venerdì 10 aprile 2020

Cincilla a Fattitaliani: con le canzoni racconto la mia vita e quello che ho dentro. L'intervista

Disponibile su tutte le piattaforme digitali e sui digital stores, "Sakè" (Spotify) il nuovo singolo di Pietro Milella, in arte Cincilla, invita a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è.

«“Sakè” rappresenta per me tante cose - racconta Cincilla - l’ho scritta in un momento in cui facevo fatica a capire fino in fondo quello che mi circondava e ne ero infastidito. Ho iniziato a comprendere il mondo rinunciando a molte risposte e a vedere le cose dalla prospettiva che mi andava di più, allegra o triste che fosse. Il testo di Sakè riassume tutto questo». Il videoclip di “Sakè” è interamente ambientato a Venezia e riprende i luoghi dove è nato e cresciuto l’artista. La sequenza di immagini accompagna le parole della canzone: la prima parte mostra volti annoiati e luoghi malinconici; la seconda cattura quegli stessi scorci e quelle stesse facce in chiave ironica. L'intervista di Fattitaliani.
Quando intuisci il momento esatto in cui puoi tradurre in musica e parole ciò che provi dentro? 
In realtà non lo intuisco quasi mai; la maggior parte delle volte le canzoni nascono all’improvviso. Non mi capita quasi mai di pensare a priori qualcosa da tradurre in musica; non ci ho mai pensato in realtà, diciamo che quando un pensiero, un sentimento o un’immagine si radicano e mi rimangono in testa per un po' di tempo ad un certo punto sento l’esigenza di farne un pezzo, quasi come se dovessi raccontare in pochi minuti quello che mi è passato per la mente per giorni.
Quali sensazioni ti accompagnano in questo momento come artista e persona nel vedere la tua splendida Venezia vuota e silenziosa? 
In realtà non la vedo perché vivo a Bologna. I miei amici però mi raccontano com’è. Io credo che il problema, a prescindere da Venezia, sia comune in tutto il mondo: ci mancano i contatti umani, gli amici. Venezia è piccola, ci conosciamo tutti, torno spesso e là ci vive la maggior parte delle persone alle quali voglio più bene. Pensare ad una Venezia senza rapporti umani è straniante, ma ripeto, immagino sia lo stesso per le altre città. È un problema comune che penso ci cambierà una volta che tutto questo sarà finito.
Come ti presenteresti ai nostri lettori? 
Spero che ascoltando le mie canzoni possano ritrovarsi. Quando scrivo tendo a raccontare la mia vita e quello che ho dentro; poi in realtà per me le canzoni hanno un significato preciso ma una volta buttate fuori possono essere lette e interpretate in tanti modi. L’idea mi piace.
Ci sono state delle esperienze che ti hanno particolarmente reso la persona che sei adesso? 
Onestamente non penso che una particolare esperienza abbia influito sulla mia personalità. Conosciamo persone nuove, abbiamo i nostri amici di sempre, viviamo momenti felici, altre volte siamo tristi, ascoltiamo bella musica, ci divertiamo la sera, possiamo contare sulle persone che ci vogliono bene, impariamo a non fidarci di altre. Sbagliamo spesso ma poi impariamo. 
Preferisco pensare alla vita come un percorso. Poi se penso a dei flash mi vengono in mente la prima volta in cui ho ascoltato una canzone degli Oasis, alla prima canzone che ho scritto, a quando ho letto per la prima volta Funeral Blues di W.H.Auden, alle giornate in montagna quando ero piccolo e quando ho visto Sakè per la prima volta su Spotify (ce ne sarebbero altri ma preferisco tenerli per me).
E a livello artistico, chi o che cosa ha più influito sul tuo percorso? 
Pablo Davilla, che oggi è un mio amico, prima che produttore e collaboratore. Ha curato la produzione dei pezzi. Quando ha sentito le mie demo, quasi per caso, mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere andare in studio da lui e lavorare sul progetto.
"Sakè" prelude a un disco con altre tracce?
Sakè ha anticipato l’uscita di “Sogni In Saldo”, un EP di cinque pezzi che uscirà ad inizio maggio. È un EP-presentazione, ciascuna traccia rispecchia una mia caratteristica, sia dal punto di vista del testo che del sound. Quando ho scelto la tracklist ho voluto selezionare i brani seguendo questa logica: chi lo ascolterà potrà farsi un’idea chiara di chi sono, di quello che scrivo e della musica che faccio.  Giovanni Zambito.
Biografia

Pietro Milella, in arte Cincilla, è un musicista di Venezia. Suona e compone per anni pezzi che solo il suo pianoforte ha ascoltato. Nel 2019 conosce Pablo Davilla che ascolta alcune sue demo e lo porta in studio di registrazione. Il risultato della collaborazione tra i due è l’uscita del primo singolo di Cincilla, “Sakè, che sarà in rotazione radiofonica dal prossimo 27 marzo e già disponibile in digitale dallo scorso 9 marzo. A questo primo singolo seguirà un EP di cinque brani dal titolo “Sogni In Saldo”.