mercoledì 2 ottobre 2019

Aladin il Musical geniale, Maurizio Colombi: Fare un Musical è una pazzia. L'intervista di Fattitaliani

Dai creatori di Rapunzel e La Regina di Ghiaccio da stasera e fino all’8 dicembre al Teatro Brancaccio “Aladin il Musical Geniale” con Leonardo Cecchi (Aladin), Emanuela Rei (Jasmine), Umberto Noto (il Genio della Lampada) e con la Partecipazione di Sergio Friscia (il Genio dell’anello) ideato e diretto da Maurizio Colombi che Fattitaliani ha intervistato. 

Aladin il Musical geniale. In che senso? 
Perché invece di un Genio ne abbiamo messi due! Ho preso ispirazione dalla storia originale che arriva dalle Mille e una notte che avevo letto da piccolo e ne ero rimasto affascinato non solo dal contenuto ma anche dalla presenza dei due geni. Ho deciso di portarla a teatro e di spiegare la loro origine.

Da dove arrivano questi geni? 
Gengis Khan aveva conquistato l’Impero Mongolo che era più grande di quello Romano.  Grazie anche a Gea la Dea della Terra e madre dei Titani che gli aveva dato un amuleto composto da una lampada e un anello e da lì nasce tutta la storia! 
I due geni sono in punizione ma alla fine si riscatteranno attraverso due personaggi chiave, la scimmia Coco (Raffaella Alterio) e Skifus (Jonathan Guerrero) l’assistente di Jafar (Maurizio Semerero). Attorno a questa storia gira l’amore tra Aladin e Aisha che è il nome arabo della figlia del Sultano che è conosciuta da tutti come Jasmine e che in questo spettacolo è la sua prima ancella e c’è l’equivoco in cui Aladin e Abdul (Renato Crudo) il suo migliore amico, si fingono ciechi per conquistare le due ragazze e se le scambiano perché Aisha e Jasmine si sostituiscono. Questo scambio crea degli equivoci. 
Nel musical ci sono dei personaggi che non faranno fatica a recitare sul palco…
Umberto Noto e Sergio Friscia? 
Sì! Ho scoperto Friscia da poco perché non lo conoscevo benissimo. A parte il lato personale, è capace di far diventare la sala prove in una zona d’amore perché è dolce, simpatico, disponibile e poi ha delle capacità artistiche pazzesche, dei tempi comici naturali che deve sfruttare. A teatro, in Live sarebbe fortissimo e potrebbe raggiungere i livelli di Brignano e di tanti altri comici.  
Umberto Noto è fortissimo, ha fatto già tanti musical come Spamelot, Christmas show. E’ una persona adorabile, ha una voce bellissima quando canta e anche lui caratterizza il musical in maniera eccellente. Un grande performer. 
L’ho visto con Gabriele Cirilli in “Mi piace” ed era eccezionale… 
E’ uno che è molto eclettico e che fa tante ricerche sul personaggio, lo mette in discussione, lotta tra l’attore e il personaggio, soffre quando fa la parte. Qui canta la canzone più bella dello spettacolo "1000 anni" quando prega la madre Gea e le chiede di salvare suo fratello. 
Come nasce un Musical? 
Fare un Musical è una pazzia perché sono coinvolte all’incirca 100 persone. Sembra un’impresa di costruzioni. E’ come costruire una villa di quattro piani. 
Aladin alla fine costa un milione e se costasse anche la metà, non è comunque giustificata. 
Speriamo che vada benissimo in modo da poter recuperare tutti i soldi in modo da permettere ad Alessandro Longobardi di poter andare avanti con la sua missione. Purtroppo il Teatro non fa business. Il Brancaccio è un’oasi ed è anche la realtà più produttiva in Italia. Spero di portarlo anche all’estero e non di fare il contrario come spesso succede…
Cosa ti aspetti? 
Di fare un Musical particolare e molto teatrale. C’è molto recitato ed è sia un rischio che un pericolo ma ho ancora la possibilità di fare qualche taglio e qualche modifica. E’ uno spettacolo sentimentale. I desideri che esprimiamo sono solo per altri e non personali. E’ sicuramente un messaggio forte. Non è la fiaba semplice da trasposizione cinematografica. 
Hai citato Erix Logan, un Mago Italiano che ha conquistato quattro Oscar e che nessuno conosce… 
Sono quelle eccellenze italiane che rendono grande il Paese in tutto il mondo. E’ un po’ come Arturo Brachetti che all’estero miete grandi successi e in Italia lo conoscono perché lo vedono in televisione e qualcuno va anche a Teatro a vederlo. Logan è lì, lo chiamo così ti risponde direttamente lui… 
Il suo è un nome d’arte? 
Sì certo, mi chiamo Enrico Del Buono. Il nome d’arte nasce perché mi sono trasferito in Canada, la montagna canadese più alta si chiama Logan, il mio soprannome da bambino era Erix.

Elisabetta Ruffolo


Direzione Artistica di Alessandro Longobardi.
Scene di Alessandro Chiti. Direzione Musicale e Arrangiamenti: Davide Magnabosco.  Coreografie: Rita Pivano: Costumi: Francesca Grossi.  Arrangiamenti vocali e Vocal Coach: Alex Procacci. Contributi Video: Claudio Cianfoni