lunedì 16 agosto 2021

La Commare racconta le sorelle Bertè in un flusso continuo di pensieri, riflessioni e canzoni. L'intervista di Fattitaliani

Sorelle-Mia e Loredana. Due facce di una sola luna porta in scena il legame speciale tra Mia Martini e Loredana Bertè. Diretto da Mario Incudine e prodotto da Oddo Management e Teatro Ariston, lo spettacolo è un tuffo negli anni ‘70, ‘80, fino ad arrivare al tragico 12 maggio 1995. Nel ruolo di Mia e di Loredana, una sola ed unica interprete, la giovane artista La Commare, cantante, attrice, musicista, e in questo caso anche autrice del testo. Fattitaliani l'ha intervistata.
Che rapporto avevi personalmente con le canzoni delle sorelle Bertè prima dello spettacolo?

I brani di Mia Martini e Loredana Bertè hanno sempre avuto un posto tra i miei ascolti e nel mio cuore: sono state e sono tutt’oggi le colonne sonore della mia crescita personale e artistica. 

In che cosa Le hai conosciute meglio attraverso lo spettacolo?

Studiando e approfondendo la loro storia mi si è aperto un mondo fatto di continui colpi di scena, che mi ha portata ad ascoltare  e interpretare i loro pezzi con una consapevolezza diversa. Tutto ciò mi ha portata a scoprire come Mia Martini e Loredana Bertè siano un po’ l’incarnazione dello ying e lo yang: così diverse, ma profondamente interdipendenti.

Quale elemento attraversa l'intera scrittura del testo? 

Lo spettacolo si premura di porre l’accento sul rapporto tra le due e sul loro rapporto con la musica. È meraviglioso scoprire come due donne quasi coetanee, sorelle, legate dalla stessa passione, nate e cresciute nello stesso contesto familiare, che hanno condiviso tantissime esperienze di vita insieme riescano ad esprimere in modo così diverso il loro vissuto. 

In che cosa e come s'incontra con la direzione di Mario Incudine?

Mario Incudine è un Maestro. Quando gli ho portato per la prima volta il copione scritto interamente da me, avevo molta paura del suo responso. Ma per fortuna è andata benissimo! Mario ha subito creduto in me e nel mio progetto, accettando di firmare la regia dello spettacolo. L’impronta di Mario c’è e si vede: il suo incredibile talento nel fondere monologhi e musica è uno dei modi in cui si manifesta. 

Le canzoni fanno da sfondo e accompagnano gli elementi biografici o sono le canzoni che narrano ancora meglio la storia di entrambe?

È un 50 e 50. Quasi tutti le loro canzoni sono ricche di elementi autobiografici che delle volte parlano chiaro (è il caso di “Padre davvero”), mentre altre volte vanno esplicitati. Lo spettacolo è un flusso continuo di pensieri, riflessioni e canzoni. 

Sono due sorelle davvero così diverse? sei d'accordo sui giudizi e i punti di vista del pubblico?

Come dicevo prima io le vedo proprio come una rappresentazione umana dello ying e dello yang, sono come due facce di una sola luna che si compenetrano e si completano. La diversità artistica è incontestabile, le scelte stilistiche delle due sono totalmente diverse. Ma la loro storia le rivela molto più simili di quanto possiamo aspettarci….

Qual è la reazione del pubblico allo spettacolo? qualche commento ti ha particolarmente colpito e lusingato?

Dopo quasi due anni di gestazione (e di silenzio artistico causa pandemia) non vedevo l’ora di portare in scena in mio primo lavoro, che non mi vede solo nei panni di cantante/bassista, ma anche in quelli di attrice (e ammetto che per questo motivo il timore serpeggiava spesso nei miei pensieri, perché per la prima volta esco dalla mia comfort zone). Raccogliere le reazioni del pubblico alla fine della prima a Modica è stato emozionante, lo spettacolo è stato accolto, coccolato e battezzato nel migliore dei modi. Uno dei commenti che mi ha colpito di più è stato quello di uno spettatore che ha apprezzato particolarmente il modo in cui ho scritto il testo, dicendomi che sembrava una storia raccontata da una madre ad un figlio, in un modo chiaro, dolce ed efficace. 

Ultima domanda: bellissimo il tuo pseudonimo "La Commare". Come e perché nasce?

Sono contenta che ti piaccia! In realtà, “banalmente”, è il mio cognome. Ho pensato e ripensato ad uno pseudonimo che fosse adatto a me e che racchiudesse il messaggio che voglio mandare, poi mi sono resa conto che, come si dice dalle mie parti, era “sarvatu bonu ma malu circato”, ce l’avevo sotto agli occhi e non me ne rendevo conto. “La Commare" significa tante cose (dipende dalle varie zone della Sicilia, il nostro dialetto cambia radicalmente anche a distanza di pochi km), ma in generale è un modo affettuoso di chiamare un’amica fraterna. Racchiude la sicilianità che mi prometto di portare sempre con me in qualsiasi progetto. Pensa un po’: il mio cognome non mi piaceva nemmeno, e invece adesso ho scoperto di essere fortunata ! Giovanni Zambito.

SORELLE - Mia&Loredana

Due facce di una sola luna

di e con La Commare

Regia di Mario Incudine

Chitarre Enrico Di Bella

 Pianoforte Vincenzo Piccione Pipitone

Batterie e percussioni Carlo Pisciotta

Basso e voce La Commare

Voci Ignazio Billera, Antonello Ferro, Antonella Grillo

 

Sabato 21 agosto ore 21:45

Teatro On. NINO CROCE_ Valderice (Trapani)