martedì 13 ottobre 2020

Rosaspina giovane artista introspettivo, trasformista e provocatore presenta "Sette Coltelli". L'intervista di Fattitaliani

Da domani  in radio e in tutti i webstore “Sette coltelli”, il singolo di debutto di ROSASPINA, giovane artista pop con sonorità R&B
Brano introspettivo e delicato, “Sette coltelli” mira dritto al petto dell’ascoltatore, per trafiggerlo con le proprie emozioni affilate e per mandargli in frantumi le certezze che si era costruito. L'intervista di Fattitaliani.

"Sette coltelli" si presenta come un brano 'tagliente': con quanto e cosa scavato dentro di te hai dato origine al brano?

Faccio musica da sempre, ho iniziato a scrivere quando avevo sei anni. Dopo un periodo di riflessione e di ricerca introspettiva, ho capito che era arrivato il momento di raccontare me stesso attraverso la musica. Dovevo tirare fuori queste cose che tenevo seppellite dentro di me da sempre e l'ho fatto quanto basta, tralasciando i dettagli troppo personali.

Attraverso la rilettura del testo e il riascolto della canzone hai riscoperto di te parti sconosciute o poco esplorate?

Il coraggio di mettermi a nudo raccontando una realtà familiare difficile, che è la parte più fragile e delicata della vita di ciascuno.

Se dovessi presentarti con tre aggettivi quali useresti e perché?

Introspettivo per la mia forte sensibilità, che mi spinge ad andare in fondo alle cose.

Trasformista perché a volte per comunicare qualcosa mi piace calarmi anche in panni altrui, per mettere in risalto anche i loro punti di vista e raccontare con chi e con che cosa sono entrato in contatto.

Provocatore perché cerco sempre, attraverso la mia arte, di creare una reazione in chi mi segue.

Se invece dovessi dare a tre fasi della tua vita un colore diverso quali attribuiresti e per quale ragione?

BIANCO come la luce dei primi bellissimi anni della mia infanzia, cresciuto circondato dal verde; anni contaminati, nel corso del tempo, dal veleno dei sette coltelli.

VIOLA come le luci psichedeliche dei riflettori che illuminano le strade e i palchi dei locali notturni nelle midnight hours a cui ero solito esibirmi nelle serate di downtown.

VERDE SMERALDO come la mia innocenza che entra in contatto con veleno della cupidigia della gente.

Musicalmente chi è Rosaspina? come si è formato? 

Rosaspina fa un genere pop introspettivo, caratterizzato da canzoni con base ritmica vestita di suoni e testi intimi. Rosaspina si è formato ascoltando tanta musica: io ascolto di tutto, l'importante è che mi trasmetta qualcosa.

Con quali canzoni è cresciuto?

Sono cresciuto principalmente ascoltando musica pop e pop rock durante l'infanzia, poi screscendo mi ha incuriosito molto la presenza scenica e l’originalità di Lady Gaga che aveva stravolto il panorama musicale; infine cantanti come Halsey, The Weeknd, Lana Del Rey e Billie Eilish mi hanno fatto sentire compreso.

Che cosa ti auguri possa arrivare al pubblico di te stesso attraverso la musica che proponi?

Mi auguro che possano sentirsi compresi e rappresentati nelle loro diverse sfaccettature: arrabbiati, tristi, esuberanti, qualunque cosa sentano andrà bene perché ogni persona ha emozioni e reazioni soggettive, non esiste una reazione univoca. Il mio messaggio può arrivare di persona in persona con diverse sfumature.

Io voglio proprio questo, che la gente possa interpretare liberamente e far proprie le mie esperienze. Ottenere una reazione sarà in ogni caso un obiettivo raggiunto, perché la cosa che più desidero è trasmettere emozioni e suscitare reazioni in chi mi ascolta. Giovanni Zambito.

LA CANZONE

“Sette coltelli” non è solo un singolo intimo e fragile ma anche un brano misterioso e ironico, di quell’ironia di chi sa di essere macchiato dentro ma non nasconde la propria personalità e il proprio passato e li espone per essere d’aiuto ad altri “Cresciuto tra streghe e tarocchi, giuro ho visto il male, con questi miei occhi”.

 

Ispirato al pop di HalseyMiley Cyrus e The Weeknd, “Sette coltelli” rappresenta un brano in qualche modo autobiografico con il quale ROSASPINA ripercorre un evento doloroso della propria infanzia.

 

Il singolo figura inoltre come un’opera dicotomica: il primo elemento, sette, come l’età del ragazzo all’epoca o le sette, rappresenta il ramo familiare materno mentre il secondo protagonista, il coltello, sviscera e ricostruisce il lato peccaminoso e violento della famiglia paterna.

 

“Ho ancora i segni sulla pelle, prima chiamavi, chiamavi ma ora niente, cosa c’entro con questa gente?”

 

Con questo brano, l’autore punta ad essere compreso fino in fondo dai fan e dagli ascoltatori e a trovare altri ragazzi e ragazze che abbiano condiviso la stessa esperienza. “La musica infatti serve a creare connessioni.

 

Ma ROSASPINA è anche una star esuberante sui propri social, al quale piace essere particolare, osservato e al centro dell’attenzione. Super bright ed estroverso, talvolta l’artista è però catturato dal suo lato più dark come dimostrerà, nel videoclip del brano, alcune delle cui foto sono già disponibili sul suo profilo instagram.

 

“Sono la mela nel tuo Eden/ ma tu sei solo una serpe/ ed è una vita che aspetto il momento di dirvi/ che non vi devo un bel niente”

Instagramhttps://www.instagram.com/iosonochrisraphael/

BIOGRAFIA

ROSASPINA nasce a Rho nel 1994 ma d’estate cresce nel Giardino Dell’Eden in provincia di Caserta. In questo posto incontaminato, scintillante e accogliente, il giovane muove i primi passi nel mondo dell’arte, cominciando a scrivere già all’età di 6 anni.

ROSASPINA inizia a comporre musica perché sente subito la necessità di riempire il silenzio che lo circonda nelle sue giornate di solitudine dove il ragazzo gode solo della compagnia di un nutrito gruppo di animali.

Non solo gli animali ma anche le piante e in particolar modo il frutteto è fondamentale per la costruzione del suo Io: ROSASPINA, per scrivere, prende spunto da quello che mangia, poiché alcuni sapori gli ricordano dei suoni, delle parole, delle frasi. “Ogni parola ha un sapore ben specifico”.

Nel periodo dell’adolescenza, il bisogno di scrivere si fa sempre più sentire in ROSASPINA perché sente il bisogno di esternare le sue emozioni, le sue delusioni e le sue ferite interiori ed esteriori, provocategli da altri. Il giardino dell’Eden chiude per sempre sepolto da tonnellate di cemento e ROSASPINA si chiude in sé stesso, cominciando a scrivere i suoi testi in inglese per non essere compreso.

Poi la svolta: con il passare del tempo ROSASPINA decide di raccontare una parte della sua vita e le emozioni che l’hanno caratterizzata e, per sentirsi vicino a persone che ormai non fanno più parte della sua vita, abbandona l’inglese e si mette a nudo.