martedì 5 ottobre 2021

Lolaplay presentano il concept album "Il futuro è cambiato". Parla Paolo Binda. L'intervista

Il futuro è cambiato è un album che concentra la sua totalità sul concetto di “tempo”, è un disco che si può, per un certo verso, annoverare nella categoria “concept album”. 

Sebbene i brani tocchino svariati argomenti e visioni differenti sono legati da un filo conduttore univoco: Il tempo; percepito in ogni sua forma, dal tempo che passa, al tempo sprecato, dal tempo che ha cambiato il mondo in cui viviamo, al concetto di tempo dedicato alle cose, dal tempo dedicato all’introspezione al tempo usato per vendere l’immagine di ciò che, in realtà, non siamo. 

Ogni canzone di questo disco è il frutto una profonda analisi interiore e del mondo in cui viviamo, mantenendo viva l’analisi critica che contraddistingue la produzione Lolaplay da sempre. 

È uno sguardo su un presente che è molto differente da quello immaginato anni fa, analizzandolo dal punto di vista del passato. Molte cose nel mondo e nel modo di vivere delle persone sono cambiate e non sono andate come sperato, nella maniera in cui, la logica del miglioramento globale, avrebbe dovuto far sì che andassero.  

All’inizio del terzo decennio dei 2000 la vita delle persone è un continuo compromesso al ribasso con la realtà. 

Questo è un disco che ha scelto di non scendere ad alcun compromesso con l’attualità, con le logiche del mercato di oggi, con le logiche previste per gli ascoltatori. 

È un album, che, pur mantenendo vivo l’amore per l’elettronica, questa volta, la lascia più in secondo piano per dar spazio alle chitarre, strumento che, oggi, sta diventando anacronistico. 

Anacronistica può anche sembrare la scelta di non limitare la durata delle canzoni ai classici 3 minuti da streaming, ma andare oltre, non porsi limiti è stato l’input fin dall’inizio. 

Per questo motivo questo album ospita brani che arrivano a 7 minuti. 

Il disco è stato scritto da Paolo Binda, con l’apporto di Stefano Flegoni e Michele Gattoni. 

Anche questo capitolo è stato registrato ai Serpenti Music Studio di Milano per Godz 

Registrazione e mastering sono stati curati da Luca Serpenti, la produzione artistica da Paolo Binda e Luca Serpenti. 

Risponde: Paolo Binda

Parlaci del nuovo album. Che impronta avete voluto dargli?

Rispetto ai nostri album precedenti abbiamo voluto dare a questo disco un impronta piu' rock. Abbiamo preferito limitare l'uso dell'elettronica, anche se è sempre presente, e dar spazio agli strumenti tradizionali, soprattutto alle chitarre, che sono parte portante degli arrangiamenti come mai avevamo fatto prima.

Abbiamo anche scelto di non limitare la struttura e la durata dei brani alle logiche radiofoniche, ma di lasciarci liberi nella composizione, motivo, per il quale, compaiono canzoni da 7 minuti.


Quali sono i vostri cantanti di riferimento? 

Ne abbiamo sempre avuti tanti, soprattutto attingendo dall'indie italiano dei '90, ma se dobbiamo fare un nome è quello degli Afterhours. Forse, ormai, dopo tutti questi anni, se ne scorge poca traccia. in quello che facciamo o abbiamo fatto, ma ciò' non toglie che sono sempre stati un punto di riferimento.

Qual è l’esperienza lavorativa che più vi ha segnato fino ad ora?

Certamente nel corso degli anni le esperienze piu importanti sono state quelle legate ai live fatti  insieme ad artisti più o già affermati dai quali abbiamo sempre cercato di rubare il più possibilie.

Invece quella mai fatta e che vi piacerebbe fare?

La verità?... anche se è la cosa più lontana da noi, ci piacerebbe l'esperienza di San Remo, siamo sempre stati curiosi di misurarci con l'ignoto ed il diverso

Progetti futuri? un tour?

promuovere questo disco, possibilmente con un Tour modello vecchi tempi pre covid e poi, perchè no, farne uno nuovo.