domenica 8 aprile 2018

Opera di Liegi, Leon Košavić a Fattitaliani: in Figaro ho messo tutto me stesso. L'intervista

Il giovanissimo baritono Leon Košavić per la prima volta ha calcato le scene del Teatro dell'Opera di Liegi, interpretando il ruolo del titolo ne "Le nozze di Figaro". Guidato dalla regia di Emilio Sagi e dalla direzione musicale del Maestro Christophe Rousset, l'artista -con un canto chiaro e variegato- ha saputo rendere l'agilità e le sfaccettature del personaggio che fino all'ultimo combatte per Susanna contro le intenzioni del conte Almaviva (Mario Cassi, intervista). Fattitaliani lo ha intervistato.

Ci parli del tuo Figaro?
Figaro è un personaggio che tutti i giovani cantanti vorrebbero interpretare, perché non è necessario pensarci molto e scavare dentro la sua natura. Io sono come Figaro: sono giovane, mi piace scherzare, rifletto sul futuro... Figaro è tutto questo: è brillante, arriva a tutto quello che si prefigge a prescindere da chi si trovi sulla sua strada.
Che cosa hai messo di te nel personaggio?
Me stesso. Ho messo tutto quello che potevo dare. Ci ho messo tutte le motivazioni per cui avrei voluto sostenere questo ruolo: certo a qualcuno può anche non piacere, si tratta di arte e de gustibus non disputandum est. Sì, ho dato il meglio che ho potuto: è giusto dare qualcosa di te al pubblico che paga e viene a teatro per ricevere qualcosa in cambio.
È la tua prima volta a Liegi: che cosa significa per te?
Significa tanto. È anche la prima volta che interpreto Figaro, certo l'ho interpretato davanti ai miei insegnanti perché ritenevano fosse un ottimo inizio per misurarmi e migliorare. Adesso ho avuto e colto la possibilità di interpretarlo davvero e questo per me è una grande cosa, in questa bella produzione di Liegi, in un bel teatro con eccellenti artisti.
La prima qualità di Leon Košavić?
Non saprei, bisogna chiederlo al pubblico. 
Come persona?
Non riesco a descrivere me stesso, molte volte le cose che tu pensi di te stesso non corrispondono a quello che gli altri pensano di te. Un po' come quando ti eserciti nel canto, quando ascolti i suggerimenti dei professori che ti forniscono un'idea del suono diversa da quella che hai tu. Quindi, non dovremmo parlare di noi stessi, anche se ovviamente si ha comunque un'idea generale di sé.
Qual è il tuo sogno più grande?
Essere felice nella vita. Godere della vita. Giovanni Zambito.
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Foto: © Opéra Royal de Wallonie-Liège
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