lunedì 29 settembre 2014

Musica, a Fattitaliani Il Cile parla del 2° album "In Cile Veritas". L'intervista: "scrivendo tengo a bada i miei tormenti e i miei demoni"

Il 2 settembre il cantautore aretino Il Cile ha pubblicato il secondo album di inediti “IN CILE VERITAS” (Universal Music), che segue il successo del suo primo cd e i riconoscimenti della critica ottenuti in occasione del Festival di Sanremo 2013. Il disco è stato anticipato in radio dal brano “SAPEVI DI ME”, il cui video, ideato e diretto da Marcello Venturi in collaborazione con Valerio Marano, è visibile cliccando qui. Fattitaliani lo ha intervistato.
Quali emozioni ed esperienze dell'anno e del disco precedente sono palesemente confluite nel nuovo disco? 
Semplicemente la mia vita, coi suoi alti ed i suoi bassi, con le sue gioie e i suoi dolori, io scrivo in modo quasi terapeutico per tenere a bada i miei tormenti e i miei demoni. 
Il titolo potrebbe suonare un po' pretenzioso e presuntuoso... Che verità canti? 
Il titolo potrebbe suonare un po' pretenzioso e presuntuoso per chi non lo capisse. In realtà è un'ironica rivisitazione del motto -in vino veritas- e se si ascolta l'album si capisce perché ho scelto questo tipo di ironia. 
Che bello il brano "Sapevi di me": l'hai scelto subito come brano apripista e anticipatore del cd? Perché? 
In realtà è il secondo singolo, anche se emotivamente lo ritengo il primo “vero” singolo, a mio parere è il nucleo espressivo dell'intero album.
Hai collaborato tu stesso al video? per esempio nelle immagini che accompagnano il testo? 
Il video è un'idea del mio manager Marcello Venturi, alcune foto del video sono state scattate col mio iphone, quindi.... sì, ho partecipato attivamente. 
La storia di "Sapevi di me" potrebbe essere il primo capitolo di "L'amore è un suicidio"? 
No, a mio parere no. 
La croce della copertina potrebbe indicare una specie di resurrezione dei giovani "morti a vent'anni" o al contrario la conferma della fine? 
Nessuna delle due, la croce rappresenta la situazione emotiva che si prova a cercare di fare questo mestiere oggi, dove attraverso i social in un attimo si è incensati ed in un altro attimo si è crocifissi. 
Quando componi ti soffermi a pensare al peso che le tue parole potrebbero avere sui giovanissimi che le ascoltano? 
Mi soffermo maggiormente a pensare al peso che le mie parole potrebbero avere su me stesso. 
Hai avuto riscontri di ragazzi e ragazze che si (ri)trovano nelle storie che canti? 
Moltissimi, ed è sempre un meraviglioso onore e piacere. 
Sanremo 2015?
Io ci andrei, ma credo di non essere il solo che ci andrebbe quindi non ci penso con troppe ansie come forse facevo in passato. Giovanni Zambito.
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Il Cile, nato fuori dai talent show, si è affermato con il brano “Cemento Armato” contenuto nell’ album d’esordio “Siamo Morti A Vent’Anni” (2012) e il brano “Le parole non servono più” gli ha permesso di aggiudicarsi il Premio Assomusica e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo in gara al Festival di Sanremo (2013). Il Cile è reduce da un 2014 ricco di impegni, ha pubblicato infatti il suo primo romanzo “Ho Smesso Tutto” (Kowalski editore), partecipato alla colonna sonora della serie Braccialetti Rossi (in onda su Rai 1) con il brano “Non Mi Dimentico” e aperto i concerti del “Mondovisione Tour-Stadi 2014” di Ligabue allo Stadio Olimpico di Roma e allo Stadio San Siro di Milano.