martedì 7 aprile 2020

Alea a Fattitaliani: libera da vincoli, esprimo i miei pensieri musicali con le mie sole forze. L'intervista

(video) È uscito il nuovo singolo della cantautrice milanese Alea. S'intitola "Dannata innamorata" e farà parte del quinto album dal titolo "Cambia direzione", interamente autoprodotto. Fattitaliani l'ha intervistata.
"Dannata innamorata" è un titolo forte: l'hai pensato subito oppure sei stata tentata da un titolo più soft? perché?
Ciao a tutti e grazie per lo spazio concesso! "Dannata innamorata" è il titolo del nuovo singolo che anticipa l'uscita del mio quinto album, che si chiamerà "Cambia direzione". È nato di getto, non ho dovuto pensare all'impatto che questo avrebbe avuto sul pubblico, perché è una sensazione nata dal profondo. Sicuramente è un titolo forte, come il messaggio che voglio lanciare con questa canzone. La visione può essere molteplice, tutto è racchiuso nell'antitesi del ritornello: "l'amore che brucia e la passione che mi allaga". Il fuoco e l'acqua, due forze distinte complementari, la sofferenza emotiva anteposta alla passione fisica, il potere del cuore di fronte alla fragilità del corpo. La lettura emblematica riguarda anche la storia raccontata nel video: una donna che ha subito ingiustizie da parte di un uomo infedele, e che cerca di riscattarsi con la propria forza interiore.
Il nuovo singolo quanto racconta di te, del tuo punto di vista sull'amore?
Ogni brano che scrivo nasce da un'esigenza di esprimere sensazioni di vissuto interiore, dirette o indirette, ovvero percepite da ciò che mi circonda. Ogni artista ha una sensibilità da cui trae la propria ispirazione per mettere in musica le proprie emozioni, sia che esse siano generate dall'interno, sia che queste siano suggerite da ciò che catturano gli occhi e il cuore. Questo singolo parla poco di me e tanto di ciò che succede nel mondo femminile, è una forma di sostegno per lottare contro la violenza sulle donne, oltre a descrivere un amore vissuto con intensità e che non può essere goduto fino in fondo.
Anticipa anche i contenuti dell'album che conterranno il brano?
Il prossimo album, il quinto, ha una valenza davvero significativa per me, e tratterà di vari temi che mi stanno a cuore. Il titolo "Cambia direzione" rappresenta una serie di contenuti che si scostano dalle solite composizioni del mio passato, forse più leggere e tradizionali. In questo album ho voluto metterci tutta la maturità che ho potuto accumulare in questi anni di silenzio dall'ultimo cd, periodo in cui mi sono dedicata molto all'attività live e meno a quella compositiva. Come le coltivazioni, anche la musica ha bisogno di respiro e di pause tra una semina e l'altra. Ho atteso di sentirmi pronta per lanciare nel mondo queste note. Il momento che stiamo vivendo suggerisce di cambiare direzione, sensazione che percepivo già da anni, cambiare punto di vista per trovare il giusto equilibrio. Approfitto dello stop degli eventi per dedicarmi all'ultimazione del mio lavoro, totalmente autoprodotto. Anche per questo motivo "cambia direzione": ho scelto di essere libera da vincoli e di esprimere i miei pensieri musicali con le mie sole forze.
Quali sono i riferimenti musicali con cui sei cresciuta e ti sei formata?
Ho iniziato fin da piccola ad avvicinarmi al cantautorato, soprattutto d'oltreoceano. Il mio primo amore musicale è stata la chitarra. Tutt'ora mi accompagna nei live e mi sostiene. Ho sentito poi forte l'esigenza di scrivere e di cantare. Sono cresciuta ascoltando musica pop rock, ma non ho un artista specifico in cui mi rispecchio, cerco più che altro le canzoni che mi lasciano un messaggio. Una musica mi deve colpire e lasciare un segno. La mia formazione artistica musicale è per lo più autodidatta, ma ho seguito corsi di perfezionamento per una corretta impostazione canora. Da qualche anno mi dedico allo studio più sistematico della musica, senza perdere la spontaneità che mi ha sempre contraddistinta.
Come vedi il prossimo futuro della musica e della discografia?
Il mondo musicale è in continua evoluzione ed è molto diverso da qualche anno fa, dove le etichette discografiche avevano ancora un ruolo basilare. Al momento noto che le trasmissioni di Talent vanno per la maggiore. La musica è diventata un prodotto di uso comune, viene utilizzata ovunque, dal supermercato, al sottofondo nelle sale di attesa, fino ai classici concerti, dai pub alle piazze, ecc. Ormai la musica è ovunque. Potrebbe sembrare una miglioria, ma in realtà è una lama a doppio taglio. Una canzone è un prodotto da consumare veloce, come nei fast food. La sua vita è breve e subito c'è necessità di sfornarne un'altra, e un'altra ancora. L'importanza di sedersi e ascoltare un brano è diventata rarità. Siamo sommersi da musiche che fanno da contorno, ma non ci nutriamo più di note di eccellenza, ascoltate e capite perché le abbiamo desiderate. In futuro probabilmente si tornerà ad un ascolto selettivo, la musica diventerà d'élite. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe, trasformarsi in un surplus non indispensabile, mentre per me la musica è vita.
Quali esperienze ti hanno maggiormente segnata nel tuo percorso musicale?
Il mio percorso musicale è sempre stato affiancato ad un'altra attività lavorativa. Ho sempre vissuto la musica come una passione, ma ad un certo punto è diventato necessario fare delle scelte. Non è stato facile, perché sappiamo bene che al giorno d'oggi vivere di musica è difficoltoso, soprattutto perché la professione è sconsiderata da molti, i quali non perdono occasione per chiedere che tipo di lavoro fai, a parte suonare. La fatica di lottare contro i pregiudizi è minima, se si pensa anche al problema di distribuzione veloce di cui parlavamo prima, ovvero alla fruibilità di durata breve dei brani. Se dovessi pensare ad un momento positivo che mi ha segnata, direi ogni volta che posso pubblicare una canzone che ho composto, perché per me ogni brano è come un figlio, l'ho cullato e cresciuto dentro di me prima di darlo alla luce. Se non lottiamo per qualcosa in cui crediamo, per cosa dovremmo vivere? Giovanni Zambito.

INFO: www.alealive.com