Milano, dal 19 novembre la mostra "Angelo Bozzola: dall'arte concreta all'informale materico Anni '50 - '60"

Angelo Bozzola, Composizione concreta, 1953, pastello a tempera su carta, 45,3x65,3 cm ©Archivio Bozzola


La Paula Seegy Gallery presenta la personale “Angelo Bozzola: dall’arte concreta all’informale materico. Anni ’50 – ’60”, a cura di Francesco Tedeschi, visitabile dal 19 novembre 2026 al 23 gennaio 2027, attraverso una selezione di oltre venti opere che ben rappresentano l’importante lavoro dell’artista, tra i membri del MAC – Movimento Arte Concreta.

La mostra, nata in stretto dialogo con la Fondazione Angelo Bozzola di Galliate, Novara, che conserva e promuove la memoria e l’opera del grande artista, tra i protagonisti del MAC – Movimento Arte Concreta e della scena artistica della seconda metà del Novecento, è il primo evento realizzato a seguito della recente pubblicazione del Catalogo ragionato dell’opera di Bozzola, edito da Electa, curato da Francesco Tedeschi.

Francesco Tedeschi, direttore del Centro di Ricerca sull’Arte Astratta in Italia, è attivo nel Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, all’interno delle cui iniziative è stato elaborato il processo di realizzazione del Catalogo ragionato che viene presentato dalla Paula Seegy Gallery giovedì 3 dicembre nel corso della mostra.

L’esposizione presenta una selezione di opere su tela, carta e sculture in ferro e bronzo eseguiti nel corso degli anni Cinquanta, oltre ad aprirsi alla stagione dei lavori materici degli anni Sessanta, che rappresentano i passaggi coerenti di un percorso individuale di particolare originalità. All’interno delle ricerche in direzione di un’arte “concreta”, che si fonda sulla creazione di forme autonomamente ideate, il modo di operare di Bozzola è esemplare.

Partendo da una elaborazione di geometrie rigide, passando poi a quelle più morbide, che si delineano come figure autogenerantisi, Bozzola individua, verso la metà degli anni Cinquanta, la forma-base, il modulo trapezio-ovoidale, che diventa il punto di partenza del suo linguaggio. Tale forma, diversamente ripresa e applicata, si definisce nel momento in cui Bozzola partecipa al Movimento Arte Concreta, quando, nel corso degli anni Cinquanta, espone presso lo Studio B24 e la Galleria del Fiore di Milano, luoghi di supporto diretto alle manifestazioni del MAC, oltre alla Triennale di Milano e in altre sedi di promozione del movimento. La sua arte si diffonde rapidamente in Giappone e in Francia, dove la sua opera è seguita in particolare dal critico Michel Tapié, che sostiene l’artista con numerosi coinvolgenti testi.

Nelle opere esposte si osserva l’evoluzione della forma-base, caratteristica dell’artista, presente nelle sue varie declinazioni, in lavori bidimensionali e tridimensionali, dove l’espressività incontra i metodi e le tecniche di realizzazione proprie della fonderia e artigianali. Lo si evince maggiormente nelle opere scultoree dei primi anni Sessanta, in cui la componente materica diventa predominante.

Francesco Tedeschi commenta: “Al cuore anche di questo percorso è l’individuazione del “modulo” trapezio-ovoidale come motore originale di tutta la sua creazione, quale esse compare in sintesi essenziale nelle linoleografie del 1955, anticipate da alcune composizioni, del 1953-1954 (la prima in senso cronologico, a dir la verità, è un olio su masonite, Composizione concreta, del 1952-53, da considerarsi un incunabolo della sua configurazione geometrizzante). In queste si coglie una specie di contrapposizione o giustapposizione tra forme spigolose e morbide, destinata a risolversi in un felice connubio nelle realizzazioni successive. Tale maturazione denota il lavorio interiore dell’artista che cerca una soluzione il più possibile essenziale e logica, che permetta di dare seguito a una invenzione di spazi-forma e spazi-colore. Da una parte, le tele con titolo di Funzione di forma colore e Funzione di forma concreta denotano allora le relazioni degli intrecci della forma modulare con spazi definiti dagli sfondi cromatici che alludono al rapporto di profondità; dall’altra le sculture dello stesso periodo, intitolate Funzione-sviluppo di forma concreta, applicano nelle dimensioni fisiche lo stesso principio di compenetrazione fra le geometrie e il loro valore di figura che interpreta un movimento nello spazio, applicazione di un’idea proveniente dalla tradizione del moderno, nel rompere la componente statica della scultura”.

La mostra conferma l’attenzione della Paula Seegy Gallery per le Avanguardie del Novecento italiano e per i linguaggi artistici contemporanei che contribuiscono all’evoluzione dell’arte, con particolare interesse per la pittura, la scultura e le molteplici possibilità espressive della materia. Un fil rouge che attraversa da sempre la programmazione della Paula Seegy Gallery, un percorso coerente che vede anche il 2026 legato al 2027.
Dopo l’esordio, nel 2026, con la mostra dedicata al teorico e fondatore del MAC Gillo Dorfles, presentata successivamente a Miart, l’attuale personale di Angelo Bozzola rappresenta un nuovo approfondimento sull’arte concreta italiana, sui legami di amicizia tra gli esponenti del movimento e sulle origini del design, a cui la galleria dedica annualmente una particolare attenzione.Accompagna l’esposizione una pubblicazione con testo critico di Francesco Tedeschi.

Cenni biografici. Angelo Bozzola (1921 – 2010) nasce nel 1921 a Galliate, Novara. Inizia la sua formazione con la lavorazione del legno e del mobile, mosso da un forte interesse per l’arte e il disegno industriale. Si interessa di pittura e intraprende una ricerca caratterizzata da rigore compositivo e sperimentazione. Negli anni Cinquanta, anni di rinnovamento, nasce il MAC – Movimento Arte Concreta, fondato a Milano nel 1948 da Dorfles, Monnet, Munari e Soldati, seguito da un numeroso gruppo di artisti tra i quali Fontana, Veronesi, Accardi e Dorazio. Nel 1954 Bozzola aderisce al movimento con una propria cifra stilistica, la Monoforma trapezio-ovoidale, e partecipa alla X Triennale di Milano, nel 1955 tiene la sua prima personale alla Galleria del Fiore, nel 1956 entra a far parte del Comitato Esecutivo del MAC/Espace, dal forte interesse rivolto al design industriale, e viene invitato a esporre in Giappone a Tokyo, Kyoto e Osaka. Nel 1957 partecipa alla prima rassegna nazionale organizzata dal MAC alla Galleria Schettini di Milano, l’ultima manifestazione unitaria del gruppo, che si scioglie nel 1958. Negli anni Sessanta Bozzola realizza i Multipli-Sottomultipli, sculture presentate con successo alla Galleria del Prisma di Milano e alla Galleria Numero di Firenze e Zita Vismara lo invita ad esporre nella sua galleria. Negli anni Settanta Bozzola espone in Italia e all’estero le sue ultime sperimentazioni su metalli e pellicola fotografica; realizza opere pubbliche e private. Dagli anni Ottanta Bozzola lavora con la tecnica del bassorilievo in marmo e granito e partecipa a numerose retrospettive sul MAC, tra cui si ricordano Galleria Niccoli di Parma nel 1996, Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Sondrio nel 1997, Galleria Centre Culturelle Français di Milano e Acquario Romano di Roma nel 1999. Nel 1980 la Galleria Civica d’Arte Moderna di Gallarate ospita una sua antologica. Nel 1997 nasce la Fondazione Angelo Bozzola per volere dello stesso artista, che apre al pubblico nel 2010.

Coordinate mostra
Titolo Angelo Bozzola: dall'arte concreta all'informale materico. Anni '50 - '60
A cura di Francesco Tedeschi
Sede Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14 - Milano
Date 19 novembre 2026 - 23 gennaio 2027
Presentazione Catalogo ragionato Electa 3 dicembre, ore 18
Orari da martedì a sabato, ore 12 - 19
Chiusura 22 dicembre - 6 gennaio
Ingresso libero
Info al pubblico info@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

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