domenica 22 agosto 2021

Opera, Giorgio Caoduro a Fattitaliani: il canto e Rossini sono un antidepressivo naturale e gratuito. L'intervista

Stasera alle 20.30 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Rossini Opera Festival chiuderà l'edizione 2021 con il Gala Rossini: fra gli altri si esibirà il baritono Giorgio Caoduro, intervistato da Fattitaliani
Che cosa Le ha dato come artista Il signor Bruschino?
È stata la coronazione di un sogno di più di vent’anni. Fin da quando presi parte all’Accademia rossiniana nel 2000, a soli 19 anni, la mia più grande aspirazione è stata quella di partecipare al Rossini opera festival in una produzione. Credo che il ruolo di Gaudenzio nel signor Bruschino sia stato il perfetto biglietto da visita per entrarci. Si tratta infatti di un ruolo che mi sento cucito addosso con un’estensione e una scrittura perfetta per le mie caratteristiche vocali, ma soprattutto tanta, tanta coloratura.
Quale aspetto ha voluto sottolineare particolarmente con la sua interpretazione?
Gaudenzio è un ruolo che è stato affrontato da molti buffi prima di me e purtroppo solo raramente il suo coté virtuosistico è stato giustamente onorato. Ho voluto quindi seguire la strada di pochi, ma ottimi, miei illustri predecessori, e ho voluto trattarlo dal punto di vista vocale come il tipico basso serio rossiniano, con tutti i virtuosismi, acuti, colorature necessari a rendere giustizia alla scrittura rossiniana.
Pietro Spagnoli- Giorgio Caoduro - Chiara Tirotta

Come si prepara ad affrontare di volta in volta un nuovo personaggio? Ne studia la psicologia, ascolta le precedenti interpretazioni, mette in risalto aspetti in comune con la sua personalità...?
La primissima cosa è partire dallo spartito, in genere l’autore scrive tutto quello che c’è di necessario da sapere per poter meglio affrontare un ruolo. Naturalmente spartiti scritti in diverse epoche vanno letti con occhiali diversi, nel settecento determinate prassi si davano per scontate mentre nel tardo Ottocento viene tutto scritto per esteso. Questo per dire che la conoscenza della prassi esecutiva di un determinato repertorio è fondamentale e irrinunciabile per lo studio di un nuovo ruolo. L’ascolto della discografia, quella buona naturalmente, può essere anche fonte di innumerevoli ispirazioni per nuovi colori, nuove sfumature e nuove intenzioni che possono sfuggirmi in fase di lettura dello spartito.
Pietro Spagnoli - Giorgio Caoduro

Il suo rapporto con il Rossini Opera Festival è di vecchia data. Come giudica sé stesso e il percorso fatto lungo gli anni all'interno della manifestazione?
Come dicevo prima, in realtà, dopo l’accademia frequentata nell’anno 2000, non sono più stato richiamato al Rossini opera festival, pur avendo cantato quasi esclusivamente Rossini in tutti i teatri del mondo. Grazie alla fiducia concessami dal maestro Palacio ho finalmente potuto coronare questo sogno e forse il fatto che sia avvenuto dopo vent’anni di esperienza ha un aspetto positivo: sono approdato al Rossini opera festival nel pieno della mia maturità.
Marina Monzò-Giorgio Caoduro
Che cosa si augura che possa provare il pubblico dopo ogni sua esibizione?Se provasse anche solo un decimo della gioia che provo io a cantare Rossini sarebbe il pubblico più felice del mondo. Per me il canto, e Rossini in particolare, è un antidepressivo naturale e gratuito!

Prenderà parte anche al Concerto finale. In che cosa si esibirà esattamente?
Anch’io sono stato interpellato per il gala del 22 agosto in onore ai 25 anni di Juan Diego Florez al Rossini opera festival. Oltre a vari pezzi d’assieme canterò l’aria da La gazzetta, “quando la fama altera”. Un’aria brillante ma come nel caso di Gaudenzio ricca di virtuosismo: coloratura, scioglilingua, acuti e chi più ne ha più ne metta

Ci parla un po' del suo cd, The art of virtuoso baritone?

È una raccolta di arie interamente dedicata a Rossini, Ça va sans dir. sono per la maggior parte arie ad alto tasso virtuosistico, come il titolo del CD suggerisce e buona parte sono state scritte per uno dei più importanti primi interpreti rossiniani, Filippo Galli. Oltre a riproporre personaggi più volte affrontati in palcoscenico, li chiamerei quasi vecchi amici, come Dandini, Gaudenzio, Alidoro ho voluto sperimentare anche nel Rossini più serio, incidendo tra le altre l’aria di Guglielmo Tell ma soprattutto la grande scena di pazzia di Assur. Temevo fosse un azzardo dato il mio passato quasi esclusivamente di baritono brillante ma le critiche di tutta Europa hanno in realtà loda l’esecuzione di questo brano come il migliore del CD. alcuni hanno addirittura scritto che sia una delle migliori incisioni dell’aria mai realizzata. Insomma, sembrerebbe che l’esperimento sia riuscito. Giovanni Zambito.

Il Gala Rossini celebra il 25esimo anniversario del debutto pesarese di Juan Diego Flórez che, appena ventitreenne, interpretò l’impervio ruolo di Corradino in Matilde di Shabran nel 1996. Il concerto sarà trasmesso in live streaming sul portale RaiCultura.it e in diretta radiofonica su Rai Radio3. Il Gala sarà visibile anche sui canali social del Rossini Opera Festival e, a Pesaro, sarà proiettato nell’Arena Curvone di piazza Agide Fava. Per prenotazioni nell’Arena Curvone: www.giomettirealestatecinema.it

Michele Spotti dirigerà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Al fianco di Juan Diego Flórez si esibiranno Eleonora Buratto, Marina Monzò, Marta Pluda, Pietro Spagnoli, Sergey Romanovsky, Giorgio Caoduro, Jack Swanson, Matteo Roma, Manuel Amati, Nicolò Donini.

Nel programma pagine da La Cenerentola, Le Comte Ory, Ermione, Semiramide, La donna del lago, La gazzetta, Matilde di Shabran, L’Italiana in Algeri, Il viaggio a Reims, Guillaume Tell.


Foto scena: Studio Amati Bacciardi