sabato 23 novembre 2019

Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico: il rifugio labirintico della memoria


Blu Stanzessere, romanzo di Roberta Zanzonico, è un breve racconto che ruota intorno al tema della memoria.
Il protagonista, uomo senza nome e privo di ricordi, si risveglia in un luogo indefinito, sospeso in mezzo al mare. A guidarlo lungo una serie di corridoi che sembrano non portare a niente, è un Guardiano dai modi bruschi e violenti. Da lui il protagonista viene condotto in diversi Stanzessere, luoghi misteriosi della memoria, incastri spazio-temporali in cui sono intrappolate alcune donne, incapaci di liberare se stesse dal dolore di un ricordo, dalla tristezza di un addio, da un momento della vita che continuano a rivivere giorno per giorno, ripetendo gli stessi discorsi, riascoltando le stesse note, riproponendo ai propri sensi le stesse identiche emozioni.

L’uomo che viene guidato ha, però, un compito particolare da portare a termine: prendersi cura di una persona. Nient’altro gli viene svelato. Tra paure, dubbi e volontà di ordinare i tasselli di quell’incredibile puzzle, il protagonista cerca di orientarsi nel mare di ricordi altrui, cerca inutilmente uno schema risolutivo e, soprattutto, cerca di giustificare la sua presenza in un luogo così poco ordinario. Molti elementi colpiscono la sua attenzione: il blu profondo, il movimento ondulatorio che non facilita l’equilibrio, il freddo che penetra nelle ossa, la violenza inaspettata di un Sospiro. Le parole delle donne che ascolta sono inconsuete e al tempo stesso familiari. Ne viene rapito profondamente e, come in sogno che rievoca il passato, sente la nostalgia malinconica che accompagna il riemergere di un vissuto perduto per sempre.

In questa esperienza extrasensoriale, in un contatto così ravvicinato con le memorie altrui, il protagonista comprende lentamente l’essenza dell’amore, unico sentimento in grado di resistere a qualsiasi forma di amnesia e unica via d’uscita dal labirinto costituito dai frammenti del tempo passato. A differenza del Guardiano, egli sa di poter rimediare al dolore causato dal cortocircuito temporale, sa che un’accurata riscrittura della storia potrebbe ricomporre i pezzi di quelle personalità frantumate, sa che un finale diverso presuppone sempre un diverso inizio.

Alla fine di questo viaggio, in preda ad un’allucinazione che sembra avvicinarsi sempre più alla realtà, il protagonista si scopre parte di quel mondo vibrante, parte dei ricordi infiniti che si rigenerano ogni notte, delle sensazioni estreme come il freddo che uccide e il blu che inghiotte, del viaggio stesso che si compie al suo interno, in un luogo più profondo del mare stesso, in cui si può scomparire e riemergere, seguendo il movimento delle onde, seguendo la luce, seguendo il blu e tutte le sue più intense sfumature.


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