domenica 10 novembre 2019

LISHUI, IL COSTUME CIOCIARO IN CINA

Questo veramente grande ed unico Paese, la Cina, che a dispetto di tragedie e catastrofi sociali e politiche durate anni e anni che l’hanno insanguinata e sconvolta,  è riuscita a trovare la sua fisionomia  autentica e  il suo volto pubblico nonché la sua congenita conformazione politica e sociale che offre al mondo, dove gradita e dove no. Certo è che tutto quanto la riguarda, fornisce l’idea del gigantismo e dello straordinario: tutto quanto è di livello superiore all’immaginario comune!

E in questo mondo il cui volto immediato è la possanza industriale e militare e finanziaria e umana, una accelerazione permanente, spazio enorme, più di quanto si immagini, è riservato anche  alle altre emanazioni dell’uomo  quali la  cultura, l’arte, la scienza, la bellezza…..cioè anche per lo spirito e l’anima. E se si scorrono le notizie di cronaca, ci si rende conto della incredibile fioritura di esposizioni e manifestazioni d’arte, di convegni scientifici e letterari, della nascita di musei e di pinacoteche, dell’interesse per l’arte e la ricerca e la cultura, delle attività didattiche e accademiche.
E in siffatto contesto culturale e artistico dinamico e in continua evoluzione si inserisce una manifestazione di arte fotografica che si tiene ogni due anni a quasi duemila Km da Pechino, a Lishui, significativa città universitaria.
È una iniziativa  dedicata esclusivamente alla fotografia, sia in Cina sia all’estero, fondata nel 2004 e promossa dalle autorità municipali e accademiche della città,  proprio con la finalità di sviluppare e stimolare ma soprattutto confrontare le ricerche e sperimentazioni di tutti i fotografi artisti  nazionali e stranieri e quindi la istituzione di un Festival biennale internazionale.  E la presente edizione, la nona,  che si sta svolgendo dall’8  al 12 del mese è quella dove la rappresentanza internazionale è particolarmente vistosa. Una manifestazione sia espositiva e sia informativa  del massimo livello in quanto parallelamente al festival vero e proprio, ha luogo  un simposio sulla fotografia di proporzioni anche questo inimmaginabili per gli argomenti affrontati,  il numero delle sessioni  e la rilevanza degli oratori: tutti i temi connessi con l’arte fotografica sono discussi e dibattuti. Mentre gli espositori al festival vero e proprio sono oltre cinquemila fotografi da tutto il  mondo, le esposizioni  oltre duemila, i paesi partecipanti  108 e le istituzioni e organismi nazionali e stranieri 155 e le università ed atenei 112: e nella ciclopica e impressionante manifestazione   è presente anche una associazione italiana Expophoto il cui socio fondatore è un artista fotografo ciociaro di Sora, Rocco de Ciantis, il quale nell’ambito del festival  espone un  progetto fotografico  intitolato  SOCCUS  che parte da una sua iniziativa  consistente   in una serie di riproduzioni di qualità non comune  che illustrano dei  personaggi che vogliono richiamare il costume ciociaro dei quartieri di Arpino da lui stesso fotografati, organizzati e  promossi da una istituzione locale, la Fondazione Mastroianni.  Per dare un’idea delle proporzioni basti tener presente che i pannelli che illustrano le immagini presentate dalla associazione di Rocco de Ciantis sono 180x130:  tutto dunque  gigantesco e di proporzioni incredibili,  a sottolineare il significato altissimo del festival di Lishui. Naturalmente il progetto SOCCUS è stato illustrato dalla rappresentante  italiana in lingua cinese ed inglese e presentato con le parole redatte appositamente dallo scrivente.
Dalle prime impressioni raccolte, le immagini dei ciociari fotografati magistralmente dal Sig. Rocco de Ciantis sono state moltissimo apprezzate e considerate: non è esclusa qualche reazione di turismo dalla Cina destinazione Arpino per  ammirare  da vicino questa umanità con questi costumi. Imperdonabile, ci si consenta la nota polemica, che nella patria del costume ciociaro si continui ad ignorare tale fenomeno al contrario conosciuto dovunque, da sempre.
                                                                                               Michele Santulli