mercoledì 22 gennaio 2020

Intervista a Efrem Sagrada, produttore e manager internazionale: Italia, paese di pecoroni


di Laura GoriniNon è certamente una persona con i peli sulla lingua, Efrem Sagrada. Produttore, Manager e Organizzatore di grandi Eventi in collaborazione con Andrea Monteforte, produttore, compositore e autore, ci parla con estrema schiettezza del successo della Musica Italiana nel mondo.

Efrem, raccontaci cosa pensano nel mondo di noi italiani...
Noi italiani, specialmente nel canto, siamo visti molto bene; infatti, per i cantanti italiani il business primario è il live in altri Paesi, e non in Italia.
Tu come e quando hai iniziato a svolgere la tua professione?
Ho iniziato nel 2003 con Rosalinda Celentano in Lettonia, poi nel 2008, dopo aver creato una società dal nome “Giack Celentano’s Club” con socio Giacomo Celentano, figlio di Adriano, e l'altro socio Miki Del Prete, ex autore e produttore dello stesso Adriano, iniziai a muovere i primi passi in Russia, grazie anche a Toto Cutugno. Oramai sono anni che lavoro in questo ambito con vari ed importanti partner internazionali.
Complimenti! E ora, dopo aver organizzato numerosi concerti di grandi artisti italiani nel mondo, riscuotendo importanti successi, a che cosa stai lavorando ora?
Sì, è vero, ho messo in piedi delle gran belle produzioni di grandi artisti e i concerti che sono andati benissimo! Ora insieme ad Andrea Monteforte, autore, musicista, scrittore e produttore, stiamo organizzando due concerti, uno di Albano e Romina Power il 21 Marzo 2020 al Palatul National a Chisinau (Moldavia) e l'altro di Zucchero Sugar Fornaciari il 28 Giugno 2020 all'Arena Romane a Bucarest (Romania). Per maggiori informazioni vi invito a visitare il mio sito: www.seven-holding.com,
Efrem, prima di salutarci ci vuoi dire che cosa pensi della nostra cara Italia?
Penso che sia un paese finito: quelli più furbi hanno portato capitali e aziende fuori dalla penisola, mentre qui resteranno solo i poveri disgraziati con poca cultura e scarse risorse incalzati in tutto dagli innumerevoli immigrati.
Siamo davvero un paese di pecoroni!