domenica 26 gennaio 2020

Anversa, ballet "Rasa" di Daniel Proietto ispirato a "La Bayadère". La recensione di Fattitaliani

(cast) Un viaggio attraverso più dimensioni spaziali e temporali, fra passato, presente e futuro, fra realtà e immaginazione, tra ricompensa e dannazione. Una musica di ieri rivestita della sensibilità e tecnologia di oggi. Questo o se vogliamo niente di tutto ciò è "Rasa", balletto in scena ad Anversa (allo Stadsschouwburg fino al 2 febbraio, poi all'Opera di Gent dal 7 al 12 febbraio). 

Idea e libretto dell'argentino Daniel Proietto (anche coreografo con Lee-Yuan Tu), musica di Mikael Karlsson, direzione dell'Orchestra del M° Benjamin Haemhouts, "Rasa" si presenta come una lettura contemporanea de "La Bayadère" con cui l'autore vuole esaminare la visione colonialista dell'Estremo Oriente che domina la fiaba russa del XIX secolo. Lo collega alle filosofie della cultura indiana e alla ricchezza del patrimonio culturale indiano. 
Il progetto, però, si presenta in una veste così originale da far dimenticare l'opera di riferimento: se non fosse per i nomi e parte della trama, potrebbe benissimo rappresentare una storia a sé.
La famosa danza delle ombre viene qui riproposta sotto forma di ologrammi che danzano in simbiosi e in parallelo con il corpo di ballo, creando una commistione unica e spettacolare: un momento indimenticabile.

Matt Foley (interpreta The Faker) conferma il suo poliedrico talento cantando, ballando e recitando con naturalezza e bravura.
Affascinante e carismatico Osiel Gouneo nei panni di Solor (stasera tocca al nostro Claudio Cangialosi).
Lo spettacolo, recitato e cantato in inglese, vede la partecipazione di Guido Belcanto. Durata: 3h con due intervalli. Giovanni Zambito.