiva, fu talmente conquistato dal fascino dei Quadri che ne realizzò una versione orchestrale divenuta celebre per la sua ricchezza coloristica.
I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.
