giovedì 21 febbraio 2019

Marian Trapassi, la cantautrice che ama esplorare: per me ogni cosa può essere d’ispirazione. L'intervista di Fattitaliani


di Laura Gorini - Il termine cantautore oggi è molto abusato mentre prima la categoria dei cantautori si riferiva anche ad un genere. Oggi il cantautore in pratica è chi si scrive musica e testo, quindi siamo in tanti.

Non ha paura di mettersi a nudo e di sperimentare quando scrivere una canzone Marian Trapassi. Una cantautrice raffinata e preparata che in “Bianco”, il suo nuovo album ha deciso di mettersi davvero in gioco.
Marian, ben tornata con un nuovo album! In che cosa e per che cosa- secondo te- si differenzia in particolar modo dai precedenti?
Quando ho iniziato a scrivere le canzoni per questo nuovo album mi sono lasciata guidare dalla scrittura e da quello che pian piano è venuto fuori; ho scritto tanto e alla fine sono state scelte 12 canzoni, è rimasto quello che effettivamente volevo raccontare e nel modo in cui sono adesso. Se nel precedente album “Bellavita, l’arancia e altri viaggi”, ho esplorato un genere preciso, quello del teatro canzone mettendoci molta ironia e swing, con “Bianco” torno alla mia parte più riflessiva. Le canzoni sono storie, racconti attraverso metafore che parlano della vita, del tempo che passa, delle false aspettative, del destino inafferrabile, di trasformazione, etc. E poi ci sono storie molto personali in cui parlo di vita vissuta.
Tu sei una cantautrice: che cosa significa esserlo oggi? Si rischia di più a livello testuale quando si scrive oppure no?
Il termine cantautore oggi è molto abusato mentre prima la categoria dei cantautori si riferiva anche ad un genere. Oggi il cantautore in pratica è chi si scrive musica e testo, quindi siamo in tanti.
Parlando di quello che vuol dire essere una cantautrice oggi, una donna che fa musica, penso che sia più difficile emergere, come del resto in ogni ambito lavorativo: ci sono tante brave cantautrici in Italia, ma alla fine si fa fatica ad affermarsi.
È stato pure coniato un termine, il “cantautorato al femminile “, e spesso quando mi è capitato di partecipare a rassegne di sole cantautrici donne, il pubblico è sempre in maggioranza femminile, come se le donne facessero musica per le donne.
L’ultima parte della domanda era se si rischia qualcosa scrivendo, giusto?
Se sei un artista rischi sempre e comunque, perché quello che fai ti rappresenta, ti esponi, il lavoro artistico è soggetto al giudizio altrui, in pratica lo consegni agli altri, non so se lo chiamerei un rischio, fa parte del gioco, devi essere pronto alle critiche e anche a volte a difendere quello che fai oppure a fare autocritica a metterti in gioco ma anche al piacere di condividere e prendere la gioia di poter emozionare gli altri.
Come si può raccontare talvolta delle storie o degli avvenimenti che non si hanno veramente vissuto sulla propria pelle? Tu ci riesci?
Spesso le canzoni, soprattutto di un cantautore vengono viste come una sorta di diario privato in cui l’autore riversa le proprie emozioni in cui confida agli altri le proprie gioie e i propri patimenti.
Ebbene per me ogni cosa può essere d’ispirazione, anche qualcosa che non si ha direttamente vissuto: se si ha qualcosa da dire si può costruire una storia un racconto e lavorare per metafore o per immagini. Il contenuto, ovvero il messaggio della canzone sarà comunque qualcosa che ti appartiene. Un autore di canzoni, così come un poeta, uno scrittore, usa le parole per comunicare, per esprimersi, il come sta alla creatività dell’artista. In ogni caso in ciò che si scrive c’è sempre qualcosa di autobiografico.
Credi che per farlo possa essere utile aver studiato recitazione?
Per la scrittura è un discorso a parte, sia che si parli di un cantautore o che si parli di un autore, l’importante, ripeto, è avere qualcosa da dire, avere l’esigenza e la voglia di comunicare qualcosa.
La recitazione o comunque aver studiato le basi del teatro sicuramente aiuta nella performance, per stare sul palco e gestire le emozioni.
A me personalmente cimentarmi anche nella recitazione e aver fatto un corso di teatro mi ha aiutato.
Un musicista e in particolar modo un cantante dev'essere in qualche maniera anche un bravo attore?
Secondo me sono due cose diverse, chi canta ha a che fare anche col linguaggio della musica, l’interpretazione non può prescindere da questo. L’uso della voce cantata è diverso da quella parlata o recitata.
Stare sul palco è sempre una bella prova, più conoscenze si hanno e più sicurezze si acquisiscono. Anche se la palestra più importante rimane l’esperienza. Stare sul palco, grande o piccolo che sia, è la più grande scuola.
E un ottimo performer?
La risposta per me è che ognuno deve trovare il proprio modo di proporsi che sia il più autentico possibile.
Tu ami la dimensione acustica oppure no? Che ne pensi di artisti che decidono di offrire ai loro fan versioni dal vivo ben diverse rispetto a quelle che si possono ascoltare su disco?
Mi piace molto la dimensione acustica, si crea sempre una bella intimità col pubblico.
Spesso, e questo è il bello della musica, dal vivo le canzoni prendono altre strade, ed è bello riproporre le canzoni in altre versioni, dal vivo bisogna a volte dare quel qualcosa in più. Succede in ogni caso.
A proposito di musica dal vivo: tu come ti prepari per un live? Con quale criterio organizzi la scaletta?
La scaletta è sempre una cosa che va fatta con cura, si modifica strada facendo, pian piano, concerto dopo concerto, capisci cosa funziona di più.
Le prove con la band sono importanti all’inizio per decidere gli arrangiamenti e per creare un suono omogeneo, ma poi un altro tipo di lavoro sulla voce e sulla memoria lo faccio autonomamente.
Ami proporre anche delle cover?
A volte mi piace cantare le cover, ultimamente dal vivo non le ho inserite in scaletta, forse perché ho voglia in questo momento di cantare le mie canzoni. (sorride)
Che cosa ti auguri per te stessa di ottenere nei prossimi mesi?
Quello che desidero e mi auguro è di stare il più possibile sul palco, fare tanti concerti. Al momento non so dove mi porterà “Bianco”: spero soltanto sia un viaggio lungo e soprattutto pieno di musica!
Foto di Ray Tarantino