giovedì 29 giugno 2017

Libri, “L'eradicazione degli artropodi” di Mariarita Sgarlata. La recensione di Fattitaliani

Mariarita Sgarlata, “L'eradicazione degli artropodi”, Edipuglia Ed., Santo Spirito, 2016. Recensione di Andrea Giostra.

La prima cosa che m’è venuta in mente leggendo il titolo di questo scritto, saggio, resoconto, disvelamento, denuncia pubblica, faro puntato dentro la burocrazie e la politica più miope della più bella isola del mediterraneo … in effetti non so come definirlo … forse è limitativo definire questo lavoro di Sgarlata … comunque sia … dicevo, la prima cosa che m’è venuta in mente è stata quella di chiedermi il perché di questo titolo così ermetico e altisonante al contempo, di non immediata comprensione visto che stiamo discutendo di cultura, di beni architettonici, archeologici, storici. Allora ho consultato uno dei miei più fidati consiglieri in proposito, “Treccani”, e mi ha spiegato cosa significano esattamente le due parole del titolo. La prima:
“Eradicazione”: «eradicazióne s. f., Sradicamento, in senso proprio e figurato. In igiene, eliminazione completa e definitiva di una malattia. Il termine è usato anche in altri ambiti come l’agronomia, la zootecnia, la parassitologia, per indicare la totale scomparsa di una specie dannosa o patogena da una particolare area, in seguito all’azione condotta dall’uomo con metodi chimici o biologici». Ma che c’azzesca la cultura e i beni culturali con la parassitologia, con la zootecnica, con l’agronomia? Sgarlata, ma che titolo hai scelto? Boh?
Passiamo alla seconda parola, “Artropodi”: «artròpodi s. m. pl., dal latino scientifico Arthropoda, composto di arthro-«artro-» e -poda (vedi -pode)]. Nella classificazione zoologica, tipo animale che comprende i pantopodi, i crostacei, i merostomi, gli aracnidi, i miriapodi e gli insetti: sono animali a simmetria bilaterale, metamerici, provvisti di appendici articolate (da cui il loro nome), e corpo ricoperto di chitina; hanno sessi generalmente separati con dimorfismo sessuale spesso assai vistoso; lo sviluppo postembrionale, per la scarsa elasticità della cuticola chitinosa, avviene mediante mute, spesso connesse con vistose metamorfosi.» Ma di cosa stiamo parlando? Di epidemie infettive, di parassiti, di obbrobriosi e schifosissimi invertebrati che divorano la qualsiasi e distruggono tutto? Ma che c’azzecca con la cultura, Sgarlata? Ma che fai di mestiere? La biologa, la chimica, la scienziata?
Quello che dovevo fare adesso era di vedere qual è il vero mestiere dell’autrice, i suoi studi, la sua cultura, per capire se ha voce in capitolo oppure è una biologa che parla di arte e di archeologia, pi capirici n’anticchia, si direbbe in Sicilia. Non è che dobbiamo chiedere ad una brava casalinga con la terza media di parlarci di Ricerca Scientifica, di Università e di Istruzione nel nostro Paese? Questi non sono eventi che possono accadere in un Paese serio come l’Italia. Nessuna persona sensata ed equilibrata chiederebbe mai una consulenza sull’Istruzione, sull’Università, sulla Ricerca Scientifica ad una simpatica signora con la licenza media. Sarebbe una cosa da pazzi! Tanto per usare una metafora assai fantasiosa.
Ebbene, recuperando il curriculum vitae della nostra scrittrice, scopro che la Sgarlata Mariarita è un’esperta di archeologia e di beni culturali di fama internazionale: Laureata in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Catania, specializzata in Archeologia Medievale presso la Scuola Nazionale di Archeologia a Roma, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università degli Studi di Catania, Presidente del Corso di Laurea in Beni Culturali, già docente presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana a Roma, l’Università di Camerino, l’Università degli Studi di Foggia, l’Università Sorbonne-Paris IV, direttrice di scavi archeologici a Paphos (Cipro), a Rif (Marocco), a Siracusa; e per finire, Assessore Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana dal mese di aprile 2013 al mese di aprile 2014, e a seguire, Assessore Regionale al Territorio e Ambiente dal mese di aprile 2014 al mese di settembre 2014.
Qui la cosa seria diventa. Questa qua è una vera esperta nel suo lavoro che ha fatto anche l’Assessore Regionale e quindi ci capisce assai di queste cose, ci capisce assai di quello che ha scritto, ci capisce assai delle cose che ho letto e che mi hanno fatto arrizzare i capelli.
I parassiti, i virus, le micidiali zecche, nella realtà si trovano nei Parchi Archeologici siciliani nei quali la disinfestazione e l’igiene piangono, e da quello che hanno scritto tutti i giornali è da quinto mondo; ma il problema più pericoloso è che questi parassiti, questi virus, queste zecche killer della cultura, dello sviluppo turistico, della bellezza dei beni archeologici e architettonici della Sicilia, dalle erbacce secche e puntute dei Parchi Archeologici si sono trasferiti nelle stanze dell’alta burocrazia regionale, nelle commissioni parlamentari, e nelle aule del parlamento regionale dove hanno creato un impermeabile e indistruttibile habitat naturale
E in questo caso che si fa? Per capirci, mi sono fatto consigliare da un mio amico scienziato infettivologo, batteriologo ed esperto in epidemie parassitarie e virali, e mi ha spiegato che per aumentare e migliorare il tasso di eradicazione, ovvero di distruzione totale e definitiva di parassiti e di virus, bisogna individuare uno specifico trattamento, una terapia che si basi principalmente su presupposti empirici, verificare l’efficacia del trattamento farmaceutico, e aumentare la durata del tempo finché non si sarà distrutto ogni singolo parassita, ogni singolo virus, utilizzando i più potenti antibiotici e antiparassitari in commercio.
Ora tutto chiaro mi è. Ora ho capito quello che ho letto. Ora è lapalissiano quello che occorre fare perché quest’isola, la Sicilia, che possiede un patrimonio culturale, architettonico, archeologico immenso possa valorizzarlo per davvero facendolo diventare un potere culturale, economico e imprenditoriale di levatura planetaria. Quello che occorre fare lo scrive Sgarlata nel sul lavoro, che narra di fatti realmente accaduti e della sconcertante incompetenza e insulsaggine burocratica e politica insieme.
Ma per conoscere tutto questo, il lettore dovrà comprare e leggere con attenzione e senso critico il saggio “Eradicazione degli artropodi”, così se avrà capito per davvero, almeno la prossima volta che darà la sua fiducia agli stessi che hanno creato questi danni incalcolabili e scellerati, saprà di esser complice cosciente e non spettatore passivo della disfatta di questa terra disgraziata, come avrebbero detto Leonardo Sciascia e, perché no, anche Danilo Dolci che di spreco e depravazione ne avevano capito assai.
ANDREA GIOSTRA.
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Per maggiori informazioni sull’autrice, Mariarita Sgarlata:
http://www.mariaritasgarlata.it/ 
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https://www.facebook.com/mariarita.sgarlatadue 
http://edipuglia.it/articoli/leradicazione-degli-artropodi/

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