lunedì 5 marzo 2018

Le perle di Bologna

di Caterina Guttadauro La BrascaBologna ha una alchimia magica: è una città d'arte e tra le più verdi d’Italia. Ma è anche una città vivace e allegra. Una freschezza portata dalle migliaia di studenti universitari che ogni anno si iscrivono alla prestigiosa Alma Mater, classe 1088. Tradotto: l'università più antica del mondo. Carducci, Galvani, Marconi, alcuni tra i nomi più illustri di questa città dai tetti rossi come il suo cuore.

   Caratteristica principale delle abitazioni, ereditata dall'architettura del passato e riproposta anche in chiave moderna in quasi tutta la città, è quella di avere all'esterno i portici. Ne ha infatti la più alta concentrazione al mondo[57], circa 42 km. Fra questi, alcuni molto antichi, come quello di Casa Isolani risalente al XIII secolo e il famoso Portico di San Luca, che, con le sue 666 arcate, è considerato il più lungo del mondo[58]. Sono un bene culturale, candidato, come “patrimonio dell'umanità” dell'UNESCO. Inizialmente essi erano costruiti in legno, di cui ancora oggi ne sopravvivono alcuni; ma la maggior parte fu convertita in pietra o mattone con un decreto del XVI secolo, emanato dal governatore pontificio. Si dice che neanche i bolognesi sappiano quant'è bella la loro città. La verità è che lo sanno benissimo. Noi sappiamo percorrerla senza paura di un temporale, di consistenti nevicate, senza districarci tra le macchine. Spesso essi sono la casa per i barboni, per chi è dimenticato dalla Società, e non ha un tetto o un pasto caldo. Anche gli animali vivono accampati accanto ai loro padroni che sono tutto il loro mondo. Talvolta s’involano per l’aria le note dei cantanti di strada che, con la loro bravura, fanno fermare i passanti, lieti di interrompere il loro frettoloso cammino per ascoltare questi veri e propri artisti. "L’Emilia Romagna ha sempre prestato i suoi paesaggi e le sue città alla creatività dei grandi maestri del Cinema, i quali, come per saldare un debito, li hanno impressi nelle loro pellicole, consegnandole indelebilmente alla storia del cinema."
   Da Visconti a Fellini, a Pupi Avati, passando per le sceneggiature di Tonino Guerra e le iconiche performance di un giovane Mastroianni. La sua Arte gastronomica offre la mortadella, amata in tutto il mondo, citata dal cinema alla letteratura. E’ il salume bolognese più rappresentativo, tanto che in alcune parti d’Italia mortadella e Bologna sono diventati sinonimi. Documenti medievali ne attribuiscono la paternità a dei monaci bolognesi, ma le sue origini sono ben più antiche: due lapidi di età romana, custodite nel Museo Archeologico della città, ci mostrano un allevatore di maiali e un antico norcino intento al mortaio, da cui deriva il nome dell’insaccato. “Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, ché se la merita!” diceva Pellegrino Artusi. Riuscire ad intravedere, quasi da ogni punto della città, la cupola rosa di una basilica, come sospesa a mezz’aria tra cielo e terra, è una cosa normale. Tradizione, religiosità e devozione, caratterizzano le belle Chiese di Bologna. Il Santuario della Beata Vergine di San Luca racchiude in sé tutti questi elementi che contribuiscono a farne un luogo di straordinaria attrazione, oltre che di grande bellezza. La Basilica di Santo Stefano è un complesso di edifici di culto. Si affaccia sull'omonima piazza ed è conosciuto anche come il complesso delle "Sette Chiese". Nonostante la Basilica di San Petronio sia la più conosciuta, la Cattedrale più grande di Bologna, dove ha sede appunto la Cattedra dell’Arcivescovo, è San Pietro. Si tratta di una chiesa molto antica, risalente al XII secolo. Prima della Cattedrale di San Pietro, nello stesso punto, si trovava un’antica chiesa, distrutta da un incendio. Per puro caso, o, come noi diciamo, per miracolo, sono stati risparmiati il campanile e la campana, chiamata “la nonna,” tutt’ora integri.
   I due colori che risaltano agli occhi di chi guarda il panorama della città, sono: il rosso, tipico dei palazzi e il verde dei suoi Parchi. Per dirne alcuni: i Giardini Margherita, giardini Lunetta Gamberini, il Parco dei Cedri, il Parco Talon, il Parco della Chiusa e tanti altri. Magnificamente curati e rispettati dalla cittadinanza. E’ addirittura il Comune che stabilisce quali aree si devono adibire a zone verdi e provvede a mantenerle curate in ogni stagione. Sosta fissa per i turisti è Piazza Grande, e, a catapultare i fan, indietro nel tempo, la musica che riporta agli anni in cui Lucio Dalla, seduto nella sua amata “Piazza Grande”, si fermava a comporre e ad osservare gli sguardi tra gli innamorati.  I giardini Margherita, con tante panchine incise da tanti nomi, dettati dall’amore, accolgono le coppiette con il colore della speranza.  E’ sera, divampa una luce d’oro che poi declina, e Bologna apre piano i suoi occhi viola…: Salutiamo la Città con i versi di Morena Paolini:
 Buonanotte sussurra Bologna, alle strade che ormai son deserte!
A chi dorme e, forse già sogna, alle piazze, di neve coperte!

Buonanotte ai vicoli stretti, ai barboni, che girano lenti,
a due gatti che cantan sui tetti, quattro note che sembran lamenti!

Buonanotte a donne perdute, al Nettuno, pensoso ed assorto;
alle porte che guardano mute, al mio fiato, che par sia più corto!

E’ l’ora dei sognatori, Buonanotte Bologna.





quando su Bologna divampa una luce d’oro
poi declina
e lei apre piano i suoi occhi viola…