mercoledì 6 gennaio 2021

Serena Corvaglia, regista miglior cortometraggio vincitore al Digital Media Fest. L'intervista

“Mille Scudi” il cortometraggio di Serena Corvaglia è il vincitore al Digital Media Fest, il festival fondato e diretto da Janet De Nardis. Abbiamo intervistato Serena Corvaglia regista e sceneggiatrice dell’opera.

Da dove nasce l'idea di questo cortometraggio?

Da tempo cercavo una storia per un cortometraggio da girare, ma non volevo una storia qualunque, doveva essere qualcosa che interpretasse pienamente la mia idea di cinema: qualcosa di emotivamente forte, con un personaggio femminile diverso, insolito. Leggendo in giro per trovare ispirazione ho trovato questo libro bellissimo “Il bosco nel cuore”, di Giordano Bruno Guerri, un libro che racconta la vita di molte brigantesse vissute nell’800. Tra le tante storie, quella di Niccolina Licciardi è stata per me un colpo di fulmine. Aldilà della vicenda tragica e incredibile, ho visto in lei anche una donna ricca di sentimenti e contraddizioni estremamente attuale. E tutto il resto è venuto naturale.

La protagonista del tuo cortometraggio è una donna, la rappresentazione della donna nei film, secondo te, sta cambiando?

Nei film e nelle serie tv a livello internazionale indubbiamente c’é stato un grande progresso nel tentativo di rompere gli stereotipi e rilanciare ruoli femminili diversi. Negli ultimi anni sono proliferati film con protagoniste femminili toste, ribelli, o semplicemente più interessanti del solito. Fa tutto parte di una più generale nuova ondata femminista rivoluzionaria che sta penetrando ovunque e imponendo nuovi canoni di equity e - appunto - una rappresentazione della donna che sia contemporanea, una donna lavoratrice, indipendente, con pari diritti e libertà. Si pensi ad esempio all’introduzione del Bechdel test per la valutazione delle opere audiovisive, in Svezia dal 2013 e presso il fondo Eurimages dal 2014 (un test per valutare l’impatto dei personaggi femminili in una storia). A questo ha sicuramente contribuito anche il maggior spazio lasciato ad autrici donne e al loro punto di vista. Anche se qualche tentativo è stato fatto, in Italia mi spiace ammettere che ancora siamo indietro, ma per spiegarne i motivi dovrei aprire un dibattito sulle influenze culturali nel nostro paese negli ultimi trent’anni. Mi auguro solo che che arrivino presto più storie e personaggi femminili per donne fuori dagli schemi, intelligenti o crudeli, anche qui da noi.

In un periodo di pandemia cos'è per te l'arte e chi è l’artista?

Credo che l’artista sia chiunque possa “sentire” con particolare sensibilità la vita e abbia la capacità di restituire quelle emozioni attraverso qualsiasi strumento che possa arrivare agli altri: la musica, la pittura, la scrittura, il cinema ma anche ciò di meno convenzionale come ad esempio i graffiti. Va da sé che in un momento così carico di incertezza, in cui tutti noi siamo stati chiamati a fermarci e a cambiare le nostre abitudini, le nostre routine sono state messe in crisi e abbiamo bisogno di un senso nuovo. É qui che l’arte può aiutarci e arricchirci. Donandoci storie, significati nuovi, bellezza a cui attingere per utilizzare il nostro tempo e magari crescere.  

Quanto sono importanti eventi come il Digital Media Fest per promuovere il lavoro di voi Creativi?

Senza un pubblico o una vetrina, qualsiasi opera d’arte non svolge pienamente la sua funzione. É nella fruizione e nella restituzione di qualcosa agli altri, nella sua condivisione, che si trova la sua realizzazione. Per questo eventi come il Digital Media Fest sono fondamentali per portare alla luce tutto un sottobosco di opere più piccole e interessanti che altrimenti non troverebbero la loro diffusione. Si scoprono storie nuove, autori interessanti fuori dal mainstream e che per le leggi del mercato audiovisivo spesso non potrebbero trovare vetrina. Tutto ciò che crea un punto d’incontro tra lavoro creativo e un pubblico contribuisce all’arricchimento culturale di tutti. 

Credi che i festival possano essere una risorsa anche online e per questo dovrebbero mantenere questa formula virtuale anche in futuro?

Sicuramente la potenza dei festival si esprime attraverso l’incontro e soprattutto con il rilancio della magia nella sala, in un momento in cui credo ce ne sia davvero bisogno. Trovo che la formula virtuale sia stata un’idea perfetta per mantenere vivo il dibattito culturale in questo momento di pandemia e distanza, ma non appena sarà possibile spero che si torni tutti a vedere un film seduti al buio, condividendo risate e commozione dal vivo.

C'è un regista o un attore con il quale ti piacerebbe collaborare?

Sono molti gli attori interessanti in Italia, ma non c’é un nome altisonante in particolare. Può sembrare strano, ma cerco solo la migliore faccia e il miglior temperamento per un dato personaggio. In Mille Scudi ho scelto Domenico Balsamo e Giusy Iannone perché mi hanno dato tutta la loro disponibilità e si sono messi in gioco anche a livello emotivo. Adoro però le sfide impossibili quando si tratta di lavorare con gli attori. Con questo intendo dire che mi piacerebbe prendere un attore famoso per la sua comicità e calarlo nei panni di un personaggio drammatico, oppure prendere un’attrice bellissima e stravolgerla.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Attualmente sto lavorando al mio primo lungometraggio, si tratta di un film di genere tratto da un romanzo, dove c’è sempre un bosco... ma non posso rivelare altro. Sono sempre impegnata in pubblicità, sia in Italia che all’estero, ed essendo innamorata di molte serie tv spero di lavorare presto anche su un progetto seriale.