mercoledì 25 agosto 2021

Arte, Alfonso Siracusa Orlando: il ruolo dei materiali è essenziale al contenuto stesso dell'opera. L'intervista di Fattitaliani

Fino al 31 maggio 2022 presso la Torre dell'Orologio di Siculiana in esposizione "Il Cristo Nero/A Black Jesus" la mostra di Alfonso Siracusa Orlando, un racconto preciso attraverso le opere dell'artista a partire dalle opere realizzate nel biennio dal 1986/88, insieme ai dieci olio su tela di varie dimensioni più recenti e un'installazione site-specific. Curata da Andrea Guastella, è arricchita da un testo critico di Dario Orphée La Mendola e Luca Lucchesi (intervista). Fattitaliani ha interpellato l'artista che parla della mostra, della sua concezione artistica, del suo modus operandi, dei principi su cui poggia la realizzazione delle sue opere. 

Partiamo dalla mostra "Il Cristo nero": quanta implicazione affettiva c'è in questa esposizione?

Trattandosi di una mostra su un tema a me caro e che racchiude molti anni di attività e si concentra sul mio paese, l'implicazione affettiva è ovviamente massima.


Quali commenti ti hanno più colpito?
Sono molti e di vario genere. Per lo più il pubblico è estremamente entusiasta della mia tecnica pittorica e di come abbia saputo coniugare due aspetti apparentemente disgiunti: la fede del Cristo Nero e l’integrazione/inclusione da parte dei ragazzi del centro di prima accoglienza di Siculiana.


Siculiana in che misura ha influito sui tuoi lavori? sempre in maniera positiva?

Sin dal lontano 1986, da giovane studente di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, ho tratto ispirazione dalle mie origini siciliane.  È proprio a Firenze che è iniziata la mia prima serie dedicata al “Cristo nero”, con due oli su tela. Negli ultimi tre anni ho iniziato un nuovo ciclo di opere pittoriche, incrociando il mio lavoro in modo parallelo e di fattiva collaborazione con il docu/film di Luca Lucchesi intitolato "A Black Jesus", prodotto da Wim Wenders.


Nel tuo percorso artistico a che punto si trova questa esposizione? è una deviazione oppure c’è una continuità delle opere realizzate prima?


Questa mostra è la continuazione di quanto fatto in più di trent'anni di attività. I temi, sebbene diversi, sono esattamente quelli della mia ricerca.

Negli anni è cambiata la tua concezione dell'arte e di fare l'artista? In che cosa?


Rispetto agli anni in cui iniziai, oggi ho un'idea molto più matura sia di me stesso che del Sistema dell'arte.


Quali elementi tiene sempre presenti a te stesso quando realizzi un'opera nuova?

Spesso, quando mi interrogo su quali siano gli elementi che costituiscono un'opera d'arte, sono portato a cercare definizioni immateriali, quali ispirazione, idee, emozioni, bellezza e via dicendo. Tutto giusto e tutto vero, ma così facendo dimentichiamo che in fondo l'opera per esprimere tutto questo e molto altro è "costruita" attraverso  alcuni elementi materiali, fisici e tangibili. Il loro ruolo è essenziale al contenuto stesso dell'opera e non solo alla sua materialità. L'artista da sempre manipola questi sette elementi: forma, linea  struttura, colore, spazio, movimento, valore e texture. Li mescola con i principi del disegno e compone un'opera d'arte. Non sempre ogni opera contiene tutti questi elementi, ma almeno due sono sempre presenti. Per rendere l’idea: su invito specifico di Andrea Bartoli, il notaio-guru co-fondatore di Farm Cultural Park assieme a sua moglie, l’avvocato Florinda Saieva, in seno al progetto Countless Cities - Biennale delle città del mondo, attualmente in corso fino a gennaio 2022, ho realizzato un'opera site specific intitolata “Temizu” (2021). L’installazione è inserita in una "nicchia" urbana in cemento armato, e si offre al fruitore sia come un momento di esperienza artistica collettiva, sia come riflessione laica, ma in nome della complessità contemporanea. L'opera, infatti, è un sussulto dialettico rispetto al linguaggio circostante, caratterizzato da elementi edili, vegetali, spontanei, declinati appositamente in un contesto artistico (non essendolo affatto) per destare sospetto. Tutto ciò fa eco alla chiave di interpretazione tipica del mondo d'oggi, ormai ampiamente dedicata alla riscoperta di una sfera dell'esistenza pressoché distrutta dall'uomo.


C'è un posto particolare, un momento preciso della giornata, un soggetto specifico che ti ispira in maniera particolare?

Sì, il mio studio. Mi piace lavorare tutto il giorno, purché ci sia una splendida giornata di sole. Soffro di meteopatia.

Non ho soggetti specifici che mi ispirino, trovo interessante il manifestarsi dei soggetti nel momento opportuno.

C'è qualcuno a cui mostri per primo una nuova opera?

Sì, all’altro me stesso, il giorno dopo averla firmata!

Se dovessi descriverti come artista in tre parole, che diresti?

Sono un componente ribelle della famiglia di luce, sono Green prima del “pass” e pacifista.

 Giovanni Zambito


Artista: Alfonso Siracusa Orlando

Titolo: Il Cristo Nero/A Black Jesus
A cura di: Andrea  Guastella
Testo critico: Dario Orphée La Mendola
Testi in catalogo: Giuseppe Zambito-Sindaco di Siculiana, Luca Lucchesi 
Regista / A Black Jesus
Catalogo: Aurea Phoenix Edizioni- Ragusa (2021)
Foto e impaginazione catalogo: Attilio Scimone
Illuminotecnica: Domenico Marino
Organizzazione e allestimento mostra: ALT  Ass. Leisure and Tourisme 
/Stefano Siracusa
Organizzazione generale: Norina Vento

Sede mostra : Torre dell’Orologio | Piazza Umberto I, Siculiana (Ag)
Orario: tutti i giorni
Ingresso: libero
Durata: 24 luglio 2021 / 31 maggio 2022