lunedì 6 gennaio 2020

L'italia e l'Africa di Zalone

Credo di non avere mai fatto una vera recensione di un film, e non comincerò adesso per non farmi ridere dietro dai critici. Ma Tolo Tolo, il film con Checco Zalone, l'ho visto e volevo parlarvene così, alla buona, perché di questo film si è detto tutto e il contrario di tutto.
Eppure è chiaro: sotto la superficie sottile della comicità tipica di Zalone, è un film profondamente antirazzista. Donne e uomini bianchi danarosi, anziani e rifatti, che si comprano il sesso di gigolò bianchi e di prostitute nere – i primi lo vendono per vivere nel lusso, le altre per vivere e basta; imprenditori italiani "modello paradiso fiscale" che sorseggiano drink in un resort africano a cinque stelle mentre si vantano di aver corrotto l'assessore tal dei tali, serviti da camerieri neri più colti di loro che adorano una Italia ideale – quella dell'arte e della storia – verso la quale i ricchi ladroni non nutrono alcun interesse; e così via. Lo stesso Zalone impersona un italianetto evasore, consumista e vuoto – uno che, per capirci meglio, impazzisce dietro costose creme di bellezza per avere le quali sacrificherebbe chissà cosa; un ometto perfettamente in sintonia con questa Italia, che lui cerca ossessivamente di fregare e da cui tenta – altrettanto ossessivamente – di non essere fregato; un quaquaraquà che sente sotto pelle il richiamo del "virus" fascista, dormiente – ma che ogni tanto si risveglia – in molti italiani. Lungo la strada che lo riporta avventurosamente nell'Italia da cui è fuggito, confuso fra i migranti, prima su un camion, poi in una prigione libica e infine su un barcone, il confronto nero-bianco, africano-italiano è continuo, e alla fine si esce dal cinema col sospetto che l'Italia abbia tutto da guadagnare a diventare un po' più nera; anzi molto più nera. A meno che non facciamo l'ultima porcheria: contagiare i nuovi arrivati con i nostri vizi.
Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Ha vissuto nel capoluogo siciliano, a Catania, Teheran e Il Cairo, e adesso risiede a Roma. Ha pubblicato Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non, e i gialli La pietra al collo, Il morto con la zebiba (ripubblicato nella collana Noir Italia de IlSole24Ore), Il marchio sulle labbra, Assassinio alla Targa Florio e La difesa del bufalo, gli ultimi tre con Dario Flaccovio Editore. Con la stessa casa editrice ha pubblicato anche la raccolta di racconti Uno sì e uno no. Il suo ultimo libro, dedicato ai lettori più giovani, è Dieci piccoli gialli edito da EL/Einaudi Ragazzi. Barbieri è stato premiato, fra l’altro, al Giallo Garda, al Città di Cattolica, al Città di Sassari, all’Efesto-Città di Catania, allo Scerbanenco@Lignano e, per due volte, all’Umberto Domina. Cura una rubrica con Malgradotutto e collabora con diverse testate web fra le quali fattitaliani.it e MetroNews, il quotidiano delle metro di Roma, Milano e Torino.