venerdì 19 maggio 2017

L'artista Celio Bordin a Fattitaliani: il segno è la mia voce e con quello parlo, urlo e racconto

Celio Bordin, pittore e scultore Veneto, naturalizzato Statunitense, con studio a Los Angeles, Art District, racconta a Fattitaliani la sua storia di Artista di successo e la sua Arte.

Come tutti gli artisti d’oltre oceano che intervisto, l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione informatica/internautica consentono quello che fino a pochi anni fa era fantascienza: poter parlare e guardare il proprio interlocutore dall’altra parte del mondo è qualcosa di straordinario; divenuto ai nostri giorni assolutamente naturale per qualsiasi professione che per accelerare tempi e decisioni condivise, utilizza quelle che tecnicamente si chiamano “conference call”. È così che abbiamo fatto la nostra chiacchierata vis-à-vis!
Celio Bordin è un artista autodidatta senza una formazione classica e formale. Ha imparato dalla sperimentazione e dal suo innato istinto artistico che lo ha portato a realizzare Opere di grande spessore artistico con una tecnica straordinaria. Da venti anni si è dedicato a tempo pieno alla sua Arte di Pittore e di Scultore, riconosciuto dal mondo dell’Arte statunitense come un importante artista che ha già realizzato tantissime personali e Live Action, basti ricordare tra il 2015 e il 2016 Miami (Wynwood Art Group), Los Angeles (Gloria Delson Gallery), Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
In questi ultimi anni, Celio ha iniziato una nuova forma espressiva, della quale ci parlerà, che vede quale strumento privilegiato la penna stilografica usata su tela di canapa, sul corpo umano in qualche occasione con penna a sfera. Celio è guidato da una tecnica particolare istintiva, catarsis che genera pathos nello spettatore che ama questo genere innovativo, evocativo e destrutturante.
Ma di tutto questo parleremo più diffusamente nella nostra intervista-conversazione.
Ciao Celio, benvenuto e grazie per la tua disponibilità nell’aver accettato questa chiacchierata sulla tua professione e sull’Arte. Iniziamo subito la nostra conversazione con due domande apparentemente semplici: Come ti presenteresti ai nostri lettori italiani quale Celio-Uomo?
Bene, il benvenuto a tutti.
Arte è professione per alcuni e per altri passione, si collabora, ma su due parallele differenti.
Celio persona tra le persone, una vita di estremi che collimano perfettamente, tanto impegno, tanto coraggio. Boia chi molla...
La seconda serve per completare la prima: Cosa diresti a chi leggerà questa nostra conversazione del Celio-Artista?
Direi a chi legge, che mi sta guardando nel cuore.
Celio, dall'Italia ti sei spostato a Los Angeles. Vuoi raccontare questa tua esperienza di “artista emigrato” che ha avuto un importante successo ed è riuscito a trovare una sua importante dimensione artistica in un Paese dove l’Arte oggi rappresenta qualcosa di molto importante, così come lo era nel nostro Bel Paese fino al XIX secolo?
L'unica è andare, non importa quando e dove vai. Andare, prendere la valigia delle capacità che, se ci credi è vita. L'universo sa bene quando è il momento perfetto e via.
Abbandonare le cose materiali, gli affetti restano e si moltiplicano, se non c'è danaro forse arriverà, quel che serve per cambiare, se ci credi.
L’Italia ha un patrimonio artistico che ci ritroviamo nel DNA, ma non dobbiamo sederci sopra, dobbiamo evolverlo perché siamo fortissimi.
Le nostre opere e la nostra storia sostengono i musei del mondo, continuare, aggiungerne, di questa epoca, il passato ci ha donato un'eredità da portare avanti, da offrire, non solo all'America, ma all'umanità.
Celio, sai bene che in qualsiasi professione non basta il talento, ma per diventare veri professionisti serve apprendere le tecniche di lavoro e tanta disciplina nell’imparare ad utilizzare i “ferri del mestiere”, un po’ come si faceva nel Rinascimento italiano con i cosiddetti Maestri d’Arte. Qual è stato il tuo percorso formativo, professionale e artistico da questo punto di vista?
È una domanda che mi incuriosisce quando leggo risposte ordinarie, tipo percorsi scolastici, accademie e master etc...
Diciamo che non ho nulla da dichiarare inteso come voti di bravura, la mia disciplina è fare e creare quando lo sento, chiamiamola ispirazione ma è più attrazione, passare dal supporto verso me stesso liberando quello che sento. Non so se è esattamente ''catarsis'', comunque liberatorio.
''Quando non lavoro penso, quando lavoro non penso'' (Pino Concialdi), azzeccato...
Chi sono stati i tuoi maestri d’Arte e a chi ti ispiri nell’esercizio della tua professione e nello stile pittorico e scultoreo che utilizzi?
Le opere che preferisco sono quelle che mi permettono di entrare nella pancia dell'autore, come se avesse ancora qualcosa da raccontare, adoro ascoltare la loro voce, ovvero l'opera, mi piace connettermi.
Quindi sono aperto a qualsiasi tipo di arte che sappia raccontare, senza ausilio della parola, poi indago e studio quello che mi interessa di più.
Celio, tu quando hai iniziato questa professione, quali difficoltà hai trovato nel tuo percorso professionale che hai dovuto affrontare e superare? Cosa vuoi raccontare di questo ai nostri lettori?
(Consiglierei di immaginare posti come stadi, 500-1000 artisti, due quadri a testa, e fiumi di parenti e amici di tutti che si mischiano.
Questi sono gli eventi massivi...
Altri sono condivisioni minori in posti più piccoli più o meno importanti, tutto con costi.)
Tutto si ripeteva all'infinito, in espansione, quantità + profitto e.....
Affrontare e superare al più presto questo malessere sociale, mi ha dato la possibilità di ottenere visibilità e così ho fatto, (sorride!) ... la libertà, che meraviglia, ho prodotto a non finire, tanto, dovunque, il puzzle infinito va a comporsi, cerco di non sprecare 5 minuti della mia vita.
Dico ai nostri lettori che ascoltando l'anima e l'istinto, ho trovato coraggio per creare il mio percorso, sempre.
Qual è stata la proposta artistica più strana che ti hanno fatto e che hai ricevuto da quando lavori come professionista?
Solitamente le proposte strane le faccio io, quelle che mi arrivano sono spesso formali e banali, classico di mentalità vecchia e superata, il problema è essere capiti e quando questo avviene i volponi se ne impossessano, ma io l'ho già fatto e regalo gli avanzi.
Ci sono anche belle situazioni che abbraccio volentieri, ricordo collaborazioni con organizzazioni no profit ed eventi con devolution, per potere aiutare gli altri con qualcosa di magnifico e ricordarsi che noi stiamo bene e siamo dei privilegiati, molto molto fortunati, quindi dare, condividere ed aiutare è stupendo.
Celio, saprai bene che nel mondo dell’Arte ci sono moltissimi giovani talenti che purtroppo non riescono ad esprimersi in questa società, pur avendo studiato nelle migliori scuole, perché il mercato dell’Arte è gestito prevalentemente da cinici mercanti d’arte e da affaristi che non hanno cura del talento ma solo del potenziale business. Da questo punto di vista accade spesso che questi giovani artisti vengano “schiavizzati”, con compensi irrisori, da “Grandi Artisti” che li trasformano in cosiddetti “schiavi d'arte”, fenomeno molto diffuso nei paesi anglosassoni (U.S.A., Inghilterra, Australia), ma adesso anche in Europa, e in Italia da un po' di anni a questa parte. La parola “schiavi d'arte”, lo saprai certamente, è il termine che nelle colonie americane del '600 veniva usato per indicare gli “schiavi”! Ed oggi, con un'accezione neo-realista, questo termine si ripropone soprattutto nel mondo della letteratura, della pittura e della scultura: non sarebbe mai possibile che certi autori scrivano e pubblichino due-tre libri-mattone ogni anno; oppure che Artisti delle arti figurative, realizzino centinaia di Opere ogni anno! Ma questa è un'altra storia che magari potremmo trattare in un'altra intervista! Comunque sia, quello che voglio chiederti è: Quando eri un giovane artista hai mai ricevuto questo genere di proposta? E insieme: Cosa pensi di questo brutto fenomeno del mondo dell’Arte che sta sempre più dilagando a livello planetario?
eh sì … questo è un cancro, l'illusione, famiglie si spaccano per mandare i propri figli nelle migliori scuole, da cui escono in un cubo, formattati e senza anima, differenti ma simili, chi più chi meno, già ipnotizzati e grandi artisti, ma in realtà parcelle di eventi massivi e vittime del sogno.
Tranne qualcuno che è più fortunato, il resto va all'oblio, che pena, ma come tutti i grandi che hanno lasciato qualcosa di innovativo, i giovani pionieri non devono secondo me aspettare che qualcuno dica loro ''ci penso io a te'' … sono favole, ognuno deve pensare per sé, annaffiare ogni giorno la sua creatività e ringraziare la vita se un dono gli ha fatto, libertà si chiama, non serve apparire sempre, essere immagine di invidia, sentirsi migliori degli altri, no non penso proprio sia cosi, credo serva una buona dose di umiltà, di onestà verso se stessi e gli altri.
Il sistema lo conosciamo tutti, non posso dire niente che non si sappia già, è tanto fumo, bisogna guardare oltre ed essere felici per ciò che si fa, non importa cosa pensa la gente.
Io gioisco quando espongo, perché ognuno è attratto da un'opera diversa, come ero diverso io ogni volta che ne realizzavo, questo è, sono sincero con la mia creatività, non servono parole, i quadri e opere vanno visti, il segno è la mia voce e con quello parlo, urlo e racconto.
Molte offerte di partecipazione ad eventi massivi mi arrivano, inviti multipli senza neanche il mio nome, senza sapere chi io sia o meglio ... cosa io faccia.
Vediamo un po', calcolatrice alla mano.
Cari lettori, non è questo arte, perché non è libertà, è il dover fare una cosa perché è così che si fa. Ma chi l'ha detto, chi sono questi qua? A volte mi sembra la congiura dei mediocri, insomma ... siamo amministrati da gente a cui non interessa nemmeno chi sei, le tue capacità e via dicendo, ma dico anche che tutti hanno diritto di stare in questo mondo, sia quelli che pagano, sia quelli che si fanno pagare, ma la mia visione è la realtà che vivo, e ho deciso di uscire dal cubo, più volte, non mi piace quel mondo, anche se qualche volta aiuta nelle connessioni ma seguo il mio e funziona.

La tua risposta è dirompente e carica di energia come una cascata d’acqua limpida e pura! È questo che mi viene di dire dopo averti ascoltato!
Celio, hai mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e dedicarti ad un'altra attività, ad un altro tuo talento?

Per me non è tentazione, è necessità e si torna alla libertà, nel mio percorso mi son dedicato a numerose attività, senza economie, imparando, … veloce sequenza: pittura, scultura, videoarte, regia, contrabbassista, tecnico cinematografico, fotografo, spaccalegna e restauratore, ho illuminato locali e importanti luoghi, creato eventi e fatto concerti, viaggiato e tirato le ossa ad un sacco di gente, e tutto molto bene, così dicono ... e per quanto sia difficile lo auguro a tutti.
Quando penso a un nuovo evento, lo vedo perfettamente, studio le luci e gli spazi, la musica, scenografia, il modo e il contesto, tutto, lo vedo, lo faccio e condivido con tutti tutto ciò che ho imparato, per volare insieme.

Se per un motivo qualsiasi dovessi abbandonare questo lavoro, cosa ti piacerebbe fare nella tua vita professionale?
Non lo considero un lavoro, sono molto open, non ci ho mai pensato.
Il tuo mondo, il mondo dell'arte in generale, è un mondo pieno di compromessi e di serpenti travestiti da agnellini. Spesso per fare carriera più velocemente molti artisti, sia uomini che donne, accettano compromessi che li portano al successo in tempi più rapidi. Tu, Celio, come hai gestito i compromessi che ti sono stati sottoposti, dando per scontato che tutto questo è una sorta di “must” che diversi servizi di giornalismo d'inchiesta hanno spesso svelato ai non addetti ai lavori e alla gente comune?
Posto che vai gente che trovi, ho avuto le mie esperienze come molti altri, tirarsela non serve, è quello che fai che ti racconta, ci sono tanti mestieri nell'azienda Arte, scuole che insegnano questi ''mestieri'' e in genere chi insegna non lavora, lì, vengono formattati i diversi reparti, ogni anno si moltiplicano e vogliono mangiare tutti, da realista ... fare la differenza non è facile, arte è passione, un'altra cosa.
A cosa stai lavorando adesso, Celio? Vuoi raccontarci qualcosa in anteprima delle tue prossime Opere e dove saranno esposte perché i nostri lettori e i tuoi tantissimi follower possano venirti a vedere?
Recentemente ho iniziato a studiare gli inchiostri, di tutti i tipi, la loro alchimia e la reazione del pennino che li percuote raspando sulla canvas, la penna stilografica, la mia amica, su tele di due metri, milioni di segni in catarsis, mi stacco da terra, mi fa stare benissimo, ho amici nella tela che vengono a trovare me e poi il pubblico.
Le parole non servono, passeggiare nelle mie opere, immergersi nel labirinto per capire come io stavo quando le ho create raccontando quella storia.
Quando performo in live action, il pubblico diventa l'opera, il coinvolgimento è forte, quasi una catarsis collettiva.
Il mio calendario è in evoluzione, posterò le news e chi mi ama ...  mi segua.
www.celiobordin.com, instagram: celio_bordin.
Adesso, Celio, se ti fa piacere, descrivici qualcuna delle tue Opere che i nostri lettori potranno ammirare con una foto che allegheremo a questa intervista!
Vista la modalità con cui realizzo le opere, in sincerità, la lettura la faccio dopo, quando l'opera è terminata, è lì che sovente mi accorgo che c'è dentro una storia, personaggi che la raccontano, ma di allora, di un altro tempo, questi abiti e cappelli, queste espressioni ognuna differente e diverse caratteristiche nei volti, sogni inesauditi e vittorie sul campo, congiure e santità, castelli e caverne, torri e animali.
Consiglio il lettore ed il pubblico di soffermarsi nell'opera e di entrarci, osservare con attenzione, un rapporto di pancia più che di testa o mentale.
Anche io mi stupisco di quello che vedo e più vedo e più c'è da vedere, le opere necessitano di tempo e iniziando a passeggiarci ci si avvicina allo stato della mia catarsi mentre l'opera si componeva.
Mi piace anche lavorare su due opere contemporaneamente, due forze, ma devo essere molto carico per sostenere migliaia di segni contemporaneamente.
Quando iniziano queste catarsis tutto va in automatico e le ore passano, poi quando il fisico piange stacco, la mano si ferma ed io mi sento svuotato. Il giorno successivo guardo il risultato, l'inchiostro si è espanso, mischiato e l'alchimia converte il segno in forma.
Se dovessi raccontare cos'è l'Arte a due bambini di dieci anni, con parole semplici e comprensibili a qualsiasi bambino di quell’età, cosa diresti loro per far capire questo mondo duro, difficile, ma al contempo incantato se visto dall’esterno da spettatori e da appassionati d’Arte?
Direi loro: ''ciò che vi piace è la base della vostra Arte e crescerà con voi fino a diventare uno stile di vita''
Direi loro che la vita è meravigliosa e non bisogna mai smettere di giocare, che se sono onesti con la vita riceveranno cose positive dalla vita stessa.
Oggi il mondo dell’Arte è invaso da tantissimi “critici-professionisti” che a mio modo di vedere spessissimo sono delle persone che non capiscono nulla e che spesso sono mossi da una sorta di “movente” quale quello che descrive benissimo Sigmund Freud nel suo saggio «“Coloro che soccombono al successo” (1916) … altrui» aggiungo io; e che il grandissimo genio pittorico di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) descrive con queste parole: «Non ascolto ciò che dicono i critici d'arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos'è l'arte.» Tu cosa ci dici in proposito?
Mi piace leggere e ascoltare le critiche dei critici, ci sanno fare, ma per lavorare devono trovare qualcosa da dire riguardo i contenuti di un artista ''sconosciuto'' o chissà chi.
È la costruzione dell'immagine nell'ampolla del percorso Arte. Tutti gli artisti hanno bisogno di qualcuno che parli di loro, me compreso, poi cambia la modalità perché questo accada, insomma dipende, se vengono a vederti perché gli interessi, o se li devi andare a cercare con i criteri di mercato.
Sigmund Freud ha scritto diversi saggi sull’Arte … lo saprai di certo! Ma il concetto basilare era sempre lo stesso: «L’Arte è l’espressione più poderosa del profondo dell’animo umano. Attraverso l’espressione artistica possiamo sapere chi siamo veramente dentro la nostra anima!» Non è proprio una citazione! Ma è quello che ne ho tratto io da tutte le letture freudiane fatte sui temi dell’Arte, che in un certo qual modo riprende il grande genio d’Arte contemporanea Jackson Pollock (1912-1956) con queste parole: «Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare. Io sono stato a lungo junghiano. La pittura è uno stato dell'essere. La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.» Qual è la tua opinione in proposito per quella che è la tua esperienza di grande e affermato Artista contemporaneo?
Dio creò il mondo ''l'arte in sé artista'' … Pollock sapeva, è lì la sua autenticità.
Quando mi chiedono, se non capiscono, dico ''quel quadro sono io in quel momento'' … (e non da solo...)
Se dovessi scegliere un colore tra il rosso e il blu, quale sceglieresti? E perché?
Li mischierei subito come con gli inchiostri, in diverse dosi.
Adesso, Celio, per finire la nostra chiacchierata voglio farti una domanda che io amo molto: qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambino ti porti dentro e che oggi vorresti realizzare?
Un sogno realizzato ho paura mi possa stancare in fretta, continuare a sognare sì. Da bambino disegnavo, non avevo giochi, ma quello del disegno è sempre bello, a qualsiasi età.
Tanti sogni tanti cassetti.
Mio padre, il Vanni, mi diceva ''e i schei?'' (e i soldi?), ed io rispondevo ''faccio quello che mi piace, è impagabile”, lui sorrideva!
Grazie per essere stato con me e per averci raccontato la tua storia di Artista, di Pittore e di Scultore. Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per il tuo futuro artistico, così come tutta la Redazione del Magazine fattitaliani.it, e come si dice dalle tue parti … break a leg! (sorrido!).
Grazie a te dell’intervista, Andrea, e in bocca al lupo anche a voi.
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I lettori che volessero conoscere più da vicino l'Arte di Celio Bordin, possono consultare i link di seguito elencati:
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I lettori che volessero conoscere l'autore dell'intervista, Andrea Giostra, potranno consultare la sua Pagina Facebook Ufficiale:
https://business.facebook.com/AndreaGiostraFilm/?business_id=1569737553326223 ;
https://www.facebook.com/andrea.giostra.37 ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

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