venerdì 4 ottobre 2019

Teatro, Giulia Guastella: il mondo deve sapere che la mia vita è un film. L'intervista di Fattitaliani

Giulia Guastella sarà in scena dal 10 al 13 ottobre al Teatro L'aura di Roma in un vero e proprio One Woman Show. Diretta da Vittorio Bonaccorso, l'attrice racconta le rocambolesche vicende di una ventenne di oggi alle prese con le proprie aspirazioni artistiche. Ne parla a Fattitaliani: l'intervista.
Ci hai messo molto a concepire uno spettacolo con la tua vita dentro e metterlo in scena?
L’eziologia di questo spettacolo è avvenuta quasi per caso, due anni fa iniziai a capire che avevo la necessità di raccontare quello che mi accadeva, perché vedevo che lo facevo naturalmente ad ogni occasione, con i miei amici, con le persone conosciute appena e con chi mi conosceva da sempre; anzi erano proprio loro a chiedermi di raccontargli qualche nuova avventura che mi era capitata e che li avrebbe fatti ridere. Inoltre i miei insegnanti di teatro Vittorio Bonaccorso e Federica Bisegna, conoscendo le mie “doti” comiche sul palco e accidentalmente nella vita, mi spronavano già tre anni fa a scrivere un monologo che raccontasse ciò che mi accadeva ammettendo che “Ti succedono delle cose davvero assurde, la tua vita è un film, il mondo deve saperlo!”. Dunque due anni fa ho iniziato ad appuntarmi le cose più assurde che mi accadevano e a scrivere questo diario di bordo della mia vita, a poco a poco vedevo che il testo prendeva forma ed un anno dopo ho mostrato a Federica quello che avevo scritto che onestamente era molto lontano da ciò che poteva essere lo spettacolo; dunque insieme all’aiuto e ai consigli di Federica, ho ricucito il testo, modificandolo e aggiungendo avvenimenti che nel mentre mi accadevano, fin quando qualche mese dopo abbiamo iniziato a provarlo e riprovarlo, ho continuato a cancellare e riscrivere e finalmente è nato lo scheletro dello show. Dunque potrei dire che in tutto ci sono voluti due anni.
Ci sono momenti e aspetti della tua vita che - rivissuti in funzione dello show - hai capito ed elaborato meglio a livello personale?
Sì assolutamente, soprattutto il rapporto con la mia famiglia, non avevo mai capito, prima di scriverlo, quanto potesse essere asfissiante un tipo di protezione che io stessa avevo ricercato nel corso della mia vita e quanto le cose dovessero cambiare. Anche loro, vedendosi messi in scena, ovviamente in maniera caricaturale, hanno capito che dovevano rispettare la mia “indipendenza”. Inoltre, grazie al testo, ho capito che a livello professionale, non tutto bisogna per forza essere fatto, ma che è necessario darsi un valore e non mettere nel calderone qualsiasi esperienza pur di “fare”, ma la cosa che ho superato maggiormente è il “tradimento” effettivo che ho ricevuto nella mia relazione. Oltra a prendere la mia rivincita smascherandolo davanti a tutti, ho anche metabolizzato l’accaduto che è diventato un pezzo dello spettacolo e della mia vita su cui ridere. Ho capito che a volte la fragilità porta l’uomo o la donna, ma maggiormente l’uomo a lasciarsi tentare, ma che tutti possono sbagliare è che il perdono è il più grande atto di coraggio.
"Idonea ma non ammessa" sembrerebbe il motto di più generazioni di un'Italia dai tanti concorsi, molti annunciati e mai realizzati, tanti banditi e poi annullati, parecchi mal organizzati. Ti sei confrontata con qualcuno sul tema delle aspirazioni strozzate e difficili da praticare?
Sì, a dire il vero, grazie allo spettacolo ho avuto modo di parlare con molte persone che si sono rispecchiate nel mio show, come ad esempio un ragazzo che da anni prova ad entrare nei carabinieri ma per qualche misterioso motivo, nonostante abbia tutte le carte in regola è sempre idoneo ma non ammesso, oppure con la situazioni di tanti aspiranti medici che non superano i benedetti esami di medicina per lo 0,000002 per cento del punteggio che non li rende ammessi, ma soprattutto tanti giovani attori con cui mi sono confrontata e con cui ho avuto il coraggio di andare avanti insieme; perché devo dire che questo spettacolo essendo poi una dimostrazione del contrario (in quanto alla fine sono sul palco nonostante tutto) dà anche un grande messaggio di speranza.
La famiglia per te ha giocato un ruolo limitante o liberatorio? o entrambe le cose?
La mia famiglia, per quanto è molto asfissiante, non è però mai stata limitante, se non all’inizio per paura che prendessi un percorso sbagliato; ma da quando io ho dimostrato loro che non farei nient’altro se non l’attrice, loro sono stati i primi a sostenermi e, se non lo fanno, non se ne rendono conto, perché ciò traspare solo attraverso un consiglio su un eventuale secondo impiego, cosa che comunque devo dire è normale fare per tutti gli attori.
Se tu dovessi scegliere un momento preciso del percorso in cui hai avuto chiaro a te stessa il cammino da intraprendere, quale sarebbe?
Ho in mente una scena precisa in cui il mio primo maestro di teatro Davide Migliorisi mi portò in scena con “Per una goccia di miele” a Modica  all’età di 7 anni e quando eravamo in macchina e lui mi stava portando con sé verso Modica per la prova generale, io dal nulla gli dissi “Davide io voglio fare questo per sempre” e lui mi disse “si tu hai talento”. Ovviamente dopo quel giorno ho avuto alcuni ripensamenti, soprattutto all’Ula fine del liceo quando i miei genitori mi dicevano di fare l’UNIVERSITA e quando non mi hanno presa per il mio primo provino all’Accademia, però dopo un anno che frequentavo l’università, non ne potevo più di stare lontano dal teatro, era una necessità fisiologica, così mi sono messa nuovamente in moto ed ho capito che non dovevo smettere di provarci.
Illustri colleghe a teatro si sono raccontate in "one woman show": nei hai visto qualcuno? hai qualche esempio che segui o a cui ti ispiri?
Devo dire che il mio grande mito e il mio modello è Anna Marchesini, mi ispiro a lei per ogni cosa e anche per alcuni monologhi messi in scena come “l’occasione d’oro” di Alan Bennett. Inoltre la mia stessa insegnante di teatro Federica Bisegna aveva messo in scena “L’attrice”, un monologo molto diverso ma con un file rouge che unisce le due donne e che mi incuriosì fin dalla prima volta ed a cui mi sono ispirata. Giovanni Zambito.

LO SPETTACOLO
Uno strampalato copione scritto in collaborazione con Federica Bisegna e la stessa protagonista che vestirà i panni di una giovane ragazza talentuosa, sbadata, con l’unico sogno di diventare un’attrice. Un atto unico che ripercorre le vicissitudini di un’aspirante attrice tra provini, sogni e sogni infranti, il tutto condito dalla morbosa presenza di una famiglia tipicamente siciliana, che cerca di tutelare il futuro della figlia.
Giulia però ha l’occasione per dimostrare a tutti il suo talento, mettendo in scena un One woman show ammaliante, divertente e pronto e rapire metaforicamente il pubblico, che tra una risata e un applauso, si ritroverà a commuoversi davanti al coraggio e all’energia di questa esplosione di vitalità e speranza. Lo show è formidabile e segue il copione unico della stessa vita della protagonista, fin quando tra in inconvenienti e colpi di scena si rivelerà a poco a poco l’amara realtà dei fatti. 
Giulia deve combattere ogni giorno con gli ostacoli che le si pongono davanti: aspettative da parte della famiglia che sogna per la figlia un percorso universitario; aspettative da parte dei suoi insegnanti di teatro che la indirizzano nel seguire un percorso attoriale; aspettative di provini che si rivelano inutili; o quelle per i progetti che lei stessa si è prefissata. Insomma, aspettative su aspettative. In questa corsa ansiosa nel realizzarsi, nel seguire la strada giusta e nell’ avverare i propri sogni, la dote che più contraddistingue il personaggio è l’ingenuità, che la porta quasi sempre a “non prendere il treno giusto”. Sognante, innamorata dell’idea dell’amore, sbadata, bella, talentuosa, ha tutte le carte in tavola; è idonea per il progetto di vita che ha in mente, ma alla fine non ammessa alla crudele realtà. Ma c’è un momento forse per Giulia di assaporare la libertà, di concretizzare finalmente i suoi sogni, riuscirà a sfruttarlo? In una frenetica concatenazione di gag “Idonea ma non ammessa” è uno è un misto tra avan-spettacolo e cabaret, tra risate, balli e canzoni strampalate che non perderà mai il contatto con il pubblico, protagonista assoluto delle sorti dello spettacolo. 

Idonea ma non ammessa
di e con Giulia Guastella
scritto in collaborazione con Federica Bisegna
regia Vittorio Bonaccorso
Teatro L'Aura
via Pietro Blaserna 37
Biglietti: 13€ Ridotto 10€
Info 06.83777148 - 3464703690