Spazio Diamante, "Ho bisogno di sentire qualcuno che mi dica che sto bene" dal 4 dicembre

 


Quattro donne, quattro amiche, una cena.

È passato un anno dall’ultima volta che si sono viste e qualcosa, durante quell’anno, è accaduto nelle loro vite: qualcosa che le ha piegate e trasformate, allontanandole. Non sono più quelle di prima quando si rivedono, ma fingono di esserlo, cercando di rimuovere il problema.

Un gioco a nascondersi, a far finta di niente, la loro vita, la loro amicizia.

Ma cosa accade quando questo gioco si spezza? Cosa accade se si abita un gioco opposto? Smascherarsi e smascherare l’altro; essere ciò che non si è realmente, ma ciò che si vorrebbe e potrebbe essere in un’altra realtà, parallela, dove tutto può essere possibile; costruirsi un mondo ideale, una prospettiva diversa, come risposta al rifiuto nei confronti del mondo in cui si vive realmente, fatto di non azioni e scelte mancate.

Un mondo ideale, sì, dove la rabbia, la delusione, l’amarezza, la paura si traducono in azione, non essendo più qualcosa da rimuovere o da cui farsi schiacciare. Un mondo che va bruscamente a interrompere la realtà, senza spiegazioni o giustificazioni?

Quattro donne, quattro amiche, una cena.

Una cena che s’interrompe e insieme si ripete, variando di volta in volta.

Una cena che diventa tante cose diverse, viaggiando su un doppio binario in modo via via più pericoloso e confuso, tanto da non capire più dove ci si trovi, se all’interno di un mondo reale, fatto di sottrazione e silenzio, o di quello ideale, dove tutto sembra essere possibile.

Maria Teresa Berardelli

NOTE DI REGIA

“Una drammaturgia inedita che nasce da una elaborazione in dialogo su intuizioni provenienti dalle improvvisazioni di quattro attrici, in una dimensione completamente al femminile.

Si tratta di una cena, un semplice incontro tra quattro amiche, che in un ritmo vorticoso si ripete,

fino a confondere addirittura il tempo e la veridicità degli accadimenti?

Il progetto è pensato come una commedia grottesca in cui l’apparente realtà delle cose può sembrare altro. Il lavoro nasce dalla necessità di raccontare noi stessi e l’incapacità di essere sinceri con gli altri, celando la nostra personalità o addirittura ribaltandola completamente, per capire che siamo sempre vittime delle circostanze.

Quindi se il dramma si tramuta in commedia, diventa un gioco teatrale dove ogni possibilità narrativa scivola nel parossismo e spinge ad un climax sempre più complicato ed esilarante.

In questa dinamica il tempo sembra essere sospeso e le possibilità di affrontare la realtà si moltiplicano, fino a sprofondare in un “non luogo”, in una sospensione di tempo che assomiglia al territorio del sogno ed estende la nostra possibilità di essere.

Cosa succede se la scena, come uno specchio, riflette questa dimensione, dove è data la possibilità ad una persona di essere esattamente il contrario di sé, o almeno provare a riscrivere la propria storia? Esistere significa soffrire o ridere di sé, se poi tutto si riduce ad un gioco che assomiglia alla vita.”

Giacomo Vezzani 

ELISA DI EUSANIO | VALENTINA FOIS

VALENTINA MARTINO GHIGLIA| MARTA NUTI

 

HO BISOGNO DI SENTIRE QUALCUNO

CHE MI DICA CHE STO BENE

 

drammaturgia Maria Teresa Berardelli

da un’idea di Eusanio, Galliani, Martino Ghiglia, Nuti

assistente alla regia Fabio Carta | musiche e suoni Vanja Sturno

costumi Marta Genovese | scene Laura Giannisi | luci Javier Delle Monache

coreografia Daria Nocera

regia di GIACOMO VEZZANI

produzione MAT-Movimenti Artistici Trasversali

 

SPAZIO DIAMANTE

4-7 dicembre 2025

Sala Black

Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM

Da martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19, domenica ore 17

Lo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro

Biglietto Supporter - € 18
Biglietto Standard - € 14 - Biglietto Agevolato - €10


Fattitaliani

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