venerdì 14 febbraio 2020

Proscenio, Emiliano Metalli a Fattitaliani: il ricordo, luogo ideale del racconto drammatico. L'intervista

Oggi la rubrica di Fattitaliani Proscenio ospita Emiliano Metalli il cui spettacolo "Carlos, l'ultima volta" debutta sul palcoscenico dello Spazio 18b dal 20 al 23 febbraio, diretto dallo stesso Metalli con Mauro Toscanelli.

"Carlos, l'ultima volta" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Più degli altri si attarda nella dimensione del ricordo e della sospensione del tempo, che è per me un "luogo" ideale del racconto drammatico. Ancor più se mi confronto con una storia vera, come quella di Carlos Gardel.
Quale linea di continuità, invece, porta avanti (se c'è)?
Non ci avevo mai riflettuto, ma credo che ancora il ricordo sia il filo rosso che lega insieme i testi che ho scritto, non molti e non tutti rappresentati. Anche la storicità dei personaggi cui do la parola, cioè quelli realmente esistiti o altri di invenzione ma correlati ad essi, è un'altra costante. Scavo nelle biografie e riempio i vuoti.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro? Racconti...
Alle scuole elementari, per gioco. Poi al liceo, un po' per farmi nuovi amici e un po' per cercare di superare alcune insicurezze. E all'Università è diventato, insieme alla Musica, oggetto di studio e di ricerca.
Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
All'inizio era più frequente, ora cerco di evitarlo e preferisco pensare a un personaggio in senso universale: mi piace poi stupirmi per ogni singola declinazione degli attori che lo incarnano.
È successo anche che un incontro casuale ha messo in moto l'ispirazione e la scrittura?
A volte, ma di solito tutto nasce dalle ricerche, dalle letture, da una curiosità causale.
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
Che sia tradito il senso più intimo del testo. Ma capita e va accettato. In una intervista a Dacia Maraini le proposi una domanda simile e lei mi rispose: "Qualche volta sono stata tradita nelle mie idee e mi è dispiaciuto. In questo caso chiedo per lo meno che lo spettacolo sia bello. Se anche questo non avviene, mi sento due volte tradita." Ecco, la condivido!
E quando la regia è a quattro mani, come per "Carlos"?
Lì è più semplice difendere la propria creazione, ma non mancano i ripensamenti o la necessità di venirsi incontro.
Quanto è d'accordo con la seguente citazione e perché: "Mi sento più vivo in un teatro che in qualunque altro posto, ma quello che faccio in teatro l’ho preso dalla strada" di Al Pacino?
In parte. Ho la fortuna di sentirmi libero quasi sempre. A volte ho pagato questa mia libertà, altre volte mi è arrivata come una boccata di ossigeno e ora faccio fatica a rinunciarvi.
Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale...
"La commedia è stata un grande successo, ma il pubblico era un disastro." perché bisogna sempre trovare un lato divertente per sdrammatizzare anche gli insuccessi. Fanno parte del percorso.
Assiste sempre alla prima assoluta di un suo lavoro? 
Se posso sì, perché sono curioso di vedere il risultato.
L'ultimo spettacolo visto a teatro? 
Ne vedo molti. Mi è rimasto nel cuore "Angels in America" che ho visto a Milano. Ma mi capita di assistere spesso a spettacoli splendidi dai grandi ai piccoli teatri e di ammirare il coraggio di chi li realizza, sia per i testi o gli allestimenti, ma soprattutto per la voglia di affrontare un mestiere così difficile.
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?
Vorrei lavorare con Elsa Merlini, Tina Lattanzi o Rina Morelli per osservarle dal vivo dare vita ad alcune figure di donne che ho immaginato: Donna Olimpia, Letizia Bonaparte o altre. 
Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?
Difficile a dirsi. Ogni epoca ha un suo capolavoro: farei un torto a molti se dicessi l'Orestea. Ma forse quello è il primo capolavoro del teatro.
La migliore critica che vorrebbe ricevere?
Hai trovato le parole migliori.
La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?
Sei stato banale. Detesto la banalità.
Dopo la visione dello spettacolo, che Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?
La voglia di ascoltare Carlos Gardel e di scavare nei propri ricordi. E poi di tornare allo Spazio 18 B che ci ha accolti con grande affetto e professionalità!
C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare in sé il significato e la storia di "Carlos, l'ultima volta"?
"Apro gli armadi e vorrei caderci dentro, come in una tomba": è la voglia di non lasciar andare le persone che amiamo o che abbiamo amato e ora non ci sono più. Dovremmo arrenderci al fluire, ma è difficile! Giovanni Zambito.
LO SPETTACOLO
La vita è complessa. A volte si immobilizza, disperatamente avvinghiata a un fotogramma muto. Più spesso fluisce come una strada affollata di Buenos Aires, carica di sentimenti e corpi che si dimenano al di sotto delle regole sociali. O, come in questo caso, stritolati dalle melodie del tango.
In ogni versione di una storia non c'è verità che non trovi luce nel suo opposto, apparentemente menzognero. E l'una e l'altro mutano col tempo, come i volti delle persone che ci sono accanto, almeno fino a quel fatidico 24 giugno del 1935, ma possono arrivare anche ai nostri giorni.
Nell'attesa, Alfredo ama un uomo che non potrebbe amare, mentre Juan tradisce un'amicizia di cui solo troppo tardi intuisce la profondità. Attraverso questo tango di dialoghi solitari, l'uno e l'altro cercheranno un ordine ai loro pensieri e alle azioni compiute, mentre sullo sfondo giganteggia la figura del "morocho de Abasto", Carlos Gardel, che ha segnato l'esistenza di entrambi.
El rey del tango è l'assente protagonista di "Carlos, l'ultima volta" .
INFO:
Spazio 18/B
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 18B, 00145 Roma RM
20-23 febbraio 2020
con 
Mauro Toscanelli 
Orazio Schifone
la voce della madre di Carlos è di 
Masaria Colucci 
Musiche e tracce sonore tratte dalle registrazioni storiche di Carlos Gardel
Dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
BIGLIETTI
INTERO: 15€ RIDOTTO: 12 €
SPECIALE 10€: Insegnanti, UNDER 18.