“Il giallo infinito” è il titolo della prima inchiesta di “Tv7”, in onda venerdì 9 ottobre a mezzanotte su Rai 1.
Il paese della Lomellina è diviso tra due tesi inconciliabili: la sentenza definitiva che condannò Alberto Stasi, da un lato, e il nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Pavia, dall‘altro. Un caso giudiziario con al centro una ragazza di 26 anni, Chiara Poggi, assassinata nel 2007 in casa sua. Una nuova svolta, quella di oggi, che potrebbe cambiare il corso della vita delle famiglie coinvolte. Il giallo di Garlasco vede un imputato, Alberto Stasi, assolto due volte e poi condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata. E Andrea Sempio, amico di Marco Poggi - a 19 anni dalla prima inchiesta -, indagato per l’omicidio di Chiara. Al centro delle nuove indagini, il Dna sulle unghie della vittima, l’impronta 33, il numero di scarpa dell’assassino, le mancate comunicazioni del Ris che nel 2007 non trasmise ai pm diversi dati circa le tracce sui pedali della bici di Stasi. E c’è attesa di una nuova prova che potrebbe essere usata per richiedere la revisione del processo da parte della sua difesa.Si procede con “Un’altra verità”, ovvero nuovi sviluppi sul caso di David Rossi: per la magistratura fu suicidio, ma ora, a 13 anni dalla morte del capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, l’ombra dell’omicidio si stende sul caso e la Commissione parlamentare punta a riscrivere questa storia. Una delle novità più dirompenti è la relazione tecnica scaturita dalle simulazioni fisiche e dalla traumatologia forense. Secondo la perizia, David Rossi sarebbe stato aggredito in modo rapido e violento nel suo ufficio a Palazzo Salimbeni. “Dopo tutti questi anni di battaglie solitarie vedere i risultati della Commissione per noi è un traguardo importante - dice a “Tv7” la vedova Antonella Tognazzi. - Per anni ci siamo scontrati contro un muro di gomma e intorno a noi c’è stato il deserto”. Parlano anche Carolina Orlandi, figlia della moglie di David Rossi, e Gianluca Vinci, presidente della Commissione d’inchiesta.
È la volta, poi, di “Tre anni di tenebre”. “Siamo vivi ma non siamo più gli stessi”: “Tv7” torna sui luoghi del massacro tra i sopravvissuti del Nova Festival a tre anni dall'orrore dell'assalto di Hamas in Israele. La vita ricomincia lentamente, ma i traumi restano. E proprio queste indelebili ferite pesano sulle elezioni politiche che sono alle porte e che trasformano il voto in un vero e proprio referendum su Netanyahu. Le commemorazioni per il tragico anniversario si sono svolte tra i rischi di nuovi attentati, mentre infuriano le polemiche sulle minacce che sarebbero rimaste inascoltate da Netanyahu prima dell’attacco: “Chi poteva fermare questo massacro non lo ha fatto” dicono i sopravvissuti. Parla Shlomi Eldar il giornalista che, con il collega Ruth Yuval, ha pubblicato l’inchiesta anticipata dal quotidiano “Haaretz”.
E ancora, “1687 giorni”. Una guerra che doveva durare tre giorni ed è diventata infinita: 4 anni, 7 mesi, 14 giorni. Ancora terrore per la popolazione ucraina che convive con i continui e pesanti raid russi. Un bilancio pesantissimo di vittime tra i civili. Reportage dalla regione di Kyiv, una delle zone più colpite. A Myla, tra i sopravvissuti del villaggio spazzato via dall’esplosione a catena provocata dai droni russi che a fine agosto hanno colpito un deposito di munizioni. Mentre sulla regione di Chernihiv, a nord di Kyiv, proprio in questi giorni si è abbattuta una delle più violente ondate di missili e droni russi dall’inizio della guerra. Tra le vittime molti bambini.
A seguire, “Iddu”: cosa succede quando l’emergenza diventa normalità? Alle pendici dell’Etna, convivere con il vulcano significa affrontare un rischio costante che condiziona la vita quotidiana, i trasporti e l’economia del territorio. Prendendo l’esempio di quest’estate, lo scalo Fontanarossa, quinto aeroporto italiano: tra alert improvvisi, cenere che arriva sino a Malta, più di 1.100 partenze annullate su oltre 2.000 previste. Ma come si costruisce il futuro in una terra dove la natura può cambiare improvvisamente le regole? Il reportage di “TV7” racconta il dopo emergenza tra difficoltà, progetti e nuove prospettive. L’inviata di “TV7” all’ombra del vulcano, monitorato minuto per minuto, dove la vera sfida non è più soltanto affrontare l’emergenza, ma conviverci. L’odissea di cinque ragazzi e accompagnatori di una squadra di rugby paralimpica di Verona, in trasferta a Catania.
Poi, “Io vado altrove”. Spiagge affollate, siti turistici a numero chiuso e code per visitare luoghi da cartolina conosciuti in tutto il mondo. È l’eredità di un’ennesima estate passata a visitare le bellezze del nostro Paese e a rincorrere il selfie perfetto. Ma viaggiare non è solo questo. Esiste un turismo silenzioso che cerca la straordinarietà dei luoghi nella contemplazione. Si chiama undertourism e si contrappone all’overtourism. Viaggio nell’Italia del turismo meno conosciuto: dai percorsi inediti dei borghi incastonati tra le guglie rocciose delle Dolomiti lucane, alla riserva di Punta Bianca, in Sicilia, l’alternativa dello slow tourism alla più affollata Scala dei Turchi, fino al Monte Civetta, nelle Dolomiti, cima maestosa ancora tutta da scoprire.
Infine, “Come eravamo”. Da “Tv7” del 1963 “Quelli di Erto”: era la sera del 9 ottobre del ‘63 quando una gigantesca frana si staccò dal monte Toc, precipitando nel lago artificiale sottostante e generando un’enorme onda di acqua e fango che sommerse i paesi di Erto e Casso. Le testimonianze dei sopravvissuti e di chi dovette lasciare immediatamente le poche case rimaste.


