Ditonellapiaga a Fattitaliani: quando sono ispirata mi trovo “Altrove”. L’intervista

Un’artista giovane, emergente che ha già tante cose interessanti e originali da raccontare: stiamo parlando di Margherita Carducci, alias Ditonellapiaga, che ha da poco pubblicato il cd “Camouflage”. Caratterizzate da sonorità e testi accattivanti, le tracce si fanno ascoltare facilmente per la loro piacevolezza e le novità che apportano. Non per niente, la cantautrice ha scelto come fonte d’ispirazione Rettore con la quale condividerà il palco del prossimo Festival di Sanremo con il brano “Chimica”. Fattitaliani l’ha intervistata.

Sei stata inserita nel programma “Up Next Italia”. In che cosa sarai rappresentante del “Made in Italy”, cosa porterai del tuo essere italiana?

Non so bene definire in che cosa consista la mia italianità: beh, innanzitutto nella lingua. Nella mia musica ci sono molte influenze straniere, ma negli arrangiamenti musicali di certi pezzi come “Dalla terra all'universo” o “Carrefour express”, per esempio, si possono intravedere delle atmosfere di certe canzoni d’amore degli anni Sessanta o di brani di Mina.

Parliamo di Sanremo: sembra che emotivamente sia Rettore ad appoggiarsi a te e non il contrario…

Devo dire che siamo molto diverse: Rettore è proprio punk, nel senso che “entra, spacca e via” e studia meno le cose. Io, al contrario, sono più precisa in alcune cose e ho una base stabile. Ci bilanciamo bene insieme, lei è una botta d’irriverenza e meno male, perché m’invita a sciogliermi e a buttarmi data la mia giovane età.

Fra le canzoni del tuo album, quale potrebbe essere la più rettoriana?

A lei è piaciuta molto “Prozac”, io penso subito a “Morphina” per la ricerca della musicalità insita nella scrittura del testo, nell’uso della lingua e dei suoi suggestivi mezzi espressivi.



Rettore ama molto gli animali. In quale animali ti identificheresti e quale assoceresti a lei?

Non sono molto afferrata sull’argomento, conosco poco le dinamiche del mondo animale. Io mi vedrei forse come un uccellino, mentre per Rettore sceglierei il cane, perché è il suo animale preferito e poi perché la vedo come una persona molto fedele.

Giochiamo adesso un po’ coi titoli di alcune tue canzoni. Ogni volta che hai in mente un progetto o una canzone, con chi ne “Parli”?

Con il mio ragazzo o con il mio manager.

La vita va davvero presa a “Morsi”?

Secondo me sì, però senza esagerare e buttarsi in troppe robe senza senso. Nonostante abbia solo 24 anni, ammetto di avere già parecchi rimpianti per alcune cose che avrei voluto fare e che ancora non ho fatto, come ad esempio l’Erasmus.

Quanto conta to be in “Vogue”?

Essere in voga serve per una questione di numeri. La musica è arte, certo, ma ci si vive anche. La cosa più importante è fare dei lavori di qualità che resteranno nel tempo a prescindere dalla moda.

A proposito di “Connessioni”, come ti rapporti a internet e ai social?

Per il mio lavoro devo stare molto sui social e vorrei abusarne meno, specialmente con internet sul telefono. Già se ci fosse solo il telefono senza la connessione sarebbe meglio, risulterebbe meno vincolante. Invece, con la rete risulta tutto un po’ limitante ed è frustrante a volte rimanere sempre in contatto con gli altri anche se si tratta spesso di contatti non reali.

Quando hai un’ispirazione sei mentalmente “Altrove”?

Direi proprio di sì. Una sera ero a cena con degli amici: ad un certo punto mi è venuta in mente una canzone e mentre loro parlavano, io ero “Altrove” e scrivevo il testo sul telefono. Si trattava della seconda strofa di “Spreco di potenziale”.

La copertina di “Chimica” è superlavita, molto rettoriana anche quella…

È un omaggio a lei, così come il testo del brano è un omaggio al suo "Kobra". Giovanni Zambito. 




Fattitaliani

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