domenica 25 ottobre 2020

Matteo Rovere presenta Romolus, serie girata in protolatino distribuita da Sky costata 20 milioni di euro

Co-prodotta con la Groenlandia, la serie avrà anche una seconda stagione. Dal 6 novembre le prime 10 puntate.

Il tv-movie è raccontato tra storia e fantasia con l'aiuto di studiosi e archeologi che hanno aiutato la produzione a ricostruire la scenografia ed il set per lo più naturale ambientato tra boschi e grotte. Suggestive le scene con le vestali e le iniziazioni. La storia di Roma raccontata per la prima volta in maniera diversa ed innovativa.


Un racconto che inizia prima della nascita di Romolo e Remo, una storia  pre-storica e rivolto ad un pubblico maschile ma condito sempre dalla presenza di personaggi femminili, personaggi semi-divini. Tra guerre e combattimenti, c'è spazio anche per l'amore, il tradimento ed il riscatto.

"Recitare in questa lingua non è stata certo una passeggiata, dice Francesco di Napoli, si rischiava di non essere naturali e credibili, ma il set ed i costumi ci hanno aiutato a calarci nel personaggio che interpretavamo. È stata un'esperienza unica ed intensa". In tv si potrà scegliere di veder il film in italiano.


Matteo Rovere aggiunge, " Non ho fatto questo film da solo, è stato un lavoro di condivisione anche con altri registi come Enrico Maria Artale e Michele Alhaique; è stata una serie complessa e come tale non potevo pretendere di farcela da solo. Nella storia si parla anche di potere e di politica. Tutto parte dai trenta popoli a Sud del Tevere che si sono alleati ma ognuno ha il proprio Re, ma riconoscono il quello di Alba il capo in assoluto.

I tre protagonisti sono una scoperta e rappresentano il loro personaggio con delle caratteristiche uniche: Andrea Arcangeli interpreta Yemos, principe di Alba, " mi sono rivisto nel mio personaggio, anche io come lui lascio la famiglia per cercare la mia strada. Ho dovuto parlare una lingua complicata, andare a cavallo e girare seminudo nel mese di novembre!"


Silvia Calderoni interpreta la Lupa. "I personaggi vivono in un mondo quasi irreale dove non conoscono regole e come proseguire il proprio cammino.

Il lavoro convince soprattutto perché alla storia si mescola il fantasy ed il gotico, circondato da superstizione e sesso.  Azzeccata anche la scelta della serialità e della distribuzione televisiva in un momento difficile per gli esercenti del cinema.