mercoledì 13 maggio 2020

Musica, Stefano Del Bravo a Fattitaliani: Gesù ha superato ogni filosofo, poeta, scrittore, artista, eroe. L'intervista

La macchina del tempo” è il nuovo singolo del cantautore Stefano Del Bravo, prodotto e arrangiato da Ciro Princevibe Pisanelli e caratterizzato da sonorità che rimandano agli anni '80 e al nostro più illustre cantautorato, con uno sguardo ai giorni nostri e alle migliori produzioni musicali del momento. Il giovane artista si racconta a Fattitaliani.

Partiamo dal titolo del singolo. In quale epoca andresti a fare una capatina con "La macchina del tempo"?
“Se avessi una macchina del tempo, imposterei delle date diverse tra loro e farei diversi viaggetti interessanti. Un giro obbligatorio nell'antico Egitto, probabilmente come prima tappa, di sicuro vorrei andare a Roma e a Firenze nel Rinascimento, incontrare in una volta sola Michelangelo, Leonardo e Raffaello sarebbe meraviglioso. Tre uomini o tre angeli che hanno rivoluzionato la storia dell'arte mondiale ed il senso di bellezza universale. Sicuramente avrei voluto conoscere Charlie Chaplin, Totó, Lucio Fontana, Alberto Burri, avrei voluto incontrare Pavese, Fellini, Domenico Modugno, Sinatra. Mi sarei fermato a guardare l'inaugurazione della Torre Eiffel e quella del Ponte di Brooklyn, la Liberazione d'Italia dal Nazi-Fascismo, il Ritorno di Colombo dall'America.
Avrei voluto incontrare Lucio Battisti, ed ascoltarlo nel suo addio alle scene dalla TV Svizzera con Amor mio di provincia, sarei andato di certo negli anni 70 facendo tappa agli studi  della RCA per vedere registrare un giovane Venditti, Baglioni, De Gregori, Zero, Dalla... mentre realizzavano quei dischi che oggi sono la storia della musica italiana...
E poi me ne sarei andato nel futuro per sapere come sarà... Ma questa macchina non la possiedo, e posso solo provare a sognare come ogni altro essere umano, i miei sogni preferiti.
Con quale personaggio vorresti interagire e in che modo?
Il personaggio con cui avrei voluto interagire almeno per un giorno è Gesù.
Il più grande rivoluzionario della storia dell'umanità. Non credo sia mai esistito un rivoluzionario più rivoluzionario di Gesù. Nessuno aveva mai combattuto una guerra con l'amore, disarmato ed innamorato, la sua corazza il bene e la sua spada la giustizia della pace. Non ci sono parole per descrivere il suo messaggio d'amore, una luce che da più di duemila anni è ancora così luminosa, capace di accecare con la stessa intensità, a volte anche di più. Papa Francesco è un rivoluzionario moderno che imita molto Gesù.
Gesù ha superato per sempre ogni filosofo, poeta, scrittore, artista, eroe, e lo ha fatto con la semplicità, ma con la grazia e la maestà di un re, e non si è mai inchinato, non ha mai ceduto. Ha pensato prima e sempre all'amore, l'amore sopra ad ogni cosa.
Un faro luminoso per tutti gli uomini, a prescindere dal credo individuale.
Essere sconfitti dall'amore credo sia la sconfitta più dura da mandare giú per un tiranno, un oppressore, ed é quello che Gesú ha voluto insegnarci: Vincere le guerre con la pace”.
Guardando la tua vita come fosse un film, su quale momento e inquadratura ti soffermeresti maggiormente?
Mi soffermerei su tanti momenti, in particolare su quelli che mi hanno dato più emozioni in assoluto. Ad esempio mi piacerebbe un fermo immagine della prima volta che ho visto la neve ed era tantissima e sarà stato il 1985: ricordo uno sciame di bambini e cappelli, sciarpe e guanti e palle a colpirsi, ed era già ora di rientrare perché la cena era pronta. L'altro fermo immagine lo posizionerei a riva della spiaggia, quando imparai a nuotare impossessandomi di quel mare che credevo impossibile da prendere, da domare: avevo nove anni, chi se lo scorda più ,potevo finalmente giocare con il giocattolo più bello del mondo. E poi la prima volta che da ragazzo ho dormito fuori casa, la prima sigaretta che ho fumato, una Kim alla menta, poi passai per sempre alle Marlboro light... Un Natale pieno di luci e amici, avevo 16 anni, e coincideva con le prime nottate a giocare a carte e a tombola, e ti sentivi più grande... Le prime lezioni di chitarra, il diploma, i viaggi, il primo esame all'università ... Insomma sarebbero tanti i fermoimmagine. Servono a volte a farti capire che bisogna sempre ripartire, da qualche parte ripartire, per un viaggio nuovo e migliore per le strade della vita”.
Ci dici qualcosa di più sulla collaborazione con Mark Kostabi?
“Mark Kostabi è un caro amico, credo di poter dire che è uno dei miei migliori amici. La collaborazione con lui è nata casualmente, l'avevo contattato per proporgli un lavoro da fare con la casa editrice per la quale lavoro da ormai tanti anni occupandomi dei Progetti Speciali e delle vendite di opere d'arte ed edizioni in tiratura limitata. Non sapevo che lui fosse un ottimo musicista, sapevo che teneva concerti in occasione di qualche sua mostra, spesso con Tony Esposito. E non sapevo nemmeno fosse un testardo, un visionario, un sognatore quale è, oltre che un uomo buono e di cui ti puoi fidare, un vero amico... Solo se ti svegli di notte perché hai in mente una melodia, una frase musicale, qualche riga da mettere con inchiostro sul foglio puoi capire il pensiero di un artista....
Mark è un po' come me, siamo amici per questo, tra amici bastano poche parole per capirsi. Lui è un pittore famosissimo, un istrione, un vero genio, tutto quello che tocca si trasforma e diventa arte, io non ho questa capacità rapportata alla pittura, ma la amo alla follia, così come amo la musica. Da piccolo ero bravissimo in disegno, poi ho abbandonato seppur conservando una buona mano, ma per fare l'artista c'è bisogno di tanto allenamento, e nulla puó essere lasciato al caso. Diciamo che scrivere testi e musica mi riesce meglio. Questa nostra collaborazione musicale è nata, vediamo cosa ci riserverà”.
Componi da quando eri adolescente: ci sono dei brani che hai ritrovato e che vuoi pubblicare anche se cambiando qualcosa?
“Il nuovo singolo infatti è un completo stravolgimento di un brano che avevo scritto tanto tempo fa e rimaneggiato più volte, ma questa volta credo sia quella buona. Il titolo era 'Scusami' e parlava di un amore adolescenziale appunto, di una storia durata poco, il tempo di un estate, di una vacanza, e poi finito con un addio. In questa nuova versione ho voluto stravolgere il testo, le melodie, la musica ed ho voluto fare un viaggio con questa benedetta macchina del tempo fino ai giorni miei, a quelli di adesso, con lo sguardo all'indietro agli anni 80/90, a quando ero bambino e adolescente. Con il mio produttore stiamo lavorando certosinamente a tutto il disco per dare ad ogni brano la dovuta importanza, questo singolo dovrebbe uscire in Estate, e stiamo pensando anche ad un nuovo videoclip abbastanza elaborato e complicato sia per location che per ambientazioni”.
L'album in uscita in autunno avrà un filo rosso nei suoi contenuti?
“Tutto l'album è pensato come un concept album, oggi ad esempio nessuno li fa più così, li concepisce più in questa maniera, come se fossero un film. Il disco avrà un filo conduttore che accompagnerà i personaggi delle storie attraverso la musica, l'arte, la fotografia, la poesia, la letteratura, senza tralasciare i luoghi del cuore, senza perdere di vista le mete personali che ognuno potrà raggiungere sicuramente, affidandosi ai propri ricordi. I ricordi credo siano davvero le uniche macchine del tempo possedute dagli uomini, e di cui Dio ci ha dotati in questo crescendo esistenziale”. Giovanni Zambito.
LA MACCHINA DEL TEMPO
La macchina del tempo” è stato concepito come un film che passa attraverso lo sguardo del protagonista, in un viaggio nel tempo tra passato e futuro, alla ricerca di un luogo ideale attraverso la musica, la pittura, l'arte contemporanea, la letteratura, la fotografia e la poesia.
Nella vita, infatti, Stefano Del Bravo si occupa di arte contemporanea e di editoria di pregio: da questo connubio è nato un videoclip unico nel suo genere, diretto da Lorenzo Catapano (che ha lavorato anche con artisti come Jovanotti, Gianna Nannini, Francesco De Gregori, Elisa, Coez e Ajello), girato presso la Kostabi World Rome. Quest'ultima è la dimora, ma anche il luogo di produzione e creatività del pittore e musicista americano Mark Kostabi, allievo prediletto del grande Andy Warhol e tra le varie cose anche autori delle copertine di Use your illusion (vol.1 e 2) dei Gun's & Roses.
Legato a Stedano da una bella amicizia, Mark Kostabi ha partecipato al singolo anche suonando il pianoforte dal palcoscenico di casa sua, assieme alla compagna e musa ispiratrice dei suoi dipinti Greesi Desiree.
“La macchina del tempo”, come il precedente singolo “Ieri eri con me”, fa parte di un progetto discografico che ruota attorno a 10 brani che usciranno in un album il prossimo autunno-inverno.
BIOGRAFIA STEFANO DEL BRAVO
Stefano Del Bravo ha iniziato a scrivere canzoni all’età di 15 anni. Nel 1997 ha partecipato a Voice for Europe e l’anno dopo a Una voce per l’Italia (dove è tornato nel 2000), mentre nel 1999 al Festival di San Marino.
Nel 2007 è semifinalista al premio mia Martini. Mentre continua a coltivare il suo talento musicale, entra in Scripta Maneant edizioni come Responsabile dei Progetti Speciali legati al mondo dell’editoria di pregio e delle opere opere d’arte.
Attualmente Stefano collabora con importanti pittori italiani su progetti innovativi per la cultura e la divulgazione dell’arte, sempre per Scripta Maneant edizioni.
Nel 2015 ha scritto il libro “Dono di un Dono”, con l’introduzione di Claudio Baglioni, che racconta la vita di un sacerdote di frontiera, don Riccardo Agresti.