lunedì 14 dicembre 2020

Intervista a Carlo Mey Famularo un artista dalle mille sfumature

di Laura Gorini - Le virtù sono il dono ricevuto dell’essere musicista senza aver mai frequentato nessuna scuola, un vero e proprio regalo!

È appena uscito Donna Nera, il nuovo meraviglioso singolo di Carlo Mey Famularo, conosciuto per lo più presso il grande pubblico per aver interpretato la sigla ufficiale della seguitissima soap Un Posto Al Sole, ambientata a Napoli, la sua città. Di questo e di molto altro ancora ci ha parlato il talentuoso e assai cordiale artista.

Carlo, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù...

Non ho vizi particolari! Mi piacciono le donne, che credo siano la parte migliore dell’umanità! Le donne hanno ispirato la mia musica a partire dalla mia bambinaia di colore che mi ha regalato bellezza e valori e alla quale ho dedicato il brano Donna Nera. Le virtù sono il dono ricevuto dell’essere musicista senza aver mai frequentato nessuna scuola, un vero e proprio regalo!  

Ma quando è nata la “scintilla” che ti ha indotto a diventare un artista, in particolar modo un musicista?

Quando all’età di 6 anni costringevo mia madre a fermarsi davanti alle vetrine dei negozi di strumenti musicali e piangendo le imploravo di acquistarmi un contrabbasso. Ahimè, non l’ho mai ricevuto in regalo, ma qualche anno dopo mi fu regalato un pianoforte e da quel momento la mia vita è cambiata. 

Quale è il ricordo più vivo e bello che hai del tuo esordio nel vasto mondo musicale?

Il mio esordio è stato super emozionante : conobbi in un bar a Napoli Billy Preston (quinto Beatles) e Sam Moore (I Am Soul Man) ed insieme suonammo un blues ; a quel punto mi dissero : “Carlo, se stasera sei libero vieni al nostro concerto ( a Villa comunale con 15.000 persone). Ti invitiamo sul palco a suonare con noi!”. Fu indescrivibile l’emozione! Era il 1994.

Sii sincero, non c'è mai stato un istante dove hai desiderato mollare tutto e cambiare mestiere?

È successo in realtà il contrario: ho infatti mollato un mestiere molto remunerativo (facevo l’armatore) per dedicarmi esclusivamente alla musica, lasciando ricchezza e lussi. Ho prodotto le mie canzoni guadagnando, facendo foto e video ai turisti a Miami, dove ho vissuto per 3 anni... Ero finalmente libero. La musica è libertà.

A proposito, perché oggigiorno ancora in molti non considerano l'Arte un autentico lavoro?

In effetti è un lavoro per chi osserva dall’esterno. Per un artista, come nel mio caso, è una gioia, una ragione di vita, una passione ed anche una missione. Si fanno mille sacrifici, ma ogni canzone per me è come un figlio che viene alla luce, e non esiste mai un momento in cui viene voglia di smettere perché la musica è amore eterno. 

In qualche maniera un artista è l'imprenditore di sé stesso?

Oggi sì! Nel mio caso mi occupo di tutto: produzione, composizione, distribuzione con una mia etichetta, immagine, Social, creazione sito Internet, etc. In questo modo riesco a fare le canzoni che voglio senza dipendere da nessuno, in particolare da persone che hanno solo interesse a commercializzare l’arte. L’artista non ama i soldi e la ricchezza, ma ciò che ama davvero è essere sul palco a cantare le sue canzoni ad un pubblico sempre più numeroso .  


Ma quali sono le caratteristiche fondamentali che deve possedere oggigiorno un artista per essere considerato tale?

Indipendenza, fantasia, contaminazione, amore, creatività, apertura mentale, tolleranza verso altre culture, abolizione dei confini che l’uomo ha creato e accoglienza. I miei migliori amici sono le persone che possono insegnarmi qualcosa di nuovo che appartenga alla loro cultura. Un artista non sarà mai un razzista. 

L'avvento del digitale di Internet e dei Social Network ha aiutato gli artisti o forse ha incrementato l'idea che basti poco e niente per essere considerati tali dal grande pubblico?

I Social Network sono uno strumento che, se usati bene, danno una grande visibilità, ma se non proponi cose di qualità e che abbiano un contenuto importante, sia nei testi che nella musica, possono diventare un' arma che può annientare il tuo essere artista. Il grande pubblico pertanto può diventare il tuo grande nemico.

A proposito di “grande pubblico”, certamente quello televisivo ti avrà conosciuto per la tua collaborazione a livello musicale con una nota Soap Made In Italy, com'è nata?

Nasce nel 1996 quando con il maestro Antonio Annona (producer di Pino Daniele) ho prodotto il mio primo album Spiritonero. L’album conteneva otto brani tra cui Un posto al sole che poi fu scelta dalla Rai come sigla della “famosa soap”. Sicuramente sono popolare nel mondo per questa sigla essendo l’unica voce maschile che tutte le sere da 25 anni (6000 puntate) entra in casa di 22 milioni di italiani in tutta Italia e in tutti i Paesi dove la Soap viene trasmessa tramite Rai Italia. 

Il fatto di essere conosciuto per lo più come interprete maschile della colonna sonora di una delle Soap Opera più importante del nostro Paese, come Un Posto Al Sole, ti ha aiutato ad emergere nel vasto mondo della musica, oppure ha costituito, per dire, una sorta di ostacolo?

Ho sempre fatto il cantautore, prodotto 5 album, ed il sesto uscirà nel 2021, non sono mai stato particolarmente interessato al successo a tutti i costi, ma ho sempre cercato di scrivere belle canzoni che vi invito ad ascoltare. Ho capito però che, avendo un potenziale pubblico vasto che segue la soap, avrei potuto far conoscere le mie canzoni così come è successo con la sigla. L’anno scorso sono stato invitato in un teatro a New York a cantare la sigla (2000 persone presenti ) e quando tutto il pubblico cantava con me la canzone conoscendone tutte le parole, ho capito che -forse- anche le altre mie canzoni, altri “figli”, potenzialmente potrebbero avere lo stesso successo. Da quel momento ho cambiato il mio obiettivo... Anche gli altri miei brani meritano la giusta popolarità.  

A proposito, quali credi che siano i punti di forza di questo brano? E della Soap Opera?

Il testo semplice ma profondo. L’armonia musicale che nella sua semplicità diventa immediatamente orecchiabile come tutti i brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Non dimentichiamo che le nostre radici sono il melodramma e la melodia, che hanno dato popolarità nel mondo alla nostra musica italiana. La soap- invece- ha questo grande successo perché racconta il quotidiano, e gli attori diventano persone come noi . Credo sia questa la ragione del successo: del resto gli spettatori si identificano negli attori.

E, a livello caratteriale, a quale personaggio di essa credi di assomigliare maggiormente e perché?

Se dovessi scegliere un personaggio sceglierei quello interpretato da Patrizio Rispo, il portiere, perché è vero e rappresenta il popolo e la cultura napoletana . Io nasco nei vicoli di Napoli anche se da qualche anno abito a Milano. E poi il mio essere artista lo devo alla città di Napoli che mi ha cresciuto.

Hai mai pensato di dedicare in qualche maniera un tuo brano a uno di loro, magari ispirato ad alcune loro storie?

Mi hai letto nel pensiero! Lo sto facendo ma non ne parlo per scaramanzia... È una canzone che dedicherò ad una donna della soap. 

Parliamo del nuovo singolo, Donna Nera, che hai dedicato a una persona per te molto speciale...

Si, la mia bambinaia di colore che ho avuto per 6 anni quando da ragazzo ho vissuto con la mia famiglia in Venezuela a Caracas. Lei mi ha insegnato l’amore, la pazienza, la bellezza e soprattutto che non ci sono differenze tra le razze e che i difetti sono più visibili sulla pelle bianca che su quella nera. E quando parlo di difetti mi riferisco anche a quelli mentali.

Con quali parole lo descriveresti e lo presenteresti a chi non ha ancora avuto il piacere di ascoltarlo? 

Seduta all’ombra del tuo sole, donna nera sei il mio sapore lo sai, non cambiare mai.

Sii sincero; che cos'hai pensato la prima volta che l'hai ascoltato inciso? Quale è stato il primo pensiero che ti è venuto in mente?

L’amore tra due persone senza confini e senza pregiudizi . 

E, a proposito di pensieri, quale vuoi rivolgere ai nostri lettori per il 2021?

Vorrei dire a tutti i lettori che solo la musica, l’arte, la bellezza e la condivisione possono salvare il pianeta. Meno egoismo e più condivisione! Il vero virus nel pianeta è l’indifferenza per quelle persone che vivono peggio di noi.

Foto: Gaetano Morbioli