Musica, Adolfo Durante a Fattitaliani: «Con “Un salto su Marte” racconto la serenità di chi ha imparato a lasciar andare». L'intervista

 


di Giovanni Zambito - Oggi venerdì 9 ottobre esce “Un salto su Marte”, il nuovo singolo di Adolfo Durante, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali per Hennomusic.

Scritto e prodotto da Enrico Andreini, con il testo di Sandra von Borries, il brano racconta la fine di un amore da una prospettiva insolita: non il dolore della perdita, ma la serenità che arriva quando si impara ad accettare il passato. La distanza diventa così un’occasione per guardarsi dentro, ritrovare il proprio equilibrio e ripartire con una nuova consapevolezza.

Con la sua interpretazione intensa, Durante dà voce a una storia in cui la solitudine non è più un vuoto da colmare, ma uno spazio personale da abitare. Anche il titolo suggerisce un viaggio lontano dalla propria quotidianità, necessario per osservare le cose da un’altra prospettiva. Ad accompagnare il singolo, l’arrangiamento di Andreini, con Fabrizio Morganti alla batteria, Lorenzo Forti al basso e Simone Marrucci alle chitarre, e il videoclip diretto da Marcos Domingo Sánchez, che traduce in immagini il percorso interiore raccontato dalla canzone.

Dopo la vittoria nel 2025 al talent show “Like a Star”, condotto da Amadeus, Adolfo Durante torna al repertorio originale con un brano che riflette anche la sua evoluzione personale e artistica. Nell’intervista ci racconta la maturità di un amore che lascia spazio alla pace, il valore della solitudine e il desiderio di ripartire senza rinnegare ciò che è stato. Fattitaliani l'ha intervistato.

“Un salto su Marte” racconta un amore finito da una prospettiva particolare: non il dolore della perdita, ma ciò che rimane quando quel dolore viene finalmente accettato. In quale momento hai sentito che questa storia parlava anche di te?

«Quando si interpreta un brano, c'è sempre un momento esatto in cui le parole smettono di essere di chi le ha scritte e diventano profondamente tue. Per me questo cortocircuito emotivo è scattato fin dalla primissima lettura del testo di Sandra. Ognuno di noi ha attraversato chiusure relazionali in passato, ma leggendo e cantando queste parole non ho provato il morso del dolore, bensì una sensazione di respiro e di pacificazione. Ho sentito che la storia parlava di me perché rispecchia il momento della vita in cui mi trovo: guardo al passato e vedo cicatrici guarite, non ferite aperte. L'accettazione raccontata nel brano non è rassegnazione, ma un vero e proprio traguardo di maturità, ed è esattamente il tipo di consapevolezza serena che desideravo trasmettere oggi con la mia voce.»

 - Il titolo “Un salto su Marte” è molto evocativo. Che cosa rappresenta per te Marte: una fuga dalla realtà, una distanza necessaria per guardare le cose da un'altra prospettiva, oppure un luogo completamente nuovo da cui ripartire?

«Per me Marte rappresenta senza dubbio la distanza necessaria per guardare le cose da un'altra prospettiva. Non lo vivo come una fuga per scappare dalla realtà, né come un modo per nascondersi, ma come un allontanamento consapevole e salutare. A volte, quando si è troppo immersi in un sentimento, la vista si appanna. Fare "un salto su Marte" significa cambiare gravità, mettersi in orbita per osservare il proprio mondo dall'alto e nella sua interezza. È solo grazie a questa prospettiva distaccata che si riesce ad accettare davvero ciò che è stato, trasformando quel pianeta lontano non in un esilio, ma nel punto di partenza ideale per ripartire, finalmente più leggeri e centrati.»

 - Nel brano la solitudine non viene raccontata come qualcosa di negativo, ma come uno spazio personale nel quale ritrovare equilibrio e consapevolezza. È una visione che hai maturato con il tempo? E quanto è cambiato il tuo modo di vivere la solitudine rispetto al passato?

«Assolutamente sì, è una consapevolezza che ho conquistato passo dopo passo. Quando si è più giovani, spesso la solitudine fa paura: viene vissuta come un'assenza o un isolamento, e si cerca in ogni modo di riempire i silenzi con il rumore o con continue distrazioni. Oggi, invece, la prospettiva è completamente ribaltata. Non vedo più la solitudine come un vuoto da colmare, ma come uno spazio prezioso da abitare. È diventata una mia alleata, una sorta di "stanza di decompressione" dove posso finalmente abbassare il volume del mondo esterno e riascoltare la mia voce. Se in passato fuggivo da questi momenti, oggi li cerco attivamente: è proprio lì che ritrovo la mia centratura e l'equilibrio necessario per affrontare tutto il resto.»

 - Il videoclip, diretto da Marcos Domingo Sánchez, trasforma lo spazio fisico in una sorta di specchio del tuo mondo interiore. Quanto è importante per te che un'immagine riesca a raccontare ciò che una canzone non dice esplicitamente? E ti sei riconosciuto nella lettura che il regista ha dato del brano?

«Per me è fondamentale. Un videoclip non dovrebbe mai essere una semplice didascalia del testo, altrimenti perde la sua magia. Il suo compito è esplorare il "non detto", aggiungere un livello di lettura emotiva che le parole da sole non riescono a raggiungere. Marcos ha fatto un lavoro straordinario in questo senso: non ha cercato di spiegare la canzone, ma l'ha espansa. Mi sono riconosciuto totalmente nella sua visione. Ha ascoltato il brano e ha saputo trasformare un'emozione del tutto astratta in un ambiente fisico, tangibile. Ha creato un mondo visivo in cui la mia interiorità si è sentita perfettamente compresa.»

 - Dopo una carriera costruita per anni attraverso gli inediti, i progetti acustici e la tua attività di interprete, nel 2025 è arrivata la vittoria a “Like a Star” con Amadeus. Che cosa ha cambiato quella vittoria nel tuo modo di guardare alla tua carriera e, soprattutto, a te stesso come artista?

«Quella vittoria è stata al tempo stesso il coronamento di un lungo percorso e un nuovo inizio. Dopo anni di gavetta autentica, passata a costruire la mia identità tra progetti acustici e riletture di altri autori, ricevere un riconoscimento così grande mi ha regalato una lucidità nuova. Non ha cambiato la mia anima né la mia dedizione alla musica, ma ha spazzato via le fisiologiche insicurezze che chi fa questo mestiere spesso si porta dietro. Mi ha confermato che l'autenticità arriva sempre a destinazione, dandomi il coraggio e la legittimazione per guardare al mio futuro artistico con una solidità interiore totalmente diversa.»

- “Un salto su Marte” segna il tuo ritorno al repertorio originale dopo un periodo dedicato anche alla rilettura della musica italiana. Che cosa senti di poter raccontare oggi attraverso un tuo inedito che forse non avresti potuto raccontare dieci o vent'anni fa?

«Dieci o vent'anni fa, l'approccio a un inedito era guidato dall'urgenza di dimostrare qualcosa, che fosse la tecnica, la versatilità o semplicemente il bisogno di farsi notare. Oggi l'urgenza è un'altra: l'essenzialità del racconto. “Un salto su Marte” rappresenta proprio questo passaggio. Poter dare voce a questo progetto, nato dalla composizione, dagli arrangiamenti e dalla produzione di Enrico Andreini e dalle parole di Sandra von Borries, mi permette di mettere la mia esperienza al servizio di un'emozione matura e sedimentata. Oggi posso raccontare la necessità di guardare le cose da una prospettiva diversa proprio perché ho smesso di correre per dimostrare chi sono, e mi concentro solo sul peso e sul significato di ciò che canto.»


- Hai attraversato generi e progetti diversi, dal jazz al rock, dalla musica d'autore ai tuoi recenti lavori acustici. Come descriveresti oggi la tua identità artistica in una frase?

«Sono un esploratore curioso che usa la propria voce per viaggiare attraverso mondi musicali diversi, cambiando spesso abito ma non tradendo mai la propria anima.»

 


Biografia

Artista dal timbro vocale personale e riconoscibile, Adolfo Durante consolida negli anni Duemila la propria esperienza sui palchi di tutta Italia attraverso progetti trasversali tra jazz e rock, ottenendo riconoscimenti in numerosi concorsi dedicati alle voci emergenti. Nell’aprile 2015 pubblica il primo album di inediti, “Libertà”, scritto e prodotto da Enrico Andreini con testi di Sandra von Borries. Nel disco è presente anche “Per quanto bella sei”, uno degli ultimi brani firmati da Oscar Avogadro, autore di celebri pagine della musica leggera italiana. Nel luglio dello stesso anno, con il brano “Libertà”, vince “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” nella sezione Emergenti. Nel 2016 pubblica “Una voce per te” (Andreini-von Borries), con la coproduzione di Amnesty International Italia e Voci per la Libertà. Torna successivamente alla manifestazione in occasione della 25ª edizione con “L’alieno”, interpretato insieme all’autore Gabriele Morini: il brano, tra i finalisti, conquista il premio della Giuria Giovani di Amnesty. Dal 2017 si apre un nuovo capitolo discografico che conduce al vinile “Nell’attesa di un bacio” (2019), all’album acustico “Questione di corde” (AlfaMusic, 2020) e all’EP “Giorni sospesi” (2022), caratterizzato da sonorità maggiormente rock. I progetti vedono Alessandro Hellmann alla scrittura dei testi e Alberto Lombardi alla produzione, agli arrangiamenti e alle chitarre. “Questione di corde”, dedicato alla rilettura di brani d’autore, si avvale inoltre della partecipazione al pianoforte di Enrico Zanisi. Nel dicembre 2022 esce “Quanto amore c’è”, scritto e prodotto da Enrico Andreini con testo di Sandra von Borries. Degli stessi autori è “La vita che va”, pubblicato nel novembre 2024: un inno alla vita e al valore del tempo, accompagnato da un videoclip diretto da Alessio Caglioni (Ivica S.r.l.) con la partecipazione di Giacomo Liuzzi, in arte Peperita, drag queen e performer finalista a “Bake Off Italia”. Tra il 2024 e il 2026 prendono forma i due progetti “Suprema” e “Suprema Vol. 2”, lavori acustici nei quali Durante rilegge celebri pagine della musica italiana attraverso arrangiamenti volutamente essenziali, privilegiando l’intimità dell’interpretazione e la centralità della voce. Entrambi i progetti sono curati artisticamente da Alberto Lombardi. A fare da ponte tra i due album arriva, nel novembre 2025, l’inedito “Solo la pioggia”, scritto per testo e musica da Graziano Accinni, storico chitarrista di Pino Mango e autore anche per Mina, con la collaborazione di Alessandro Hellmann al testo. Nella primavera del 2025, anche grazie alle caratteristiche della sua vocalità e alla sua capacità interpretativa, Adolfo Durante viene selezionato tra i concorrenti di “Like a Star”, il talent show condotto da Amadeus e trasmesso sul NOVE. Un percorso che lo porta fino alla vittoria del programma. Con “Un salto su Marte”, Adolfo Durante torna oggi al repertorio originale, proseguendo un percorso artistico costruito sull’interpretazione, sulla ricerca musicale e su una vocalità fortemente identitaria.

 

Fattitaliani

#buttons=(Accetta) #days=(20)

"Questo sito utilizza cookie di Google per erogare i propri servizi e per analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google, unitamente alle metriche sulle prestazioni e sulla sicurezza, per garantire la qualità del servizio, generare statistiche di utilizzo e rilevare e contrastare eventuali abusi." Per saperne di più
Accept !
To Top