lunedì 11 gennaio 2021

GiusiPre a Fattitaliani: le canzoni del mio ep mostrano lati della mia personalità. L'intervista

Ci pensa il vento, terzo singolo estratto dall’EP di GiusiPre “Canzoni indigeste”, rivela il lato malinconico della cantautrice: il testo è  intriso di una scrittura più intima e affronta i temi del ricordo e del tempo che passa, oscillando tra malinconia e realismo, tra bisogno di amore e orgoglio. Le immagini evocate dall’autrice restano sospese in un’atmosfera musicale eterea e sognante, dove la voce di GiusiPre risuona triste e malinconica, con il piano e la chitarra che si intrecciano e compongono il vero tappeto sonoro, cullando con cura chi ascolta. Fattitaliani l'ha intervistata.

Ci pensa il vento quanto riassume delle tue "Canzoni indigeste"? 

È una parte importante, un brano che apre a nuove atmosfere musicali e che rappresenta un altro modo di scrivere, sempre diretto e senza fronzoli, ma sicuramento più introspettivo. È una delle ultime canzoni che ho scritto e la considero un po’ come il principio di una nuova fase artistica. È oltretutto il brano che molti stanno apprezzando di più, e per celebrarlo ho voluto creare nel videoclip la giusta atmosfera: vi consiglio di vederlo, non resterete delusi!

Dell'album c'è un brano che ti rappresenta in maniera particolare? o tutti rivelano di te qualcosa?

Tutti e cinque sono importanti, parlano di cose che per me contano e mostrano lati della mia personalità che cerco sempre di tenere insieme, accettando la complessità: è come se con queste canzoni avessi tirato un po’ le fila del discorso sul piano musicale e sul piano tematico, cogliendo momenti rilevanti e conservando aspetti importanti di riflessione e di vita.

3.   

Foto di Paolo Palmieri
Come nascono le tue canzoni: c'è un posto, un angolo dove ti ritrovi in maniera più spontanea e immediata a scrivere?

Le mie canzoni nascono in maniera molto spontanea e improvvisa: si parte da un motivetto scatenante canticchiato camminando per strada, o ancora più spesso nei sogni… cerco di registrare sempre queste suggestioni per poi riascoltarle con calma e provare a scriverci su. Solitamente questa fase la porto a termine nella tranquillità di casa, possibilmente quando sono da sola perché ho bisogno di raccoglimento e concentrazione.

Puoi riassumere per noi le tappe più significative del tuo percorso che ti hanno portata fino a qui?

Ho imparato a mettere in musica pensieri sin da piccola: mi è sempre piaciuto scrivere canzoni, come anche cantare. L’occasione per prendere in mano questa passione è arrivata, dopo un percorso di studio di canto, con la collaborazione e la formazione dei Loiola, con i quali abbiamo da subito impostato un lavoro su brani inediti. Alcuni dei brani che ascoltate nell’EP sono scaturiti proprio da quella fase e, una volta conclusa la collaborazione con la band, meritavano a mio avviso di vedere la luce. Il progetto GiusiPre nasce proprio per questo motivo e sono felice di aver incontrato Daniele Giuili e Nicola D’Amati, che sin da subito hanno capito cosa cercassi!

5.   


Che cosa ti auguri che delle tue "Canzoni indigeste" venga recepito e apprezzato? 

Che venga apprezzato come prodotto artistico sul piano tecnico: la cura degli arrangiamenti, la produzione, i testi, ecc., tutti aspetti ai quali abbiamo lavorato tanto! E poi naturalmente vorrei arrivassero i temi delle canzoni e le emozioni che ne scaturiscono, intorno ai quali abbiamo costruito i brani: la musica accompagna e sostiene nella riflessione e spero che chi ascolta sia pronto a condividere un pezzetto di questo viaggio con me. Giovanni Zambito.

Il singolo autoprodotto, ha visto la collaborazione per la composizione e gli arrangiamenti, del polistrumentista Daniele Giuili e del produttore e fonico Nicola D’Amati, con registrazione e post-produzione presso il Merlo Studio di Roma (2020). La masterizzazione è di Eugenio Vatta.

L’EP “Canzoni indigeste” è un viaggio tra le passioni musicali dell’autrice: si spazia dalle suggestioni anni ’80 al punk e al post-punk, fino a toccare il trip hop anni ’90, misurando e rielaborando il tutto con uno spruzzo di contemporaneità. 

Etichetta: Autoproduzione