Nicola Sante Bruno, il professore morto nel giorno del suo 39esimo compleanno: «Oggi abbiamo perso un uomo buono»

 


Ci sono vite che non occupano le prime pagine dei giornali, ma che lasciano un vuoto enorme in chi le ha incontrate. Sono le storie delle persone comuni, quelle che ogni giorno lavorano, si prendono cura degli altri, costruiscono relazioni e contribuiscono, spesso lontano dai riflettori, a rendere migliore una comunità.

Nicola Sante Bruno aveva 39 anni, compiuti proprio il giorno in cui la sua vita si è spezzata. Insegnante di sostegno all’Iiss Ettore Majorana di Bari, è morto nella mattinata del 23 ottobre a Spinazzola, nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani, dopo essere stato investito da un pullman di linea. Secondo le prime ricostruzioni, si trovava in contrada Epitaffio, alla periferia del paese, proprio mentre si apprestava a salire sul mezzo, probabilmente per raggiungere il posto di lavoro. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri.

Ma dietro la cronaca resta soprattutto una persona, ricordata da colleghi e studenti con parole che raccontano più di tante ricostruzioni. Sui social dell’istituto è apparso un messaggio di cordoglio carico di dolore: «Ciao Nico. La comunità del Majorana, ancora sotto shock si stringe alla famiglia del professor Nicola Sante Bruno in questo momento di assurdo dolore. Oggi abbiamo perso un uomo buono».

Poche parole, ma capaci di restituire la dimensione di una perdita che va oltre la notizia. Perché quando muore un insegnante non viene meno soltanto una presenza sul posto di lavoro: si interrompono relazioni, gesti quotidiani, occasioni di ascolto e di crescita. E per chi vive la scuola ogni giorno, un professore è anche una persona che entra nelle vite degli studenti, spesso lasciando qualcosa che va ben oltre le lezioni.

La morte di Nicola Bruno, arrivata proprio nel giorno del suo compleanno, rende questa tragedia ancora più difficile da comprendere. Alla sua famiglia, ai colleghi e agli studenti resta il dolore di un’assenza improvvisa. E resta il ricordo di un uomo che la sua comunità scolastica ha voluto salutare con una definizione semplice e preziosa: un uomo buono.

Foto da Facebook

Fattitaliani

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