Intervista a cura di Domenico Carriero
“Non ti penserò” è un brano che racconta la fine di una storia d’amore segnata da incomprensioni, errori e verità che non si incontrano. In una notte solitaria e malinconica, il protagonista prende consapevolezza che, nonostante il dolore e i ricordi, è arrivato il momento di lasciar andare. Non c’è odio, solo stanchezza e la volontà di voltare pagina. È un addio maturo, in cui si sceglie di custodire un ultimo ricordo e poi ricominciare. Perché a volte, anche quando si perde, si può uscire con dignità e senza rancore.
Dome Dè, è uscito il tuo nuovo singolo che si chiama “Non ti penserò”. La negazione iniziale fa presagire che qualcosa sia andato a finire male…
Sì, perché sostanzialmente il brano racconta la fine di una storia d'amore, fatta di errori, incomprensioni e verità nascoste. Il protagonista nel brano prende consapevolezza in una notte solitaria e malinconica che nonostante i dolori e ricordi è arrivato il momento di lasciare andare. Il messaggio che vuole dare il brano è che se anche un rapporto, relazione d'amore o rapporto di amicizia che sia, si si rompe da questo se ne può uscire comunque con dignità ma allo stesso tempo senza rancore.
Ho notato nel testo che anche dopo essersi lasciati, il protagonista si rivolge alla sua ex con “amore”. Vuol dire che qualcosa comunque rimane?
Esatto, rimangono dei ricordi alla fine e il brano racconta poi questo.
Ad accompagnare questo brano c'è una copertina a due colori in cui sono fotografate le mani di un uomo e una donna che si stringono il mignolo. Quale è il significato?
Per certi versi simboleggia il fatto che questo rapporto si è spezzato.
Ti sei iscritto al conservatorio San Giacomantonio di Cosenza e lì hai conseguito il diploma accademico con una tesi sul cantautorato italiano. Quali sono i tuoi riferimenti cantautorali?
A me piace molto il cantautorato italiano, in particolare Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Antonello Venditti e, più in generale, le scuole romane, milanesi e genovesi. Il cantautorato un po' mi ha influenzato anche nella fase di scrittura dei miei pezzi inediti.
Questo non è il tuo primo singolo in quanto negli anni passati hai pubblicato “L’ultima sorpresa” e “In equilibrio”. Pensi che ci sia un filo comune che unisce i tre singoli?
Sì, a livello di comunicazione sì perché voglio lanciare il messaggio che alla fine i rapporti d'amore e d'amicizia comunque possono nascere però poi magari allo stesso tempo un rapporto, comunque per varie vicissitudini e problematiche, può interrompersi. E’ questa la linea che va ad incastrarsi nei miei tre pezzi.
E il percorso che è passato dai tre singoli citati verso dove ti sta portando?
Ho vari progetti in divenire e considero quindi “Non ti penserò” un nuovo punto di partenza.


