Proscenio, Guido Lomoro a Fattitaliani: Quando scrivo sono onesto. Seguo l'istinto. L'intervista

Fattitaliani


Debutta in prima assoluta al Teatrosophia dal 22 al 27 febbraio "Nessuno dopo di te", con la regia del direttore artistico Guido Lomoro che per la prima volta mette in scena un suo testo. I due protagonisti sono interpretati da Gabriele Giusti e Tommaso Sartori: due giovani attori di grande talento diplomatisi il primo all’Accademia teatrale di Roma Sofia Amendolea e il secondo, alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. L'intervista di Fattitaliani a Guido Lomoro per Proscenio.
In che cosa "Nessuno dopo di te" si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?

Direi che Nessuno dopo di te è in linea con quello che da sempre scrivo. Mi interessano i percorsi interiori, quelli più nascosti, meno rivelati affinché il pubblico possa sempre sentirsi toccato, coinvolto, benevolmente indagato.

Quale altra linea di continuità porta avanti? 

Altra linea di continuità è la verità. Quando scrivo sono onesto. Seguo quello che l’istinto mi suggerisce di raccontare. Inizio a scrivere e mi ascolto.

Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro?

La storia è lunga ma cercherò di sintetizzarla. Il mio primo approccio al teatro è stato assolutamente casuale. Sono laureato in legge e mi occupavo quindi di tutt’altro. Su insistenza di una mia amica mi iscrissi con lei a un corso di recitazione e fui folgorato. Da lì è partito tutto. Ho studiato tanto, ho cominciato man mano a organizzare spettacoli nei quali recitavo e dei quali col tempo sono anche diventato regista. Ho cominciato a scrivere. Ho fondato una scuola di teatro. Fino alla realizzazione del sogno più grande: l’apertura di un mio spazio che oggi esiste ed è Teatrosophia, al centro di Roma, del quale sono direttore artistico. E che è diventato, credo, uno degli spazi off romani che più hanno da dire.

Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?

Direi di no. La scelta degli attori è sicuramente successiva alla stesura del testo. Una volta scelti ed iniziato il lavoro comune, cerco con i miei attori un dialogo che sotto la mia guida porti gli interpreti ad indagare i loro personaggi seguendo un percorso che li porti a farli propri. Una cosa che mi capita spesso è che già prima di provinare un attore so già, a primo impatto, se lo sceglierò o meno. Salvo sorprese ovviamente.

È successo anche che un incontro casuale ha messo in moto l'ispirazione e la scrittura?

Spesso. Ma non mi riferisco agli attori. Piuttosto a persone nelle quali mi sono imbattuto. A vari livelli. Dal più superficiale al più profondo, ma che in ogni caso hanno acceso l’ispirazione e azionato il desiderio di raccontare una storia.

Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?

Non ho timori particolari. Una volta scritto, un testo diventa di tutti. Di chi lo legge, di chi lo interpreta, di chi lo dirige. Il risultato posso non condividerlo, ma lo rispetto. Sempre. Il timore generale è che possa essere praticato un “brutto teatro”. Ma è un timore che ho sempre, indipendentemente dal fatto che io abbia scritto il testo.

Quanto si riconosce nella seguente affermazione: "Davanti ai personaggi delle opere teatrali si pensa: “Che cosa chiede Amleto? Che cosa sta urlando Otello? Che cosa sta tramando Clitennestra? Che cosa nasconde Tartufo?” Ma in realtà, se uniamo tutte le domande, verrà sempre fuori: “Chi sono io?” di Fabrizio Caramagna?

Il Chi sono io è la base di tutto. E aggiungo. Quale è il mio obiettivo? E ancora. Quale è il mio bisogno? Come convivo con il mio bisogno? Lo copro? E con quale maschera? Che conflitto si innesca tra bisogno e maschera?

Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale...

“Il teatro ci mette in contatto con quella parte di noi che abbiamo sempre nascosto o che non pratichiamo da troppo tempo.”

L'ultimo spettacolo visto a teatro ? un giudizio (se vuole)

“Miracoli metropolitani” di Carrozzeria Orfeo. Una bella dimostrazione del fatto che la qualità porta la gente al teatro.

Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo? perché?

Tanti. Dico i primi che mi vengono in mente. Salvo Randone e Rina Morelli. Ma potrei citarne tanti altri. Perché gli attori di quella generazione vivevano il loro mestiere come  una missione. Preparati e appassionati, aderivano a una idea di teatro che ora si vede troppo poco.

Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?

Impossibile rispondere. Ma io ringrazio il cosmo di aver generato un signore che si chiama William Shakespeare.

La migliore critica che vorrebbe ricevere?

“Il suo spettacolo non mi è piaciuto perché ho una visione diversa dalla sua. Ma è uno spettacolo in cui c’è cura, amore, professionalità insieme al desiderio di emozionare e di lasciare un segno nell’animo dello spettatore”

La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?

Le critiche vanno bene tutte. Quelle oneste le si può condividere o meno ma in entrambi i casi servono a crescere e a riflettere sul proprio operato. Quelle disoneste qualificano coloro che le hanno prodotte e mi divertono.

Dopo la visione dello spettacolo, che cosa Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?

Una sola cosa. Il desiderio di guardarsi dentro. Un po’ di più.

C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare in sé il significato e la storia di "Nessuno dopo di te"?

“LA VITA MI HA DETTO NO MILLE VOLTE, MA IO QUEL SI’ LO CERCO ANCORA”. Giovanni Zambito.


LO SPETTACOLO

Storia d'amore vissuta nel coraggio e nella paura, tumultuoso viaggio interiore, lo spettacolo narra l'intreccio e l’incontro/scontro tra due anime, l'una bisognosa d'amore, l'altra votata alla rassegnazione, entrambe incomplete e travagliate. 

Eleggendo la componente performativa come strumento di comunicazione, l'opera si muove su una trama sottile: i dialoghi spesso lasciano spazio al corpo e ai suoi movimenti, le parole del quotidiano vanno a mescolarsi con la poesia.

Sono parole quelle che usiamo per difenderci e nasconderci, sono parole quelle della poesia, che troppo spesso rimangono mute. Ma è parola anche il nostro corpo che al contrario, non tace mai

Diego combatte, Mirko è combattuto fra amore e desiderio di fuggire. Aumenta il non detto. L'amore è ormai solo una gabbia, o l'unica speranza di salvezza? 


SINOSSI

Diego, benestante, ha una vita dopotutto risolta ma affaticata da un inguaribile bisogno di amare e di essere amato. Mirko ha fatto una scelta “ai limiti” sfruttando l’unico talento che pensa di avere. Vive a metà. Nell’assoluta certezza di non meritare un’esistenza migliore.

S’incrociano a distanza più volte fino a che arriva il momento dell’incontro. Ne nasce una storia, carica di non detto, vissuta in una gabbia: in comune hanno un alibi che consente ad entrambi di proseguire la loro relazione.

Diego, sfidando la comune morale, insegue questo amore, combatte anche per dare una seconda possibilità alla vita di Mirko. Ma quest’ultimo, è frenato dalla paura e dal profondo senso di rassegnazione. Accade però qualcosa, di indotto o forse casuale che lo costringe ad una scelta. Chi si salva?


NOTE DI REGIA

Nessuno dopo di te non è altro che una storia d’amore. E’ un viaggio interiore, un viaggio di pancia e di cuore, di grida implose, di verità solo in apparenza nascoste.

Paura e coraggio si incrociano: la paura di vivere e di amare; il coraggio di osare pur di essere se stessi. La quotidianità vissuta dai due protagonisti è un binario sottile, la traccia per un viaggio nelle profondità, alla ricerca di quello che l’apparenza poco rivela.

Diego e Mirko sono anime. Anime che contengono ostacoli. Anime diversissime fra loro. L’amore, quello si, se pur abbia mille colori, sa creare una identità. L’amore, quello si, non cede mai il passo e rimane l’unico strumento di salvezza. Anche quando finisce. Anche quando deve finire. Che si sia donne o uomini non fa alcuna differenza. Guido Lomoro

DA MARTEDI’ 22 a DOMENICA 27 FEBBRAIO 2022

 

TEATROSOPHIA

Via della Vetrina, 7


00186 Roma

NESSUNO DOPO DI TE

Scritto e diretto da Guido Lomoro

Con: Gabriele Giusti e Tommaso Sartori 

Coreografie e Movimenti scenici: Maria Concetta Borgese

Prodotto da Guido Lomoro per Teatrosophia

Scene: Enzo Piscopo

Costumi: Maria Letizia Della Felice-

Disegno luci: Adalia Caroli

Social media management: I Vetri blu

 

Fattitaliani

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