martedì 4 settembre 2018

Daniela Carelli a Fattitaliani: un artista è tale quando identifica la propria unicità e riesce a trasmetterla. L'intervista

di Laura Gorini Si definisce una donna solare, propositiva, umile, intransigente e - talvolta - intemperante. Inoltre sostiene di avere il pregio di credere fermamente in valori che le vietano di scendere a patti con la sua dignità. E poi detesta i compromessi. Lei, la scrittrice, cantante, cantautrice e vocal coach Daniela Carelli è un autentico vulcano in piena e il suo "Mosaico napoletano", il suo ultimo romanzo, lo si legge tutto di un fiato talmente risulta essere incalzante fin dalle primissime pagine.

Daniela, da cantante a scrittrice. Come è nata l’idea di approcciarti alla scrittura?

È stato il mio inconscio: una vocina insistente che mi tormentava nel dormiveglia, in quel momento della notte in cui hai appena chiuso il libro che stai leggendo e stai per abbandonarti al sonno. Quella voce non mi ha dato tregua fino a quando ho ceduto. Così è nato il mio primo romanzo: "Volevo fare la segretaria". Poi il secondo: "Vado a Napoli e poi… Muoio!" E lo scorso aprile il terzo: "Mosaico napoletano", pubblicato da Segmenti, uno dei pochi editori seri in un mercato di improvvisati che puntano a guadagnare sugli scrittori anziché sui lettori, come vorrebbe la logica.
Da bambina, amavi già scrivere?
No, amavo leggere ciò che gli altri scrivevano.
Che tipo di lettrice sei stata da piccina?
Compulsiva, come oggi. Non saprei vivere senza leggere. È un piacere irrinunciabile. E oggi ho inaugurato un blog: danielacarelli-books.it, in cui recensisco i libri di cui consiglio la lettura (oltre a parlare dei miei romanzi).
Hai mai scritto canzoni per te o per altri artisti?
Certamente. Sono una cantautrice. Ho scritto canzoni per Antonino, Gigi Finizio, Alessandro Safina e tanti altri.
Ma qual è la canzone che ti rappresenta meglio oggi e perché?
"Mare Amaro". L'ho scritta durante il periodo delle chemioterapie e parla della mancanza costante che sento di Napoli, che resterà sempre la mia città, anche se non ci vivo da troppi anni. Ma sarà lì che tornerò. Alcuni sentono forte il richiamo delle proprie radici. Io sono tra quelli.
Che cosa significa essere un artista oggi?
Artista è una parola, ahimè, molto abusata.
Essere artisti a mio avviso, ieri come oggi, significa essere in grado di identificare la propria unicità e riuscire a trasmetterla.
E tu quando hai capito di esserlo?
Sono sempre stata una persona poco incline a credere in se stessa, ma nel tempo, e grazie all'altrui sostegno e incoraggiamento, ho raggiunto una consapevolezza di me e della capacità che ho di esprimere le emozioni più profonde.
In fondo l'arte non è che questo: mettersi a nudo.
Perché- a tuo avviso- ancora oggi la figura dell’artista non è considerata come si deve e il suo operato sovente non viene considerato un lavoro?
Prima di tutto perché regna una terribile confusione tra l'essere artisti, intrattenitori o, come sempre più spesso oggi accade, venditori d'immagine.
Inoltre, a causa della scarsa cultura, molti sono inclini ad associare l'arte al divertimento, e quindi al gioco, senza comprendere che essere Artisti, richiede sacrificio, impegno e studio costanti.
Il lavoro è un problema per moltissimi: come si può - secondo te - affrontarlo e viverlo nella maniera più serena possibile?
Cercando di essere bravi in quello che si fa. Migliorandosi sempre e non vendendo solo fumo, come purtroppo spesso accade. Oggi l'approssimazione e l'improvvisazione è imperante. Bisogna crearsi una professionalità e per questo ci vuole tempo, impegno e responsabilità.
Foto di Barbara Badetti
Quanto contano la determinazione, il coraggio e il pensare positivo per farcela sia nel mondo del lavoro sia nella vita in generale?
L'ottimismo è fondamentale. Ciò non significa perdere il senso della realtà, ma avere la capacità di individuare il lato buono delle cose.
A proposito: com’è la tua vita ora?
La mia vita è ricca. Sono reduce da una battaglia contro il cancro che mi ha visto vittoriosa. Avere una seconda possibilità mi fa sentire fortunata. Molto.
Sono una vocal coach (insegnante di canto), ho creato il metodo originale VoicEmotion®, per andare incontro - e in maniera più completa - alle esigenze di coloro che si approcciano al canto.
E poi scrivo romanzi. Non riesco a immaginare niente di più bello che inventare storie popolate da personaggi che i lettori percepiscono come reali. Vivi.
Per concludere, la Daniela di oggi, ieri e domani com'è e come la vedi?
Ieri tormentata. Una ragazza che voleva cantare senza vendersi e per questo soffriva indicibilmente.
Oggi, una donna che ha attraversato l'inferno ed è cresciuta. Innamorata della vita, del proprio uomo, della scrittura e del lavoro che svolge e nel quale si impegna a migliorare. Così spero anche domani.