sabato 21 settembre 2019

Teatro, Fattitaliani intervista Elisabetta Ruffolo: dal pubblico mi aspetto un giudizio senza remore

Sabato 21 settembre ore 21 presso il Barnum Seminteatro “SCRITTURARTI IN SCENA” Testi di Fabrizio Belli, Riccardo Centola e Elisabetta Ruffolo.

Elisabetta Ruffolo lascia gli studi di giurisprudenza per iscriversi ad una Scuola di giornalismo e comunicazione televisiva e subito dopo comincia a collaborare per varie testate e con la Rai Regione Calabria con un contratto a termine come Autrice testi radiofonica. 
Caparbia com’è, dopo molti anni decide di finire gli studi di Giurisprudenza con una Tesi sui “Profili Costituzionali del Diritto di Cronaca” e per un decennio porta avanti la professione di Avvocato. Ad un certo punto si sente a un bivio e decide di fare una scelta. Abbandona la professione e decide di scrivere “perché nella vita si deve essere felici”. 


Come nasce l‘idea di seguire un corso di scrittura teatrale? 
Ho letto su Facebook del Corso, l’anno scorso avevo frequentato un paio di lezioni del Corso di Regia ma ero impegnata su altre cose e avevo deciso di lasciar perdere.
Alla prima lezione eri più curiosa o spaventata? 
Essere curiosa è nella mia natura ma dopo un po’ di lezioni ero quasi spaventata. Scrivendo di spettacoli teatrali, pensavo fosse facile scrivere un testo, invece non lo era affatto.  Avrei voluto mollare ad ogni lezione.
Cosa ti ha spinto ad andare avanti? 
Un po’ la mia caparbietà calabra ma anche Gabriele Mazzucco che teneva il corso, mi ha sempre incoraggiato a non mollare. In ultimo ma non secondario ero rapita da ciò che scriveva il mio compagno di corso e sapevo che non l’avrei mai potuto eguagliare, non volevo neanche provarci, ne sarei uscita comunque sconfitta! 
Cosa porti in scena? 
Un caso di Cronaca Giudiziaria che avevo già trattato nella Tesi della Scuola Superiore di Giornalismo e della Comunicazione Televisiva e successivamente in un articolo su Cosmopolitan. 
La storia di Lidia Cirillo che uccise un Capitano del Contingente inglese che l’aveva sedotta e abbandonata. 
Per l’articolo su Cosmopolitan ebbi la fortuna di rintracciare l’Avvocato che l’aveva difesa al processo che mi fece entrare nella storia!
Cosa ti aspetti dal pubblico in sala? 
Applausi o fischi a seconda di quello che merito… Soprattutto che siano sinceri nel giudizio senza nessuna remora! 
Da spettatore che voto ti daresti? Questa è una domanda molto difficile che non farei mai ad un intervistato che ancora non conosce la messa in scena ma che si fida ciecamente di Gabriele Mazzucco che cura la Regia.