mercoledì 5 agosto 2020

Gaia Riposati a Fattitaliani: il teatro, una porta su altri mondi. L'intervista su "Diva Navi"

Al Calvi Festival appuntamento con due eventi teatrali venerdì 7 agosto. Alle ore 18.00 (ingresso libero), si svolgerà "RiavviaItalia live" walkabout-esplorazione partecipata radionomade condotta da Carlo Infante (esperto di perfoming media e fondatore di Urban Experience) con Massimo Di Leo e Gaia Riposati. Quest'ultima, poi, alle ore 21.15, nel Giardino del Monastero, sarà in scena con lo spettacolo “Diva Navi” adattamento di un racconto di Alain Fleischer. L'autrice e attrice ne parla a Fattitaliani.

In che misura e modo lo spettacolo “Diva Navi” si avvicina al racconto di Alain Fleischer?
Lo spettacolo è nato dal mio incontro con il racconto di Alain Fleischer,  e da una relazione letteraria è scaturito un rapporto profondo in cui mi sono “immersa”, nel senso letterale, non solo metaforico.
Le racconto come nello spettacolo, per frammenti, schegge di ricordo. 
Il racconto Diva Navi è legato all’installazione d’arte contemporanea Brise-Glace che Alain Fleischer espose nel 2011 alla Galleria Limen895 a Roma. Una sala della galleria era stata allagata e in questo piccolo mare in una stanza navigavano specchi-iceberg alla deriva. Da tre angoli della sala tre proiettori di diapositive proiettavano verso l’acqua immagini di quadri famosi, i frammenti di quadri di un museo immaginario, da ingres a Tiziano a Poussin, che colpivano gli specchi-iceberg e venivano rimandate sulle pareti circostanti, il resto dell’immagine si disperdeva nell’aria, nell’acqua. Nel piccolo mare navigava un rompighiaccio giocattolo radiocomandato che, nel suo “viaggio”, sfiorava e urtava le lastre di specchi galleggianti determinandone derive e movimenti imprevedibili. La stanza era così trasformata in un grande caleidoscopio d’arte.
Per la pubblicazione del catalogo di quella mostra mi fu chiesto di tradurre il racconto dal francese in italiano, questo è stato il mio primo incontro con Diva Navi, un incontro letterario.
Mi sono innamorata del racconto e con Alain ne abbiamo creato una performance. Seduta al centro di quel mare immaginifico di acqua e d’arte, sfogliavo l’ideale libro giornale di bordo del rompighiaccio e ne sussurravo le storie affidando la navigazione delle vicende del Diva Navi alle onde sonore della mia voce.
Da questo seme è nato il mio spettacolo, in cui le parole del racconto originale si fondono con le suggestioni che sono nate dal viaggio del Diva Navi nel mio inconscio e, in un gioco di assonanze e citazioni, le storie si intrecciano con la Storia.  Al caleidoscopio di immagini ho intrecciato un caleidoscopio di parole, e di note. Nel grande gioco della creatività combinatoria ognuno è invitato a lasciarsi andare al ritmo a tratti ipnotico delle onde, quelle marine e quelle della mia voce e della viola di Marco Valabrega, e a navigare il racconto a bordo delle proprie associazioni di idee.
Al di là dell'adattamento teatrale, che cosa ha voluto assolutamente tenere del significato del testo?
La forza onirica generatrice di immaginario. L’idea di proiezione del desiderio. La suggestione dell’idea che proiettando un ricordo lo si sottrae al passato e lo si trasforma reinventando futuro. Il valore del continuo mutamento, della metamorfosi di forma e di senso.
A tal fine, quanto La aiuta l'allestimento multimediale di Massimo Di Leo?
Non potrei dire che l’allestimento multimediale di Massimo Di Leo abbia aiutato lo spettacolo, perché mi sembrerebbe così di vederlo come un elemento esterno, mentre il nostro “Diva Navi” è un’operazione di fusione dei linguaggi, in cui le immagini e le idee di Massimo Di Leo “giocano”, recitano, con me in scena, così come le musiche che abbiamo immaginato con Marco Valabrega.
Questo spettacolo non esisterebbe senza la voce delle suggestioni visive che Massimo Di Leo ha elaborato con un continuo riferimento alle opere artistiche e cinematografiche di Alain Fleischer.
Secondo Lei, le ricerche sperimentali e linguistiche di Fleischer sono adeguatamente conosciute e apprezzate?
Alain Fleischer è un artista straordinario, un magnifico artista visivo, con istallazioni indimenticabili come i suoi Écrans sensibiles o il suo ciclo di Happy Days o di Brise-glaces appunto, è un incredibile e raffinato regista cinematografico con moltissimi film alle spalle e spero ancora molti da realizzare, ed è uno scrittore, un romanziere, di grande potenza che ha scritto pagine per me indimenticabili di grande letteratura. Quindi no, credo che soprattutto in Italia ci sia molto da scoprire sul lavoro di Alain Fleischer. Sperando che si possa presto riprendere a viaggiare, si potrebbe cominciare andando a visitare la grande mostra che gli sarà dedicata in autunno a Parigi. 
Artisticamente parlando, dove La porta il viaggio in questo misterioso battello?
Il mio è sempre stato, ed è sempre più, un percorso diagonale di attraversamento fusionale dei linguaggi dell’arte.
Il viaggio con il battello rompighiaccio - infrangi convenzioni Diva Navi è certamente una straordinaria opportunità, un viaggio nell’immaginario che mi consente di muovermi fra arte contemporanea, musica, poesia, gesto e parola. Fare teatro e fare vita, fare un teatro immersivo, mettere in gioco i linguaggi per evocare più che per raccontare. Per esprimere, per comunicare, certo, ma soprattutto per accendere scintille in chi ho di fronte o intorno.
Mi sembra che "Diva Navi" racchiuda e riassuma in sé il senso del teatro... è d'accordo?
Assolutamente sì. 
Il teatro, come una nave, è un’eterotopia, una porta su altri mondi.
Creare mondi con la propria immaginazione, e scegliere - la scelta è fondamentale - scegliere di dare e avere un senso, e immergersi fino in fondo con energia e con desiderio nella vita in continua trasformazione.
In questi mesi di Lockdown, in questo tempo sospeso, ma anche denso, esteso, tutti noi abbiamo pensato molto, e spesso anche fatto molto. La cultura ha rivelato, anche a chi non gli aveva mai concesso troppo spazio nella propria vita, il suo valore di necessità esistenziale. Una cultura da vivere, in modo personale, intimo. Il teatro ha trovato, anche nei giorni più duri e apparentemente attoniti e muti, il modo di rompere le barriere e far vivere il senso di comunità, di civiltà, di umanità. 
Io ho visto teatro in questo ritrovarsi affacciati a cantare, a suonare, a raccontarsi. È stato ed è teatro, puro e catartico, quello abbiamo fatto noi dalle nostre finestre affacciate sui cortili di San Lorenzo a Roma, nella nostra Agorà Verticale come la abbiamo ribattezzata, è stato ed è teatro ogni giorno al tramonto affacciarci e salutare la sera con un racconto, una proiezione o un breve spettacolo.
Giovanni Zambito
LO SPETTACOLO
Allestimento multimediale di Massimo Di Leo, musica di Marco Valabrega. Biglietto d’ingresso: 3€.
Un Battello, la sua navigazione, che si trasforma continuamente in una narrazione di avventure mirabolanti e visionarie. Uno spettacolo onirico che mette in gioco i linguaggi, in equilibrio sul filo della memoria proiettata, fra parola, immagine e note, fra teatro, arte e tecnologia, sul filo teso fra realtà e immaginazione, fra presenza e assenza pervasiva, fra la performance di Gaia Riposati sul palco nel cuore di Calvi e le note della viola e del violino in collegamento On“Live” attraverso la rete.
Il Calvi Festival si svolgerà nel rispetto delle vigenti regole di sicurezza anti-covid-19 perciò il numero di presenze fisiche sarà limitato e l’accesso sarà consentito soltanto previa prenotazione.
Per lo spettacolo “Diva Navi” il biglietto d’ingresso è di Euro 3 (tre) prenotabile  su vivaticket.com oppure telefonando o recandosi direttamente presso il Punto Informazioni Turistiche in piazza Mazzini n° 14 a Calvi dell’Umbria. Per partecipare al format “RiavviaItalia” , invece, l’ingresso è gratuito ma è comunque obbligatorio prenotare tramite il Punto Informazioni Turistiche che osserva il seguente orario di apertura al pubblico: mattino 10/13; nel pomeriggio un’ora prima degli eventi. Numero telefonico del Punto Informazioni Turistiche: 3339615741. 
Sito ufficiale: www.calvifestival.it