domenica 5 gennaio 2020

La Befana, immagine di una bontà che ama e rispetta i piccoli del mondo

Nella tradizione cristiana, l’immagine della Befana, una donna anziana espressione della bontà rivolta soprattutto ai piccoli, è strettamente collegata a quella dei Magi.
La leggenda narra che in una fredda notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, avendo perso la strada verso Betlemme, dove avrebbero dovuto incontrare Gesù Bambino, chiesero informazioni ad una vecchietta, che fu loro disponibile. I Magi, allora, invitarono la donna a seguirli, ma la vecchietta rifiutò. Successivamente lei si pentì del rifiuto ed allora, preparato un sacco pieno di doni, si mise a cercarli. La vecchietta iniziò a bussare alle porte delle case, donando ad ogni bambino quanto aveva nel sacco, nella speranza di incontrare Gesù Bambino.

La Befana ancora oggi!
C’è una Befana che ancora oggi e nei giorni che precedono la festa dell’Epifania percorre le strade e bussa alle porte delle case per incontrare la bontà dei piccoli del mondo, offrire doni ed alimentare i sogni dei bambini che credono nel passaggio di questa anziana donna, in quanto portatrice di doni. La tradizione della Befana è tipica dell’Europa centrale e risulta essere sconosciuta in particolare nei Paesi dell’est Europa.

La Befana in viaggio verso la Moldavia
Quest’anno la Befana si è messa in viaggio ed ha intrapreso un lungo cammino verso est, in particolare la Moldavia. Una Befana partita dal sud dell’Italia, dalla cittadina di Monteroni, nella provincia di Lecce, dove la tradizione racconta l’esistenza della “casa della Befana” e la presenza di una vecchietta, riconosciuta come tale. La vecchietta, carica di doni, ha intrapreso il viaggio, evitando l’uso della tradizionale scopa, cosi come raffigurata nell’immaginario collettivo, e preferendo i più sicuri e certi mezzi moderni. Ha preso con sé doni, tradizioni, valori, e soprattutto un carico di speranza da condividere.

I doni della Befana ad anziani e bambini
Una volta giunta a Chişinău, capitale della Moldavia, la Befana ha iniziato il suo cammino, bussando cuore dopo cuore, offrendo doni sia materiali che morali. L’iniziativa è stata organizzata dalla diocesi di Chişinău e dalla Fondazione “Regina Pacis”, con l’obiettivo di condividere una tradizione ricca di bontà e fino ad ora sconosciuta alla popolazione locale. La Befana ha incontrato gli anziani della mensa “Papa Francesco” ed i bambini radunati dalla comunità cattolica e provenienti da situazioni di grave disagio sociale. Ha suscitato stupore ed interesse, attenzione e curiosità, ma è stata proprio l'offerta dei doni che ha immediatamente abbattuto ogni timore ed aperto il cuore all’amicizia. La Befana ha portato un messaggio ed è stato questo il vero regalo, quello dell'attenzione rivolta ad anziani e bambini, che sono i soggetti maggiormente fragili nell’est Europa. Oltre al dono, che certamente non è mancato, c’è stato il contatto umano con una figura della tradizione, che parla di bontà ed amore.

La festa dell’Epifania in Moldavia
La presenza della Befana giunta dall’Italia è stata un modo per riaffermare anche la festa della Epifania, perché, come ha sottolineato don Giuseppe Spedicato, promotore in Italia della Casa della Befana: “questa donna con il suo stile legato alla tradizione passata è portatrice di valori, come quello della famiglia e della solidarietà umana”. Sulla stessa linea il vescovo di Chişinău, monsignor Anton Cosa, nel rivolgere un suo saluto ai bambini che attendevano la Befana: ”Questa è una tradizione italiana – ha affermato - che parla di bontà, speranza, amicizia, che sono i doni più belli che il Natale ci possa trasmettere, e la vecchia nonnina ne è il simbolo”.

Una Befana che incontra gli ultimi
Gli anziani della mensa di Chişinău hanno inizialmente osservato con stupore l’anziana, con loro in fila per ricevere un pasto caldo, ed hanno pensato ad una donna  bisognosa di aiuto. Lo stupore si è trasformato in gioia, quando la Befana ha iniziato a distribuire doni ed arricchire il cuore. Hanno così colto un’attenzione nei loro confronti, un concreto gesto di bontà, un affetto venuto da lontano per esprimere vicinanza e solidarietà. Non è certamente poco per chi è abituato, come nel caso degli anziani della mensa, a ricevere solo indifferenza e distacco. Più ricco di entusiasmo l’incontro con i bambini, giunti numerosi e soprattutto senza sapere cosa li attendesse. L’ingresso della Befana ha ammutolito i piccoli, che hanno osservato questa anziana donna, mal vestita e ripiegata su sé stessa, che tirava alle sue spalle due enormi sacchi, senza tralasciare la tradizionale scopa. L’apertura dei sacchi e la visione dei doni ha illuminato gli occhi dei piccoli, i quali, dopo aver ascoltato le parole della Befana, si sono messi in coda per ricevere i regali. Non è mancata la sorpresa del dolce, il tipico “pasticciotto leccese”.

L'augurio di una Befana moldava
La presenza della Befana voluta in Moldavia è stata un messaggio chiaro di solidarietà ed affetto di una Chiesa che difende in valori del Vangelo, afferma la bontà e l’amore fraterno, tende la mano a chi a non ha nulla, offre una festa per ridare speranze e rompere le barriere dell’isolamento e della solitudine. La Befana ha fatto rientro in Italia, ma ha lasciato una presenza indimenticabile ed ha aperto una strada da continuare a percorrere, perché il prossimo anno è giusto che ci sia una Befana moldava.
Vatican News, 5 gennaio 2020.