NOVE, LUCA MERCALLI SULL'IMPORTANZA DELLE PIANTUMAZIONI E LE ENERGIE RINNOVABILI

 


“Gli alberi sicuramente servono sempre, ci rendono un sacco di servizi ecosistemici e hanno anche il vantaggio di far calare di 3-4 gradi la temperatura delle zone urbane. Le zone urbane sono più calde rispetto alle zone rurali circostanti perché il cemento, l'acciaio, l'asfalto si riscaldano di più. Dove ci sono i vegetali invece c'è l'evaporazione dell'acqua dalle foglie e circa 3-4 gradi in meno. Certamente è un aiuto, ma non ci toglie il caldo. Se hai 40 gradi, vorrà dire che ne avrai 36.Il caldo non lo togli, puoi solo accendere il condizionatore sperando almeno di alimentarlo con le energie rinnovabili e non con una centrale a carbone. L'Italia non è messa male perché noi abbiamo già circa il 40% di energia elettrica prodotta con il rinnovabile.  Il fatto è che il mondo non va avanti solo a energia elettrica, c'è anche tutta quella che usiamo direttamente sotto forma di benzina, di gasolio, di gas. E questa rappresenta ancora una parte preponderante nel mondo. Quindi bisogna da un lato elettrificare i servizi che oggi vanno a fossile, farli andare a elettricità. Un esempio: in casa noi ci riscaldiamo d'inverno con il gas, e invece se usi la pompa di calore, usi l'elettricità. E l'elettricità può essere prodotta anche da fonte rinnovabile. C'è veramente una transizione verso l'elettrico, però poi bisogna anche essere più rapidi nell'uso di queste energie rinnovabili: solare, idroelettrico, eolico, geotermico. Queste sono quelle più importanti, ma qui si litiga tutti, non va mai bene nulla”

LUCA MERCALLI "NOI PERDEREMO I GHIACCIAI, QUESTO ORMAI È CERTO": “Le nostre Alpi sono state abituate da sempre ad avere nel ghiacciaio un serbatoio, una riserva d'acqua di soccorso, perché il ghiacciaio sta fermo per la maggior parte dei mesi dell'anno e dovrebbe addirittura accumulare massa nuova con la neve dell'inverno. E quand'è che ci dà l'acqua più preziosa? Quando c'è la siccità e fa caldo. Infatti, quest'anno che c'era di nuovo una colossale siccità, l'unico fiume in piena di tutto il bacino del Po era praticamente la Dora Baltea che, arrivando dalla Val d'Aosta, ci forniva l'acqua del ghiacciaio che poi andava ad alimentare l'agricoltura, le risaie. Ma se noi perdiamo i ghiacciai ci viene meno quella riserva di soccorso. Noi perderemo i ghiacciai, questo ormai è certo, è sicuro, perché stiamo togliendo ogni anno il 3%. Dobbiamo fare oggi strategia, perché le Alpi diventano come gli Appennini. E negli Appennini non c'è ghiaccio, salvo un residuo minuscolo sul Gran Sasso e allora noi dobbiamo già pensare a una strategia per la raccolta dell'acqua piovana. Si riapre il tema degli invasi, che sono complessi da fare, ma qualche posto buono per farli c’è. Sull'acqua noi basiamo non solo chiaramente la sopravvivenza di tutti i servizi delle città e gli acquedotti, ma agricoltura di qualità, di cui l'Italia ovviamente va fiera. E se noi perdiamo le produzioni agricole di eccellenza, che cosa facciamo?”
Fattitaliani

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